''L'ORSO'' E ''UNA DOMADA DI MATRIMONIO''
VOTO DEGLI UTENTIMedia voti: 1
LO SPETTACOLO
Autore: Anton Cechov Descrizione
L'ORSO - UNA DOMANDA DI MATRIMONIO - due atti unici Anton Cechov, medico e scrittore, insiste sul suo ruolo di testimone della realtà. Rifiuta ogni etichetta ideologica preconfezionata. Non concede soluzioni consolatorie. Rifugge dalle falsità e si concentra, prima di tutto, sulla preminenza dei fatti. Nella sua opera la vita si mostra così com'è: una farsa impenetrabile, dove tutto trascolora e si muove, una giostra di fanatismi e di meditazioni per gente mediocre e di cervello corto. Falbalas si avvicina a L'orso e Una domanda di matrimonio, due "scherzi" come lo stesso Cechov ebbe a definirli, con la consapevolezza che a teatro, come nella vita, l'umanità resta profondamente stupida. I personaggi de L'orso e Una domanda di matrimonio sono pieni di sorprendente vitalità. Fremono come esseri puerili, prigionieri di ambizioni futili. Sono logorati dal bisogno dei quattrini e dalla brama del possesso ma non dimenticano le piccole, inevitabili, rivelazioni dell'amore, gli svenimenti e le capricciose pulsioni dell'eros. La loro natura, talvolta irriverente e irascibile, è pronta a esplodere e a ripiombare, d'improvviso, nelle brume della soffocante provincia campestre che l'ha generata. Anton Cechov è un classico; e i classici appartengono sempre a un tempo che deve ancora venire. Rispetto al suo tempo, al tempo che egli volle rappresentare, quello che oggi non è cambiato è il senso di vivere senza orizzonti, di appartenere a un mondo incancrenito e decrepito. Ci illudiamo. Nel frattempo, la vita scorre comica e ingloriosa, come in un vaudeville delle vanità, una buffa commedia dell'incertezza. Francesco Saponaro
Scheda spettacolo a cura di
Mario Panelli LE RECENSIONILa recensione di Luigi Orfeo
Prima di parlare dello spettacolo mi sembra doverosa un osservazione:
ormai è palese, il Mercadante Teatro Stabile di Napoli conferma la sua vocazione di sostegno agli artisti della scena contemporanea.Basta dare un'occhiata alle sue produzioni ed al cartellone del Nuovo Teatro Nuovo.
Ed il Teatro India non è da meno.
Non c'è uno spettacolo che non valga la pena di vedere,almeno sulla carta.
Un avvicendarsi continuo di nomi nuovi che cercano spazio per scalzare questa mania che abbiamo in Italia che Vecchio è Bello.Un ricambio generazionale che aspetta da 20 anni una boccata d'aria.
Ed ecco l'ennesima giovane promessa che ci presenta l'India (anche se a teatro il concetto "giovane" è un po fuorviante):
Francesco, e la sua compagnia.
Francesco Saponaro, regista di teatro e videomaker, è nato a Napoli nel 1970. Si è diplomato presso l’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria e al Master per Organizzatori,
Amministratori e Direttori di Teatro dell’Ente Teatrale Italiano. Aiuto regista e assistente in progetti teatrali di Marco Baliani, Francesco Silvestri, Renato Carpentieri. Ha partecipato
all’atelier di regia su Otello alla Biennale di Venezia-Teatro con il regista Eimuntas Nekrosius.
Ha iniziato la sua carriera di regista teatrale nel 1993 con Memorie vergini,carriera lunga e piena di operazioni piu che riuscite.
Ultimamente è stato regista assistente di Toni Servillo per Sabato, Domenica e Lunedì.
Qui ci presenta questi due scherzi di Cecov in una scenografia essenziale quanto efficace,lo spettacolo risulta scorrevole,di buon ritmo,pulito,e con un'ottima traduzione,qui elaborata da Fausto Malcovati, che riesce,con l'apporto del regista e degli attori,a ridare la vitalità che Cecov auspicava in questi atti unici.
Se vogliamo trovare il pelo nell'uovo,gli attori carburano a fatica l'inizio dell'orso,pensato subito su un ritmo incalzante,questo a discapito dell' ascolto,quindi di un'armonia generale che
risulta lievemente distonica.E di una fisicità che delega gli "stati d'animo" ed ingabbia l'attore piu che liberarlo.
Riscaldatosi l'ambiente,si assiste ad una bella prova d'attore,coronata da un'ottima Domanda di matrimonio.
Anche la scelta inerente alla forma del linguaggio ,tra il campano ed il pugliese,è assai pertinente ed equilibrata.
Saponaro,Battiston,De Francesco e la Sacchi regalano una bella serata di Teatro.
Largo ai giovani,o presunti tali,se questi sono i risultati.
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