LA CONFERENZA DEGLI UCCELLI
LO SPETTACOLO
Autore: REZA KERADMAN Descrizione
La conferenza degli uccelli è la storia di un gruppo di uccelli tristi e disorientati, perchè mancava loro un re, che si riuniscono in assemblea sotto la giuda di “upupa” per andare alla sua ricerca. Il cammino è faticoso e pericoloso, tanti di essi moriranno lungo la via ed infine solo 30 di loro riusciranno ad arrivare in cima alla montagna. Lì, come in uno specchio,vedranno il riflesso di un gigante uccello “il SIMURG” simbolo della perfezione spirituale, e immagine divina che in persiano significa 30 uccelli. La conferenza degli uccelli di Attar dimostra un cammino spirituale, mistico, individuale basato sulla ricerca della verità, lontano dalle retoriche religiose che considerano questi “percorsi” eretici.
Scheda spettacolo a cura di
Ufficio Stampa LE RECENSIONILa recensione di Simona Innocenzi
La conferenza degli uccelli “E' difficile e rischioso parlare alla gente di spiritualità e misticismo, in un momento storico così legato ai piaceri materiali. Non so, magari a qualcuno interesserà ugualmente...” (Reza Keradman) Fatti amato è la frase che chiude la piéce teatrale diretta e interpretata da Reza Keradman insieme a Selene Rosiello. Due narratori che, testimoni e reduci da un lungo viaggio, donano agli spettatori la concretezza dell'uomo determinata dall'agire. L'agire dell'uomo nasce dall'amore. Il Viaggiatore Carne cammina mano nella mano con il Viaggiatore Spirito per trovare l'unità. Unità ricercata sia dentro se stessi che nella coppia. Il viaggio come immagine veritiera di indagine, un'indagine che spinge l'essere umano alla scoperta del motore primo che muove le sue azioni. Viaggio di cuore e mente ma anche di carne e sangue in un momento storico che si basa esclusivamente su mondi virtuali. Domande che si rivolgono a se stessi e all'altro, che si scoprono attente alle risposte, tese all'ascolto del mondo esterno, alla conoscenza. Gli attori, nel corso della rappresentazione, occupano tutta la scena, delimitata da un tappeto che corre perpendicolare alla platea e un telo legato a mezz'aria posto parallelamente al pubblico. Una scenografia semplice che ricorda un uccello avente un corpo in coi scorrono sangue e sentimenti (i due attori) e un paio d'ali (il telo). Uno di quegli uccelli della storia scritta da Attar farid Ad-Din che disorientati per la mancanza di un re decidono di andarne a cercare uno. Lo spettacolo tratta della parte finale di questo viaggio: l'attraversamento delle setta valli dell'amore per raggiungere la vetta della montagna dove si trova il re. L'amore spinge al viaggio, alla ricerca, ma l'amore è esso stesso la ricerca, la prova, il tentativo. Il tentativo da parte di chi ama di doversi trasformare in falena per tuffarsi a petto largo tra le fiamme dell'amore in modo tale da potersi rendere amato. Un'esperienza mistica scevra da ogni tipo di religiosità e volta interamente al vero spiritualismo caratterizzato dalla forza e dalla purezza del sentimento originale: la passione.Visto il 17/02/2010 a Roma (RM) Teatro: Sala Uno SOCIAL & C.SEGNALIAMOGLI ANNUNCI: NEWSLETTERIL CARTELLONEIN SCENA |