LA CAGE AUX FOLLES - IL VIZIETTO
VOTO DEGLI UTENTIMedia voti: 1
LO SPETTACOLO
Autore: Jean Poiret Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura dilorenzo maricchio lorenzo maricchio LA LOCATION
TEAM Repliche passate (dal 02/03/2012 al: 04/03/2012) LE RECENSIONILa recensione di Francesca Bastoni
il vizietto: fascino della diversità
Dal cinema al palco. Massimo Romeo Piparo si cimenta nella “cage aux folles” portando in scena, al Manzoni di Milano, l’adattamento di Herman e Fierstein (Trasposizione basata sul testo di Jean Poiret). Prosa e canto Tra risate e musica Marco Columbro ed Enzo Iacchetti conquistano la scena. Buoni anche se un po’ troppo marcati i caratteristi (Fantoni, ad esempio, tende a spingere un po’ troppo sul pedale della macchietta,ma il risultato nell’insieme non stona troppo).Ottimo il corpo di ballo. La giusta combinazione tra musical e commedia maliziosa fanno, di questa produzione, un prodotto realizzato onestamente e con un soddisfacente livello di professionalità. Scene e costumi Il dispositivo scenico riprende e valorizza il carattere della commedia degli equivoci; pur se con qualche richiamo alle scene originali del film. Prevale il tradizionale contrasto tra: abiti grigi e conformisti ed i colorati e sgargianti costumi degli artisti della cage aux folles. Divertimento e un pizzico d’ironia; per questo felice adattamento. Buono il grado di apprezzamento in sala: risate e qualche applauso a scena aperta.
Visto il 04/12/2012 a Milano (MI) Teatro: Manzoni La recensione di Monica Fabaro
Un menage sui generis per due attori dalla verve contagiosa. Il vizietto, storica commedia interpretata da Ugo Tognazzi e Michel Serrault, viene rivisitata tutto sommato efficacemente nella versione portata sul palco dell'Augusteo da Massimo Ghini e Cesare Bocci. Quest'ultimo indubbiamente "riempie" la scena fino alla fine, dettando la linea, gli altri protagonisti sembrano un po' "schiacciati" da tale preponderanza almeno in alcuni passaggi. La travolgente piece condita dalla simpatia dei due attori, che per l'occasione sfoderano una coinvolgente verve, è un evergreen. " L'impresa di riproporla " non e' delle più semplici. sia per la tematica "pruriginosa", sia per il paragone con il celebre precedente. Ebbene, ciò non costituisce un ostacolo. Anzi sembra un motivo in più per puntare sulla stravaganza accompagnata dalla leggerezza. Sì, perché spicca come nel contempo l'omosessualità venga affrontata in punta di piedi, ma con allegria, sottolineando stati d'animo e traversie da affrontare. In tal senso il testo originario, fatti i dovuti distinguo ovviamente, viene ripreso fedelmente. E' questo coraggio che fa perdonare magari qualche forzatura, che a tratti rende meno spontanea la recitazione. I tempi sono buoni così come sono apprezzabili le musiche, sottofondo gradevole di una vicenda surreale, un mondo onirico, colorato. Alla fine il messaggio passa. La Cage è indubbiamente una metafora di stravaganza sì, ma anche della lotta per essere se stessi a dispetto delle ipocrisie. Una menzione va anche alla scenografia di ampio respiro dinamica perfettamente in linea con il clima della mise en space. Visto il 09/03/2012 a Napoli (NA) Teatro: Augusteo La recensione di Roberto Mazzone
Quella gabbia di matte, tra realtà e illusione
Dal palco del Teatro Colosseo di Torino, Cesare Bocci, nelle vesti di Renato – il ruolo che al cinema fu di Ugo Tognazzi – dà il benvenuto al pubblico nel mondo tutto lustrini e paillettes de La cage aux folles, il locale più chic e glamour di Saint Tropez. Qui si esibiscono le effervescenti e smaliziate cagelles e si attende l’arrivo della capricciosa star – ormai non più di primo pelo – Zazà. Visto il 16/02/2012 a Torino (TO) Teatro: Colosseo SEGNALIAMOGLI ANNUNCISPECIALE TURISMOLA NEWSLETTERIL CARTELLONEIN SCENA |