PREDISPORSI AL MICIDIALE
LO SPETTACOLO
Autore: Alessandro Bergonzoni Descrizione
Non è mai facile raccontare i perché e i percome un bel giorno si senta la necessità di allestire uno spettacolo: ancor più se questo continua poi a variare, moltiplicarsi, sfaccettarsi sera dopo sera. Perché proprio questa è, stavolta, la scommessa: costruire uno spettacolo continuamente mutante ma non rispetto al rapporto palcoscenico – platea ma rispetto invece al legame chimico artistico cervello - elaborazione – accadimento drammaturgico Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diAlessandra Casini Alessandra Casini LA LOCATION
TEATRO DELLE ROCCE Repliche passate (dal 29/07/2005 al: 29/07/2005) LE RECENSIONILa recensione di Gianmarco Cesario
Recensire uno spettacolo di Alessandro Bergonzoni è impresa assai dura.
Cosa dire senza cadere in ovvie banalità.
Tutto è banale dopo aver , infatti, ascoltato Bergonzoni.
La parola perde di significato, dopo che per quasi due ore non hai fatto altro che ascoltare parole che si inseguono, si trasformano, si contorcono, e prendono a loro volta altri significati, ti deridono, e ti umiliano nel tuo banale uso quotidiano.
Dire che Bergonzoni sia un genio è già di per sè di un’ovvietà sconfortante, dire che sia l’unico vero umorista italiano, dopo Campanile, è cosa ovvia, ma da tenere a mente, ogni qualvolta si elogiano comici modaioli e senza contenuto.
Bergonzoni non imita i politici, non usa il sesso o il turpiloquio, non ci parla di Berlusconi, e nemmeno di Prodi o della magrezza di Fassino.
Bergonzoni parla di noi, attraverso frasi che diventano una musica a volte assordante, ma mai fastidiosa.
Bergonzoni fa ridere, anzi sorridere, di gusto, perchè nei suoi calambour ci ritroviamo noi sessi con i nostri discorsi, con le nostre parole, con i nostri scritti, con il nostro prenderci sul serio senza essere seri.
Bergonzoni parla di me, di quest’articolo e di tutte le parole del mondo, spesso usate a vanvera senza un vero perchè.
Questo è Bergonzoni, questo è il suo “Predisporsi al micidiale”.
Sfido chiunque a rimanere impassibile alla sua narrazione della trama della sua improbabile opera lirica, o alla gag (che termine poco appropriato, ma non me ne viene un altro) della candela nel frigo e la racchetta col caco.
Ti alzi dalla poltrona e, per uno che, come chi scrive , con le parole ci vive, ti assale lo sconforto perchè ti rendi conto di quanto vacuo sia il tuo lavoro.
Ti resta, se non altro, il piacere di aver assistito ad uno spettacolo simile.
Da non perdere.
Assolutamente.
Napoli - TEATRO ACACIA, 1 Febbraio 2007
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