IL CATALOGO
LO SPETTACOLO
Autore: Jean-Claude Carrière Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diRoberto Mazzone Roberto Mazzone LA LOCATION
SOCIALE LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Alessandro Grieco
La casa chiusa A metà strada tra “Copia conforme” e “Pretty woman”, “Il Catalogo” di Jean Claude Carriére con la traduzione e la regia di Valerio Binasco, è un testo solo apparentemente oleografico (la donna dell’est che cerca di sistemarsi, la palinodia e le dinamiche scontate delle coppie), in realtà è una commedia intelligente, vivace, ironica, felicemente interpretata da due attori d’eccezione che si muovono in un’atmosfera quasi sospesa, ai limiti dell’assurdo, e portano in scena magistralmente due personaggi che incarnano il sempiterno dramma dell’amore e della solitudine. Due personaggi tanto distanti – lei è una disordinata ed evanescente ‘ragazza con la valigia’ alla Prevert, tenera e folle, lui un Don Giovanni che nella vita ‘diurna’ fa il consulente legale - da potersi incontrare solo in forza di un equivoco. Dall’incontro dei due personaggi emerge, poi, una verità inconfutabile e cioè che c’è un mondo segreto, meraviglioso e senza colpe dentro ciascuno di noi , un mondo che può affrancarsi e liberarsi solo in virtù dell’amore e del coraggio che l’amore sa donare. L’amore medesimo sembra – a tratti – quasi un gioco crudele, benché si tratti, al contrario, di un gioco divino. Perché l’amore è un Dio. Un Dio che si nutre delle nostre storie, dei nostri giochi, delle nostre fughe inutili e ci dà in cambio l’unica vera bellezza della vita. L’incomunicabilità e, dunque, la solitudine, sono le due dimensioni in cui vivono i personaggi. Il titolo (almeno in italiano) si ispira al “Don Giovanni” di Mozart, e la ragione è tematica e musicale insieme: l’approccio diegetico, il dialogo, che scorre leggero e brioso come le ‘note bambine’ delle partiture settecentesche, e il personaggio maschile si ispirano -o almeno vorrebbero – al celebre seduttore. Questa commedia gioca con l’impossibile e con l’assurdo e l’autore sembra divertirsi molto a mandare a gambe all’aria le nostre pretese di vivere in una realtà ‘normale’, rivelandola, invece, per quella che è: una specie di prigione dell’anima. La drammaturgia composta da tanti quadri, ognuno con un finale possibile, smentito poi dal quadro successivo, ostenta un meccanismo circolare che imprime al ritmo narrativo la temperatura dell’ossessione e della chiusura claustrofobia che, d’altronde, si riflette perfettamente nell’appartamento in cui si svolge l’azione che diventa incarnazione del dispositivo mentale stesso dei due protagonisti, fra istinto della tana e senso di soffocamento
Visto il 20/03/2012 a Roma (RM) Teatro: Quirino-Vittorio Gassman La recensione di Wanda Castelnuovo
IL CATALOGO
Diversa, intrigante, coinvolgente, delicata e incisiva la pièce di Jean Claude Carrière (Colombières sur Orb, 1931), scrittore e sceneggiatore collaboratore di Buñuel e di altri famosi registi, che esamina con deciso garbo i difficili rapporti tra un uomo e una donna ottimamente interpretati da Ennio Fantastichini (Gallese/VT 1955), al quale si attaglia perfettamente il detto nomen omen (nome augurio), e Isabella Ferrari (pseudonimo di Isabella Fogliazza, Ponte dell’Olio/PC, 1964). Visto il 12/01/2011 a Milano (MI) Teatro: Manzoni SOCIAL & C.SEGNALIAMO
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