Una cyber-drag-queen fa irruzione, nottetempo, nella corte-terrazza di un museo: avvolta in una tuta un po’ corazza e un po’ carrozzeria, riflettendo la luce chiara della luna sugli spigoli metallici che definiscono il profilo abnorme in cui ha ingabbiato il volto, Tobias Bernstrup si muove con il passo lento ed imbrigliato di un automa quasi a disagio, come se fosse la sofferta evoluzione ...
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