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LO SCHIACCIANOCI
Lo Schiaccianoci

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Solo per due giorni, il 18 e 19 gennaio 2010, è in scena allo Smeraldo di Milano uno spettacolo intramontabile, un balletto romantico e delicato: ...

Solo per due giorni, il 18 e 19 gennaio 2010, è in scena allo Smeraldo di Milano uno spettacolo intramontabile, un balletto romantico e delicato: ...

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LO SPETTACOLO

Autore: Tchajkovskij
Regia: Valentina Ganibalova
Genere: danza/balletto
Compagnia/Produzione: Croatian National Ballet Theatre

Descrizione
Reduce dal successo di pubblico registrato nella scorsa stagione il Croatian National Ballet Theatre diretto da Almira Osmanovich, ritorna in Italia con la produzione de “Lo Schiaccianoci”, balletto classico della migliore tradizione russa.
Il corpo di ballo, di rigorosa formazione accademica, porta in scena in maniera autentica tutta l'emozione e il romanticismo dell'interpretazione di un sogno mentre le tradizionalissime luci e le affascinanti musiche di Chaikovskij richiamano la suggestiva atmosfera natalizia tra incantevoli fiocchi di neve.
Date repliche a cura di
Alessia Coppola
Scheda spettacolo a cura di
Alessia Coppola

LA LOCATION

RENDANO
p.zza XV Marzo - Cosenza (CS)
Tel: 0984 813227
Email: rendano@comune.cosenza.it Sito Web: www.comune.cosenza.it/rendano


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LE RECENSIONI


La recensione di Patrizia Binco

Uno Schiaccianoci che danza tra Spalato e Milano

Uno Schiaccianoci a sorpresa, come i regali di Natale che si trovano sotto l’albero di questo magico balletto su musiche di Ciaikowski, quello visto l’altra sera al Teatro Smeraldo di Milano, in occasione della prima rappresentazione del celebre balletto di Ciaikowski, proposto dalla compagnia del Croatian National Ballet di Spalato, tornato nel capoluogo lombardo dopo il successo del Lago dei Cigni dello scorso dicembre. A sorpresa perché lo spettacolo è stato il frutto di una ben riuscita collaborazione che potremmo definire “croato – milanese”, visto e considerato che sul palcoscenico si sono esibiti oltre ai quarantacinque ballerini della compagnia diretta da Almira Osmanovich, anche una sessantina di mini ballerine allieve del Centro Studi Coroegrafici Teatro Carcano di Milano sotto la direzione artistica di Aldo Masella e Regnata Sestetti. Gli stessi direttori poi, si sono presentati davanti al pubblico alla fine del primo tempo per consegnare una targa di riconoscimento per il lavoro artistico svolto in tanti anni di carriera a Jozo Borcic, già ballerino e coreografo croato con un curriculum d’eccezione e scritturato come solista e primo ballerino per 25 anni al Teatro alla Scala di Milano, città alla quale si sente particolarmente legato e che gli ha dato molte soddisfazioni. Come questa di lavorare ancora con giovani danzatori in erba. In effetti i protagonisti della serata sono stati proprio i bambini. Le danze a loro dedicate hanno infatti un peso rilevante nel primo atto e le giovani allieve del Carcano hanno dimostrato dimestichezza con il palco ed espressività. Per tradizione queste danze sono in genere molto semplici ma hanno, bisogno di piccoli danzatori ed è per questo che i grandi teatri del mondo le assegnano agli allievi delle scuole di ballo. Nella prima scena dello Schiaccianoci sono divisi tra maschietti con la divisa da marinaretti e femminucce che eseguono un galop mentre ricevono i doni sotto l’albero di Natale. Si alternano ai balli di società eseguiti dagli adulti, per poi invece creare la corografia della battaglia tra topi e soldatini, quando Clara, la protagonista del racconto di Hofmann al quale il balletto si ispira, si addormenta sotto l’albero e sogna che lo a forma di soldatino ricevuto in regalo durante la Vigilia d Natale, si trasforma in un principe azzurro. Pur con un corpo di ballo ridotto, per esempio nella versione originale di Ivanov il Valzer dei fiocchi di neve veniva eseguito da sessantaquattro ballerine in tutù bianco, la compagnia del Balletto Nazionale Croato ha dato come sempre prova di grande impegno e serietà sotto la direzione tecnica di Almira Osmanovich la quale, grazie al noto organizzatore teatrale Luigi Pignotti che ha portato in Italia le più importanti compagnie internazionali, è diventata molto apprezzata anche in Italia. E il tutto esaurito al Teatro Smeraldo dimostra anche un grande interesse da parte del pubblico.

Visto il 18/01/2010 a Milano (MI) Teatro: Ventaglio Smeraldo

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Voto: Voto del Redattore: Patrizia Binco


La recensione di Petra Motta

Per tre giorni di seguito gli spettatori del Teatro Creberg di Bergamo possono assistere alla messa in scena de “Lo schiaccianoci”, celeberrimo balletto natalizio di Chaikovskij, nell’interpretazione del Croatian National Ballet Theatre, che nella scorsa stagione aveva portato in Italia l’altrettanto celebre “Lago dei cigni”. Come per quest’ultimo capolavoro del compositore russo, anche “Lo schiaccianoci” di Spalato segue fedelmente le coreografie originali, e ormai assai note, di Petipa. Chi ha avuto la possibilità di assistere al “Lago dei cigni” riconoscerà lo stesso corpo di ballo e ritroverà quasi tutti gli stessi interpreti, ad eccezione della delicata interprete della principessa cigno, per la quale è stato ricamato solo un piccolo cammeo nel Valzer dei Fiocchi di neve. Ispirato alla fiaba di Hoffmann, nella riscrittura di Dumas, il balletto ci presenta la sera di Natale nella casa della piccola Clara, alla quale viene regalato un pupazzo-schiaccianoci che animerà i sogni della bambina e la condurrà in paesi incantati, battaglie con i topi e danze con bambole e giocattoli. Sul palcoscenico, insieme alla piccola compagnia di ballerini professionisti del Croatian Ballet, anche i bambini delle scuole di danza di Bergamo e dintorni, che hanno interpretato con partecipazione e simpatia i piccoli ospiti della festa natalizia e i topolini del sogno. Grazie alla loro presenza il primo atto del balletto è stato notevolmente movimentato e animato; l’esiguità del palcoscenico, dell’organico e la semplicità della scenografia fissa sono passati inosservati. Non così il secondo atto, durante il quale il pubblico ha percepito maggiormente la mancanza di un corpo di ballo numeroso e di una scenografia sfarzosa. Apprezzabile la minuscola Clara, che ha danzato con grazia e ha interpretato con realismo e sensibilità la protagonista. Meno convincente l’interprete della Fata Confetto che, nonostante abbia caldeggiato e riscosso numerosi applausi, è apparsa rigida nei movimenti e poco sicura nelle piroette. Vera nota dolente dell’insieme è stata la musica registrata e l’insufficiente sistema di diffusione sonora, che non ha permesso di percepire appieno i diversi strumenti dell’orchestra, soprattutto i più acuti e i più gravi. Spettacolo ben lontano da essere un capolavoro è dedicato soprattutto ai bambini e ai genitori che vogliono avvicinare i propri figli al mondo della danza. Bergamo, Teatro Creberg, 19 dicembre 2008
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Voto: Voto del Redattore: Petra Motta

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