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L'ABISSINA - PAESAGGIO CON FIGURE
L Abissina   Paesaggio con figure

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LO SPETTACOLO

Autore: Ugo Chiti
Regia: Ugo Chiti
Genere: drammatico
Compagnia/Produzione: Arca Azzurra Teatro/Erretiteatro30
Cast: Isa Danieli, Barbara Enrichi

Descrizione
Uno spaccato di vita contadina sospeso tra cupezza e comicità. Un viaggio nei primi anni del Novecento, all'origine della nostra storia la cui eco si riverbera fino agli anni della cronaca più recente. Paesaggio con figure è la prima pietra di quell'edificio drammaturgico che Ugo Chiti ha costruito intorno alla sua Arca Azzurra per raccontare attraverso il microcosmo rurale toscano un paesaggio ben più vasto, quello della storia del nostro intero paese nel corso di tutto il secolo scorso fino ad approdare a questi anni 2000. Non è un caso che tale testo, messo in scena la prima volta dalla compagnia nel 1993, abbia trovato in Isa Danieli un interesse così forte da suggerirne il riallestimento che vedesse la grande attrice napoletana al centro della vicenda, a suo modo "verghiana", del balletto tragicomico intorno al vecchio despota Lucesio che, in un'agonia continuamente interrotta, sempre sull'orlo della morte da tutti invocata, è alla ricerca di un erede degno della sua "roba", in un crescendo parossistico di nascite mostruose.
Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone

LE RECENSIONI


La recensione di Delia Morea

Chiti - Danieli, incontro ad alto tasso teatrale

“L’Abissina. Paesaggio con figure”, testo e regia di Ugo Chiti, in scena al Teatro Mercadante dall’8 al 19 febbraio prodotto da Arca Azzurra Teatro e Erre TiTeatro30, si presenta da subito come un grande affresco corale ambientato nella campagna toscana dei primi del Novecento. E quel “paesaggio con figure” del titolo ci rimanda a certe notevoli tele della corrente dei “Macchioli” di cui fu esponente di spicco proprio il toscano Giovanni Fattori. Ma al di là di una prima impressione visiva ciò che sempre colpisce nel teatro di Ugo Chiti è la forte valenza della sua scrittura teatrale, l’uso del linguaggio vivo, corrosivo e nello stesso tempo con echi e riferimenti letterari di grande pregio. E una regia equilibrata, corale appunto, dove tutti i personaggi, si muovono sulla scena in modo armonioso in virtù di un disegno che li collega l’uno all’altro, come un racconto o un bel film nel quale ci si immerge, come vuole la magia del teatro, che accompagna lo spettatore oltre la quarta parete e lo rende pienamente partecipe.  Cosi, per questo testo, andato in scena la prima volta nel 1994 e ripreso oggi da Chiti aggiungendo al titolo primario “l’Abissina” stimolato da questo nuovo incontro con l’attrice Isa Danieli, che di Chiti aveva già interpretato l’indimenticabile “Kirie” (1989). “Una scelta che oltre al naturale piacere di riprendere un testo che ha segnato la storia della mia compagnia – spiega Chiti - è stata stimolata soprattutto dall’incontro con Isa Danieli e dall’idea di affidare al suo temperamento di attrice mediterranea il centro della vicenda. Cosa che mi ha consentito di affrontare altri temi come, ad esempio, l’emarginazione, il razzismo. Non a caso il titolo di questa messa in scena di Paesaggio con figure è diventato L’Abissina, soprannome perlopiù dispregiativo che nella Toscana della mia infanzia si usava verso quelli che venivano dal Sud, verso i meridionali.”
Una storia di emarginazione, dunque, ma anche di “deformi” diversità fisiche e morali, una storia che ruota intorno a Nunzia “l’Abissina” (Isa Danieli) che convive da decenni con un amante molto ricco presumibilmente strozzino, di quelli che nascondono i soldi anche nei materassi, da cui ha avuto una figlia con una evidente deformità. L’uomo, ora costretto a letto malato, non ha ingravidato solo lei ma molte donne in quella assolata campagna e tutte hanno messo al mondo dei mostri morti poco dopo. Un atroce destino che non gli consente di lasciare la “roba” ad un erede maschio. L’ultima donna della lista, la più bella e giovane, moglie del suo esattore, darà anche lei alla luce un mostro, uscendo quasi di senno. Una storia intrigante che intreccia interessi economici, superstizioni, pettegolezzi, ironie sferzanti e inquietanti rimandi, con un finale aperto: c’è ancora un ultima donna incinta, legata da legame parentale con il ricco possidente. Genererà anche lei un mostro? Nunzia, sapiente come una megera, una strega, attenderà che il destino le dia ancora una mano per fare ereditare tutto alla figlia. Un mondo “piccolo” dove la mostruosità, la pochezza dell’animo umano, il tema dell’emarginazione la fanno da padrone raccontati attraverso il fluente, leggero e insieme tagliente idioma toscano di tutti i personaggi, contrapposto alla lingua napoletana, di Nunzia, opulenta e barocca, avvolgente e con molti spunti di comica ironia.
Isa Danieli è come sempre una leonessa della scena, padrona del palcoscenico e di questo nuovo ruolo che interpreta con maestria e sapienza, con quel bagaglio di variegata esperienza che le consente la comicità e il dramma. Parimenti straordinari tutti gli altri attori della consolidata ed eccezionale compagnia di “Arca Azzurra Teatro”: Barbara Enrichi, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci e Lorenzo Carmagnini, Andrea Corti, Giulia Rupi, Cristina Torrisi. Belle le scene essenziali di Daniele Spisa, i costumi di Giuliana Colzi e davvero notevoli le luci di Marco Messeri che accentuano un taglio cinematografico alla messa in scena, così la musica originale e adattamento di Vanni Cassori e Jonathan Chiti, che sottolinea l’azione con elevato carattere. Una gran bella prova di teatro come sempre Chiti ci ha abituati.

Visto il 8/02/2012 a Napoli (NA) Teatro: Mercadante

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Voto: Voto del Redattore: Delia Morea

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