In un inquieto ed inquietante interno ruccelliano, in un ambiente in cui ogni elemento ci parla di tragedia, quella che forse già si è consumata, quella che certo è prossima a venire, e perfino il nostro sguardo sembra porsi in relazione con la morte - morte che incombe in ogni accento e in ogni gesto, già tetro presagio per cui non c’è riscatto - il tempo perde consistenza e si distende ...
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