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LA LOCANDIERA
La locandiera

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LO SPETTACOLO

Autore: Carlo Goldoni
Regia: Pietro Carriglio
Genere: commedia dell'arte
Compagnia/Produzione: Teatro Stabile di Catania/Teatro Biondo Stabile di Palermo
Cast: Galatea Ranzi, Luca Lazzareschi, Nello Mascia, Sergio Basile, Luciano Roman

Scheda spettacolo a cura di
lorenzo maricchio

LE RECENSIONI


La recensione di Wanda Castelnuovo

LA LOCANDIERA

L’eterno femminino con le sue infinite sfumature di sottile seduzione, amore e altri vizi e virtù secondo Carlo Goldoni (Venezia 1707 - Parigi 1793) - scrittore che amava le donne di cui ben due secoli fa ha saputo cogliere le pieghe più profonde (diversamente da quanto succede oggi nella nostra Italia decadente) - portato in scena da una convincentissima Galatea Ranzi (che dimostra la sua intelligenza non nascondendo l’età come succede ad altre colleghe meno valide di lei) vivace, piacevolissima e incisiva.
Un lavoro pulito, ordinato, filologicamente corretto e al limite della perfezione grazie a regia, scene e costumi firmati da Pietro Carriglio e a un insieme di attori tutti perfettamente incastonati in questa magnifica commedia, anzi ‘perfetto meccanismo a orologeria’ come afferma il regista, così amata dallo stesso suo autore il quale sarebbe sicuramente più che soddisfatto di questa messa in scena visto che la definiva “la più morale, la più utile e la più istruttiva” di tutta la propria produzione teatrale.
Non si può prescindere dal contesto sociale settecentesco di cui vengono evidenziati gli elementi di decadenza di una nobiltà vuota e in crisi e insieme la nascita di una classe sociale ‘in fieri’ di cui La locandiera rappresenta un emblema positivo per la sua intraprendente autonomia, quasi prefigurazione della donna moderna. Senza dimenticare la figura solida e concreta di Fabrizio interpretato dal bravo Luciano Roman.
Ed è proprio l’orgoglio di questa donna attraente, volitiva e intelligente a mettere in moto il meccanismo raffinato e sottile nei confronti del cavaliere di Ripafratta - impersonato dal simpatico Luca Lazzareschi - spudorato misogino: essere anomalo nel panorama di galanti cicisbei quali il marchese di Forlimpopoli, un misurato e divertente Nello Mascia, e il conte d'Albafiorita, un ottimo Sergio Basile, aspetti diversi dell’imbecille presunzione maschile nei confronti della donna.
Uno spettacolo che tiene desta l’attenzione e senza cedimenti: consigliato a grandi e piccoli per trascorrere due ore e mezza senza accorgersene e uscire con la certezza che nulla è cambiato rispetto al ‘700 e nulla cambierà.
Molto incisivi gli abiti d’epoca che si stagliano netti nell’essenzialità della scena resa tuttavia ancor più suggestiva dall’accompagnamento musicale.
 

Visto il 2/11/2010 a Milano (MI) Teatro: Piccolo Teatro - Teatro Strehler

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Voto: Voto del Redattore: Wanda Castelnuovo

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