CARMEN
LO SPETTACOLO
Autore: Georges Bizet Descrizione
Dall’Andalusia, culla della grande tradizione del flamenco più autentico, arriva in Italia il “Ballet Flamenco Jerez de la Frontera”. Nell’atmosfera popolare gitana della Siviglia del 1830, sentimenti universali quali l’amore e l’odio, la rabbia e la passione, il rimpianto e il desiderio, la gelosia e la libertà, si intrecciano nella storia avvincente di un soldato (Don Jose) che abbandona tutto per una per una gitana (Carmen), fino a diventare un fuorilegge e ad esserne poi tradito. Un viaggio emozionante nel cuore della cultura spagnola dove i ritmi incalzanti delle chitarre, la sensualità e il talento degli straordinari artisti di questa compagnia, si uniscono alle note ammalianti della magnifica musica di Bizet, ricca di contrasti solari dai motivi zingareschi e dall’ incalzare drammatico dell’azione dell’opera. Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diRoberto Mazzone Roberto Mazzone LA LOCATION
SAN MARCO LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Patrizia Dolfin
L’atmosfera gitana della Siviglia di “Carmen” (splendido affresco musicale di George Bizet) è andata in scena al Palabrescia davanti ad un pubblico numeroso e generoso di applausi nonostante lo spettacolo abbia deluso, in parte, le aspettative.
Innanzitutto la scena scarsamente illuminata per tutto il primo tempo, solo nella seconda parte le luci hanno acceso le coreografie di lampi di passione e tragedia; i costumi, Carmen con i mutandoni sotto l’abito rosso fuoco poco adatti al personaggio popolano e sensuale ma soprattutto un Don Josè con una casacca informe che faceva pensare ad un portiere d’albergo in una rivista d’operetta.
Il corpo di ballo, nel complesso, non è all’altezza delle grandi compagnie a cui la Spagna ci ha abituato, penso a quella di Cortez, i movimenti spesso sono frenetici, ripetitivi, mancano di eleganza, di pathos e sono poco coordinati nei momenti musicali sottolineati dalla musica dell’opera di Bizet.
Si salva Don Josè, tecnicamente il migliore, ma come detto prima il costume ha in buona parte mortificato le movenze del ballerino, carente però nella parte espressiva, troppo spesso affidata al gioco delle mani che trattengono i capelli a sottolineare, indifferentemente, i sentimenti di rabbia e di gelosia.
Buono il complesso musicale e la voce femminile che si alternano ai brani registrati di Carmen, ricreano alla perfezione l’atmosfera del barrio con le donne sedute sulle seggiole che accompagnano con il battito delle mani e dei tacchi la danza, incitando e sostenendo le movenze dei danzatori.
Peccato infine per la scelta di una Carmen dal fisico troppo abbondante per evocare la bellezza della sigaraia che rapisce il cuore del grande torero Escamillo scatenando la folle gelosia del tormentato, e sposato, Don Josè.
La recensione di Monica Cirillo
Lo si capisce ancora prima di entrare che è un grande spettacolo.
Lo si capisce quando si passa tra la folla che davanti al teatro aspetta di entrare e si sente parlare tante lingue, da persone di tre generazioni.
Chi non conosce la Carmen di Bizet? È un’opera vivace e sanguigna come un buon vino rosso mosso.
Don Josè, caporale dei Dragoni del Re, lascia l’esercito per amore di Carmen, che però alla fine si innamora del torero Escamillo. Siamo in Spagna, nell’atmosfera popolare gitana della Siviglia del 1830.
Musiche bellissime e un’avvincente storia d’amore. Ma quest’interpretazione del Ballet Flamenco de Madrid ce ne regala una versione ancora più potente, più coinvolgente e in grado di entusiasmare il pubblico di ogni età.
Così lo spettatore compie un viaggio emozionante nel cuore della cultura spagnola e grazie ai ritmi incalzanti delle chitarre, la sensualità e il talento degli artisti di questa compagnia di oltre 20 elementi, vive tutto il sapore, il fascino del flamenco.
La regia di Sara Lezana è straordinaria, in grado di fondere insieme in una composizione armonica e di qualità, opera, balletto classico e la miscela esplosiva del flamenco. La giovanissima ballerina Erica Leal Macias dà vita ad una Carmen che è forza, bellezza e sensualità.
I musicisti, che con un abile gioco di luci ed ombre appaiono e scompaiono dalla scena, offrono dal vivo tutto il fervore della musica gitana sotto la direzione di Luciano Ruiz.
Il produttore Luigi Pignotti ha davvero la capacità (sempre più rara) di fiutare in giro per il mondo spettacoli di grande spessore e coinvolgimento, per regalarli al grande pubblico italiano, un pubblico eterogeneo, che si unisce nel comune amore per la danza di qualità.
Così, in platea è capitato di notare gruppi di teenagers che picchiettavano i piedi per seguire i ritmi appassionati del flamenco, e persone agée che non si frenavano nell’intonare l’aria ‘Toreador’ per accompagnare Escamillo portato in trionfo dalla folla.
Uno spettacolo entusiasmante come entusiasmante è stato vedere tanti giovani che per una sera, come auspicava lo stesso produttore, hanno rinunciato a seguire la diretta del Grande Fratello, per gustarsi un pieno di energia. Energia pulita!
Milano
Teatro Smeraldo
8 marzo 2007
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