METTITEVE A FFA L’AMMORE CU MME
LO SPETTACOLO
Autore: Eduardo Scarpetta Descrizione
In “Mettiteve a ffa l’ammore cu mme!” Scarpetta ci offre un Felice impacciato, tardo nei movimenti, praticamente una marionetta nelle mani di Emilia, che lo usa nei suoi maneggi per sposare il giovane Alberto, a sua volta promesso a Giulietta, in realtà innamorata corrisposta dello stesso Felice. Il tutto alle spalle di Don Gennaro, il padre di Emilia, nonché zio di Giulietta, un ottuso ma benevolo capofamiglia di stampo ottocentesco. Ovviamente tutto finisce nel migliore dei modi e, come avviene sempre nelle commedie di Scarpetta, il fine è semplicemente quello di divertire.
Scheda spettacolo a cura di
Gianmarco Cesario LE RECENSIONILa recensione di Gianmarco Cesario
Salvatore Mincione Guarino oltre ad essere un attore di talento, è un teatrante appassionato e coraggioso. Coraggioso perché, nel pieno della carriera di attore scritturato da compagnie di giro tra cui ricordiamo quella del compianto Mario Scarpetta, nel cui organico ha rivestito ruoli di primo piano, fino al Felice Sciosciammocca in “O’ tuono e marzo”, ha deciso di mettersi in gioco da solo creando una sua compagnia e mettendo la sua arte al servizio dei giovani di Isernia, apportando un notevole impulso all’attività teatrale del capoluogo molisano. Ed è proprio con alcuni dei suoi allievi che nell’ambito della stagione teatrale organizzata da Rosaria Russo al Centro Ester di Barra (altra lodevole iniziativa di un’altra coraggiosa teatrante) Mincione ha permesso ai suoi concittadini di applaudirlo in “Mettiteve a ffa l’ammore cu mme”, spettacolo da lui interpretato diretto ed adattato dall’omonimo atto unico di Eduardo Scarpetta. Dello spettacolo quello che colpisce, oltre alla riuscitissima interpretazione del sullodato protagonista, è la freschezza con cui i giovani interpreti, insieme al loro maestro ed un più esperto attore quale Paolo Pugliese, interprete del patriarca Gennaro, hanno affrontato l’impegno e, perché no, l’onere di portare in scena un testo in un dialetto non proprio, davanti ad un pubblico che ha Scarpetta e la lingua napoletana nel proprio DNA. Lo spettacolo arriva in Campania dopo il successo ottenuto lo scorso anno ad Arezzo dove nell’ambito del Festival Nazionale di Teatro Spontaneo ha ottenuto ben tre dei sei riconoscimenti in palio. D'altronde la pulizia registica di Mincione ha fatto sì da evitare possibili sbavature in cui i giovanissimi attori sarebbero potuti facilmente cadere. Il pubblico quindi ha gradito l’irriverenza della serva interpretata da una vigorosa Miriam Bucci, i delicati isterismi delle due cugine portate in scena dalle deliziose Jole Maddalena e Francesca Virgili, nonché i teneri impacci dell’innamorato Alberto del giovanissimo Giovanni Gazzarini. Gli applausi finali sono stati quindi il giusto riconoscimento per la compagnia tutta e per il lavoro del suo artefice in particolare.
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