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IL DIARIO DI MARIAPIA
Il diario di Mariapia

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LO SPETTACOLO

Autore: Fausto Paravidino
Regia: Fausto Paravidino
Genere: commedia
Compagnia/Produzione: Fondazione Teatro Regionale Alessandrino
Cast: Iris Fusetti, Fausto Paravidino, Monica Samassa

Descrizione
Una donna medico, malata di cancro da tempo, viene ricoverata in ospedale per non uscirne più. Lì perde tutte le sue forze e la vitalità con la quale per paradosso sperava di morire. Per far fronte a questa imprevista depressione, la sua dottoressa, assieme al figlio, le consiglia di continuare a fare il medico, rendendo testimonianza della sua esperienza attraverso un diario.
Lo spettacolo che il figlio ha tratto da questo materiale è una commedia che parla con delicatezza di una fase straordinaria, per quanto spaventosa, dell’esistenza umana: alla ricerca di piccoli indizi sul segreto della vita ci commuove ma sorprendentemente riesce anche a farci ridere
Date repliche a cura di
Roberto Mazzone
Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone

LA LOCATION

VITTORIO EMANUELE SALA LAUDAMO
v. Garibaldi 98 - Messina (ME)
Tel: 090 345233
Email: info@teatrodimessina.it Sito Web: www.eatrodimessina.it


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LE RECENSIONI


La recensione di Alessandro Grieco

Il dolce rumore del nulla

Due diari, uno dentro l’altro: quello di una donna, Mariapia, che è giunta alla fine della sua esistenza e, per lottare contro una malattia inesorabile e contro la depressione che l’accompagna, decide di scrivere le sue ultime impressioni, i ricordi, le sensazioni che segnano e scandiscono le ore dell’agonia e dell’attesa. L’altro è il diario di suo figlio che racconta quei momenti trasformandoli in allestimento teatrale, cioè Fausto Paradivino, attore, regista e drammaturgo che porta in scena i    terribili giorni in cui ha assistito la madre fino all’ultimo commiato. 
La sfida era quella di raccontare una storia in cui l’azione si azzera, un percorso mentale ed emotivo che porta una persona e chi le sta accanto ad accettare l’avvicinarsi della sua morte. Ed è una sfida vinta perché lo spettacolo riesce a restituire con sguardo asciutto, scevro di sentimentalismi, questo doloroso percorso, celebrando il coraggio, la forza e l’intelligenza di Mariapia.
Non c’è tragedia urlata, c’è soltanto una donna che è stata un medico e che perciò razionalmente sa quello che le sta succedendo e che cosa l’attende. L’esperienza della malattia la intorpidisce, ma la rende anche cosciente osservatrice di ogni minimo suo cambiamento fisico, di ogni microscopico avanzamento del male e delle sue conseguenze. Mariapia si osserva con lucidità nel presente, e, nel farlo, ripensa al passato, comprende le sue debolezze, ritorna ai momenti belli della sua vita, quelli che si staccano dal “mare di ovatta” dei ricordi sempre più sfumati per effetto dei sedativi. Alcune “triturine” danno un profumo irresistibile anche al più insapore passato di fagioli lessi, come afferma la donna, alcuni attimi di gioia restano, indelebili, ti accompagnano e non ti lasciano più,  escono dall’impasto della memoria confusa, ottenebrata, appesantita dall’età e dai farmaci e ti aiutano ad affrontare l’ultimo tratto di strada. Ti fanno anche capire che cosa è la vita, che cosa conta davvero. E nel condividere pensieri e ricordi, ci sono una madre e un figlio che si aggrappano con tenacia alle parole, al loro potere evocativo, alla possibilità di tramandare, spiegare, capire, per tenere a freno la disperazione.
Spettacolo toccante, dunque, ma sempre in equilibrio tra toni commoventi e momenti di comicità che sempre affiorano in queste situazioni: la tensione è dosata, calibrata, l’intimità e la pacatezza della scrittura diaristica restituita attraverso lo stile dell’allestimento e della recitazione. In scena tre attori eccezionali: Monica Samassa è la straordinaria interprete di una parte difficile, quella di una persona che gradualmente perde l’uso della parola ed è condannata alla quasi totale immobilità. Fausto Paradivino e Iris Fusetti si alternano nei panni della piccola folla che si muove attorno alla malata oltre ad interpretare se stessi.

 

Visto il 21/02/2012 a Roma (RM) Teatro: Sala Uno

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Voto: Voto del Redattore: Alessandro Grieco

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