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SENTIMENTI ALL'ASTA... PER DONNA SOLA
Sentimenti all asta... per donna sola

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LO SPETTACOLO

Autore: A. Wesker
Regia: Niko Mucci
Genere: drammatico
Compagnia/Produzione: Compagnia de li Cunti
Cast: con Nunzia Schiano disegni dal vivo di Sissi Farina

Descrizione
Lo spettacolo prende lo spunto da tematiche e personaggi del teatro inglese contemporaneo, per elaborare in circa un'ora di spettacolo una riflessione su "possibili" storie femminili di madri e mogli abbandonate, che definire "a solo" potrebbe esser riduttivo, in quanto la scrittura fruga nell'identità multipla della voce portante, ovvero nell'animo di una protagonista che si sdoppia orientando le battute verso zone oscure di sé, dialogando con interlocutori di comodo (un lui assente, una sedia, ecc.) che sembrano assomigliare ad un "io" diviso.

La regia mira a sottolineare, attraverso la prova d'attrice, il coraggio, la forza intuitiva, l'impensabile immaginazione delle donne.

La trama illustra un percorso terapeutico, un viaggio nella notte dei diversivi,dopo aver incassato l’abbandono del partner, e culmina nella vendita all’asta dei ricordi, oggetti d’affezione e Merce ormai pregressa da cui ci si deve staccare per razionalizzare la fine di un rapporto.
Scheda spettacolo a cura di
Gianmarco Cesario

LE RECENSIONI


La recensione di Riccardo Limongi

Menti e sentimenti

 

"Me ne starò sdraiata qui, e annegherò”.
La protagonista di uno degli one-women plays di Arnold Wesker affronta soprattutto con questa caducità, quella sequenza di elaborazione del lutto che segue necessariamente un taglio cairologico nella vita di una donna che dopo 25 anni e 3 figli, viene abbandonata dal marito. Oltretutto con una lettera. Oltretutto per una “rubamariti” giovane, bella, ricca e sana.

Va detto subito che il testo è stato (per fortuna) rielaborato ed attentamente interpretato dal lavoro di Niko Mucci e della stessa Nunzia Schiano, la quale essendo ben al di sopra delle possibilità espressive offerte dall'originale scrittura medio-borghese, ha arricchito di umanità e verosimiglianza, anziché farsene ingabbiare, un lavoro privo degli accenti di crudità realistici che un simile dramma interiore poteva forse difficilmente far scaturire, del resto, da idee maschili.

Il coinvolgimento del realismo dei ritratti della solitudine di Edward Hopper, in cui tutte le donne guardano di lato, la lettura di Alda Merini, le suggestioni dei disegni dal vivo di Sissi Farina ispirati al solo ascolto, i costumi di Alessandra Gaudioso che la vestono, come dire, nella stessa scia di se stessa, senza cercare di trasformarla nella rivale-rubamariti come sarebbe stato plausibile supporre almeno per una delle fasi del lutto, oppure quell'anelito mai accontentato ad uscire, uscire, dietro suggerimento degli amici, perché non esce mai, se non solo alla fine, ma solo per suggestione... sono alcuni degli elementi di particolare valore di un lavoro intenso, che non si fermano alle tappe suggerite una narrazione originale che invece punta con decisione soprattutto alle fasi della distruzione pietosa dell'immagine di Lui (“Perché? Perchè? Perchè?” - “Tu non lo sai che cosa hai fatto, perché se l'avessi saputo non l'avresti fatto” - “Su di te ho fatto un investimento,  ora dovevo incassare i frutti, e tu me li hai rubati” - “Tutto ormai è avvelenato”).

Sulla scena non c'è mai “solo” un'attrice; grazie al sapiente dosaggio di bravura ed esperienza della Schiano, si avverte la presenza ed il peso di una vita messa in discussione da un atto che sebbene esterno, agisce la materia delicata di una mente sconvolta, o meglio destabilizzata, che come interlocutori ha oggetti e ricordi, praticamente mai altre persone se non occasionali telefonate che sono solo spunti per l'esplorazione dell'io che cerca di oggettivizzarsi, ma che non riesce a scampare da se stesso, come una cambiale che non passa mai all'incasso, e come tutti gli oggetti su cui nel finale si avventa il pensiero ormai stanco ma ancora vigile nel saper farsi del male, quando si pone di fronte agli oggetti dell'affetto messi in vendita all'asta.

Sono fotografie e cose quotidiane che diventano personalissimi memorabilia, e che anzi acquistano ai suoi occhi l'unico valore proprio nel loro vissuto e nel loro contenuto di emozioni condivise, non quantificabile con gli strumenti commerciali di un'asta.

Visto il 21/01/2012 a Napoli (NA) Teatro: Area Nord

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Voto: Voto del Redattore: Riccardo Limongi


La recensione di Edgardo Bellini

Questo testo, rielaborazione di uno degli “one-woman play” di Wesker dei primi anni Ottanta, propone la rappresentazione della psicologia del dolore di una donna di mezza età a seguito del trauma dell’abbandono da parte del marito: un mondo fatto di quieta abitudine si sfalda improvvisamente, ed è necessario farsi carico della comprensione degli eventi, prima di cercare un percorso di lenizione da affrontare. Il lavoro realizza dunque la drammatizzazione del percorso emotivo della protagonista, indotta dagli eventi a riflettere sul senso del proprio vissuto; in esso riconosce una partecipazione rassegnata, da semplice interlocutrice del marito e diligente interprete della propria funzione sociale. Da questo punto di vista il senso appare storicizzato, per non dire datato, nel restituire una fotografia di un’epoca, seppure recente, in cui la donna sviluppa una certa riflessione sul ruolo dell’universo femminile nel contesto della famiglia e della società. La messa in scena è sobria e asseconda un testo che, pur con la chiara prevalenza dell’elemento doloroso, intercala qualche spunto d’ironia. L’interpretazione della bravissima Nunzia Schiano restituisce la formalizzazione del pathos senza mai appesantire il linguaggio con la retorica. Piuttosto interessante, infine, la scelta di un fondale animato dalla proiezione di disegni e immagini realizzate dal vivo: mentre la protagonista ricostruisce con le parole la propria rappresentazione dei fatti, un altro mondo si anima alle sue spalle, forse quello del suo inconscio indicibile, delle sue paure che la parola non riesce a rendere, una sorta di contrappunto inquieto che fornisce una dimensione ulteriore di lettura al testo. Napoli, Il Formicaio, 6 maggio 2006
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