Dalla superbia de' loro padroni apprendono la loro miseria.
Il delizioso teatro di Quarticciolo ha accolto ieri , e questa sera, la pièce goldoniana
le smanie per la villeggiatura. Riuscitissima messa in scena premiata come miglior spettacolo di prosa secondo la giuria degli Olimpici del Teatro 2006/2007, nata dall'unione di due compagnie:
le belle bandiere di Elena Bucci (Vittoria e Giacinta ) e Marco Sgrosso (Leonardo e Guglielmo) e
Diablogues di Enzo Vetrano (Filippo e Ferdinando) e Stefano Randisi (Fulgenzio e tutti i servi). Attori e registi di se stessi, hanno saputo trovare il giusto adattamento scenico per rendere assolutamente contemporanea, denuncia chiara e concreta dei mali della nostra società, una drammaturgia la quale seppur ricca di elementi contemporanei, resta comunque una drammaturgia scritta nel 1761. Con pochi tocchi: un elegante lampadario, i costumi d’epoca e qualche sedia coperta da bianchi drappi, viene dipinto uno scenario che inquadra chiaramente l’epoca e il ceto dei protagonisti garantendo agli attori la possibilità di agire a tutto campo. Mimica gestuale e facciale, larga modulazione vocale sottolineano in modo intelligente e piacevole il gioco del teatro nel teatro, elemento che accentua la contemporaneità della commedia. Volti come maschere mutavano al cambio del personaggio, svelte allusioni al gioco del teatro correvano all'avvicendarsi dei vari personaggi.
Quattro attori per undici personaggi. Attore: uomo d'azione. Giochi scenici, forte presenza attoriale, slittamenti, dialoghi convincenti tra attore-pubblico e attore-attore, insomma, torna dietro all'ideologia e alla passione la professionalità in una professione, quella dell'attore, che per troppo tempo e stato un narciso simulacro vuoto.
Una sorta di “ansia da prestazione” possiede i protagonisti che hanno come loro unica ambizione quella di andare a villeggiare in campagna dissipando ogni avere per futili spese. L’avere in gran quantità oggetti di valore e cibarie pone i protagonisti in competizione tra loro, i quali sotto la bandiera del “tutti lo fanno”, si impegnano in una rincorsa senza fine. Il lusso per la morale, lo sfarzo per la dignità. Con il denaro si arriva a comprare qualsiasi cosa: lo specchio deformante dei nostri giorni caratterizzati dalla necessità del possesso materiale in luogo del benessere psicofisico. Come lo stesso autore denuncia all’inizio della commedia, in questa messa in scena non vi sono povere famiglie ne nobili casati, ma ricchi possidenti che hanno come loro unico pensiero il mettere in mostra i loro averi.
Roma, 22 dicembre 2008
TeatroBiblioteca Quarticciolo
repliche 22-23 dicembre
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