LoginIscrivitiSegnala uno Spettacolo • Anno 6 - Numero 21  
Guarda le repliche di questo spettacolo!
Commenta lo spettacolo! Leggi le recensioni dei Redattori!
FIORI D'ACCIAIO
Fiori d acciaio

I Commenti

I Commenti degli Utenti

Questo spettacolo non ha ancora commenti.
Sai che puoi inserirne uno?
Per farlo clicca su Commenta lo Spettacolo!

Inoltre, puoi dargli un voto cliccando il pulsante Vota questo Spettacolo
qui in alto e puoi ricevere un promemoria via e-mail quando inizieranno le repliche, con il servizio Show Alert.

LO SPETTACOLO

Autore: Robert Harling
Regia: Claudio Insegno
Genere: commedia
Compagnia/Produzione: Il Globo
Cast: C. Costantini, S. Milo, R. Casale, V. Barret, B. Buffaldini, S. Greco

Descrizione
In scena una profonda storia al femminile fatta d'amicizia, gelosie e pettegolezzi. Un'altra storia di donne apparentemente fragili e superficiali, ma che poi dimostrano di essere fiori d'acciaio perché il loro coraggio e la loro forza d'animo sono talmente potenti da riuscire a sorridere alla vita anche di fronte alla morte...
Date repliche a cura di
Roberto Mazzone
Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone

LA LOCATION

TROISI
via Leopardi 192 - Fuorigrotta - Napoli (NA)
Tel: 081 6107041
Email: info@teatrotroisi.it Sito Web: www.teatrotroisi.it/


LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo max

Stagione precedente o non previste repliche al momento

LE RECENSIONI


La recensione di Luisa Monnet

Nasce come un bel film, alla fine degli anni 80, in cui sei formidabili attrici riempirono lo schermo e lo spirito con le loro storie delicate e coraggiose. In ossequio a quella felice operazione cinematografica e artistica, Claudio Insegno ha ricomposto parte del cast del suo “Otto donne e un mistero” per far rivivere le vicende di Shelby e sua madre M’Lynn, di Claire, Truvy, Annelle e Ouiser, rispettando in tutto e per tutto nomi e ambientazioni americane. Intorno a loro prende dunque vita una scenografia che basa buona parte dell’azione scenica nel negozio da parrucchiera di Truvy, da cui i sei “fiori” entrano ed escono, così come prendono e lasciano pettegolezzi, litigi, risa e depressioni in mezzo alle gioie e alle tragedie delle loro vite. L’analogia con il film e con la sua storia tuttavia finisce qui, perché il regista, più o meno coscientemente, si è trovato infine a raccontare una storia un po’ più banale e meno accattivante, in quella che in tutto e per tutto doveva porsi essenzialmente come commedia drammatica, intelligente e raffinata. Qui però il gruppo delle sei donne, dei “fiori d’acciaio”, così pronte a fare corpo contro tutto il resto del mondo, si è in realtà sfaldato in sei interpretazioni singole, che tanto quanto funzionano prese da sole – tutte convincenti e in parte le attrici, con menzione speciale per l’impeccabile prova di Caterina Costantini, protagonista di uno straziante monologo finale – tanto mancano di convinzione e omogeneità nel loro insieme, sia pure nella loro indiscussa matrice comica. La sensazione dunque è quella di assistere a uno spettacolo condotto più dalle attrici che dal regista, il quale pecca di eccessiva invisibilità, trattando in maniera superficiale argomenti scottanti quali matrimonio e riproduzione, eutanasia e fede, a favore di elementi più smaccatamente comici, ma non per questo sufficienti a creare un sottofondo solido di emozioni e significati che giustifichino la propensione al pettegolezzo delle protagoniste della pièce, che ne risulta così appiattita e privata del suo originario mordente. Roma, 31 marzo 2009 Teatro Vittoria
Leggi le altre recensioni dello stesso autore
Voto: Voto del Redattore: Luisa Monnet


La recensione di Donato Panìco

Poltroncine rosse gremite dagli spettatori che riempiono il Teatro San Babila, struttura splendidamente incastonata nell’omonima e centralissima piazza milanese, in occasione della messa in scena di “Fiori d’acciaio” di Harling. Dopo il successo di “8 donne e un mistero” il regista Claudio Insegno ha voluto riproporre un’altra pièce interamente incentrata sulle donne, affidandosi a gran parte del cast del suo precedente lavoro. Caterina Costantini, Sandra Milo, Rossana Casale, Beatrice Buffadini e Sara Greco, infatti, avevano tutte preso parte alla precedente rappresentazione di Insegno. Proprio l’intesa fra tutte queste attrici si è rivelata essere uno dei punti di forza di “Fiori d’acciaio”. Ispiratosi alla morte della giovane sorella, l’autore statunitense Robert Harling ha così scritto “Steel Magnolias”, sceneggiatura per l’omonimo film del 1989 diretto da Herbert Ross con Sally Field e Julia Roberts. Ed è proprio il titolo originale, che fa riferimento al modo affettuoso con cui vengono definite le forti donne del sud degli Stati Uniti, a rivelare la vera essenza di questa sceneggiatura. Ambientata negli anni ’80 in un piccolo paese della Lousiana, la trama vede come protagoniste sei donne: Truvy, proprietaria di un salone di bellezza, la sua giovane aiutante Annelle, Shelby e sua madre M’Lynn, la vecchia Ousier e la facoltosa Claire. La storia ruota principalmente attorno a Shelby, interpretata dalla Buffadini, giovane ragazza diabetica, allegra e determinata come solo una ventenne può esserlo, che va pazza per il colore rosa in tutte le sue declinazioni ed è alla prese con i preparativi del suo matrimonio, sognando una funzione tutta “prude e pudica”. Saranno l’esperienza e l’amore della madre, la signora M’Lynn interpretata dalla Costantini, ad accompagnare le vicende della figlia, cercando di mediare e razionalizzare l’eccitazione della giovane. Sandra Milo, invece, veste i panni di Ousier un’isterica vecchia zitella arrabbiata con l’universo: “Gli uomini sono l’intestino del Mondo: utili ma merdosi”, la si sentirà urlare ad un certo punto della pièce. A queste si uniscono la colta Claire, l’operatrice di bellezza Truvy e Annel, giovane abbandonata dal marito, interpretate rispettivamente da Rossana Casale, Virginia Barrett e Sara Greco. Ad una prima parte leggera e dilettevole, in cui le sei attrici recitano divertendosi fra canzoni, pettegolezzi, isterismi ed una torta a forma di armadillo, se ne contrappone, invece, una seconda metà più carica e seria, in cui si affrontano alcuni temi delicati, quali la malattia e il trapianto di organi, la nascita e la morte. Saranno, quindi, le difficoltà ed il dolore a far emergere la vera forza di queste donne che, inizialmente, potevano apparire fragili e superficiali dimostrando ora, invece, tutta la loro forza, determinazione e solidarietà. Nella rappresentazione è senza dubbio meritevole la performance di Rossana Casale che, oltre a recitare in maniera naturale, delizia gli spettatori cantando piacevolmente le canzoni da lei composte per l’occasione. Ottima anche l’ironia della Costantini e il sarcasmo della Milo. Il vero valore aggiunto è, però, rappresentato dall’ottima prova della Buffadini che, con il suo sorriso disarmante, recita una parte che pare esserle cucita addosso, sfoggiando una determinazione ed un energia incredibile, oltre ad un’espressività piacevole condita anche da una gradevole esibizione canora. Buona, infine, anche la scelta di un palco spesso piacevolmente sobrio. Milano, Teatro San Babila, 23.01.2009
Leggi le altre recensioni dello stesso autore
Voto: Voto del Redattore: Donato Panìco


La recensione di Claudio Finelli

Agrodolce e mordace l’adattamento drammaturgico di Steel magnolias con cui Claudio Insegno torna a dirigere delle vere e proprie icone dello spettacolo italiano quali Sandra Milo, Caterina Costantini e Rossana Casale, indiscutibili colonne portanti di un immaginario artistico collettivo che di per sé potrebbe esser motivo sufficiente per lasciarsi rapire e conquistare dalla godibile messinscena di Fiori d’acciaio, per innamorarsi definitivamente e letteralmente di queste attrici che appartengono alla nostra storia come figure paradigmatiche di una femminilità prorompente e volitiva coniugata a quel chiaro alone di fascinoso divismo a cui ci si accosta col trasporto e la deferenza assoluta tributata agli idoli ed alle creature celicole. Ipnotizzati, dunque, dalla magnetica personalità delle protagoniste in scena, la commedia, garbatamente drammatica e dolorosamente brillante, manifesta il pregio assai raro di una leggerezza che, senza concedersi mai alla deriva della banalità e alla fastidiosa insidia di una superficiale semplificazione del dettato narrativo, accompagna il pubblico con apparente spensieratezza verso un epilogo tragico e commovente, evitando con accurato calcolo di prudenza ogni cedimento al patetico di genere ed alla facile soluzione melodrammatico-televisiva, esaltando così la verve interpretativa delle attrici in scena, nonché la perizia registica di Claudio Insegno, abilissimo nell’evitare il rischio, pur ragionevolmente paventato dallo spettatore, di un feuilleton teatrale popolare, privo di sfumature e ricercati chiaroscuri psicologici. Proprio in questa direzione equilibrata ed intelligentemente calibrata scorgiamo il segreto di un sicuro successo, un successo che sarà ancora più evidente quando lo spettacolo raggiungerà un livello di rodaggio più avanzato, permettendo così al gruppo di attrici quell'affiatamento e quella sinergia relazionale che è fisiologicamente più ardua nei debutti, un successo che non può non nascere da un’oculata strategia di costruzione e definizione dei personaggi, strategia dietro la cui caratterizzazione, mai facile, è possibile individuare uno scaltrito lavoro introspettivo tendenzialmente funzionale a valorizzare e far gradualmente emergere la problematica e complessa realtà interiore dell’animo umano che, a dispetto di qualsiasi rigido manicheismo interpretativo, si rivela e si offre come dimensione di caleidoscopica complessità cromatico-spirituale e la cui rappresentabilità è cosa che può riuscire solo a registi acuti e sensibili quali, appunto, il bravo Claudio Insegno. Napoli, Teatro Troisi, 08/01/09
Leggi le altre recensioni dello stesso autore
Voto: Voto del Redattore: Claudio Finelli

Per saperne di più su Show Alert, clicca qui.

NEWSLETTER

 



IL CARTELLONE


IN SCENA

Abruzzo
Aquila - AQ Chieti - CH
Pescara - PE Teramo - TE
Basilicata
Matera - MT Potenza - PZ
Calabria
Catanzaro - CZ Cosenza - CZ
Crotone - KR Reggio C. - RC
Vibo Valentia - VV
Campania
Avellino - AV Benevento - BN
Caserta - CE Napoli - NA
Salerno - SA
Emilia Romagna
Bologna - BO Cesena - FC
Ferrara - FE Forlì - FC
Modena - MO Parma - PR
Piacenza - PC Ravenna - RA
Reggio E. - RE Rimini - RN
Friuli Venezia Giulia
Gorizia - GO Pordenone-PN
Trieste - TS Udine - UD
Lazio
Frosinone - FR Latina - LT
Rieti - RI Roma - RM
Viterbo - VT
Liguria
Genova - GE Imperia - IM
La Spezia - SP Savona - SV
Lombardia
Bergamo - BG Brescia - BS
Como - CO Cremona - CR
Lecco - LC Lodi - LO
Mantova - MN Milano - MI
Monza - MB Pavia - PV
Sondrio - SO Varese VA
Marche
Ancona - AN Ascoli - AP
Macerata - MC Pesaro - PU
Urbino - PU
Molise
Campobasso-CB Isernia - IS
Piemonte
Alessandria - AL Asti - AT
Biella - BI Cuneo - CN
Novara - NO Torino - TO
Verbania - VB Vercelli - VC
Puglia
Andria - BAT/BT Bari - BA
Barletta - BAT/BT Brindisi - BR
Foggia - FG Lecce - LC
Taranto - TA Trani - BAT/BT
Sardegna
Carbonia - CI Cagliari - CA
Iglesias - CI Nuoro - NU
Oristano - OR Sassari - SS
Sicilia
Agrigento - AG Caltanissetta-CL
Catania - CT Enna - EN
Messina - ME Palermo - PA
Ragusa - RG Siracusa - SR
Trapani - TP
Toscana
Arezzo - AR Carrara - MS
Firenze - FI Grosseto - GR
Livorno - LI Lucca - LU
Massa - MS Pisa - PI
Pistoia - PT Prato - PO
Siena - SI
Trentino Alto Adige
Bolzano - BZ Trento - TN
Umbria
Perugia - PG Terni - TR
Valle D'Aosta
Aosta - AO
Veneto
Belluno - BL Padova - PD
Rovigo - RO Treviso - TV
Venezia - VE Verona - VR
Vicenza - VC
ESTERO
Croazia Francia
San Marino Svizzera
HOME    Login    Chi siamo    I Redattori    Dalla Redazione    Dicono di Noi    Privacy    Contattaci    Preferiti    Imposta come Homepage - © 2003-2012 Teatro.Org
Testata giornalistica registrata al ROC il 30 agosto 2006 - n. 14662 e presso il Tribunale di Milano il 30 maggio 2008 - n. 342 - Direttore Responsabile Gianmarco Cesario This website is ACAP-enabled