IL TEATRO IN ITALIA
LO SPETTACOLO
Autore: Dario Fo e Giorgio Albertazzi Descrizione
Lezione-spettacolo sulle origini del teatro in Italia, soffermando il proprio sguardo alla commedia dell'arte.
Scheda spettacolo a cura di
Alessia Coppola LE RECENSIONILa recensione di Alessia Coppola
Si può definire “unica ed inimitabile” la performance che Dario Fo e Giorgio Albertazzi hanno reso in questa lezione-spettacolo sulla storia del teatro. Un modo semplice ma allo stesso tempo esaustivo per raccontare il teatro d’Italia, le sue origini, la sua storia e le sue rappresentazioni, da quelle popolari a quelle règie. Un modo che tutti i ragazzi presenti hanno apprezzato.
In tanti occupavano le poltrone e i palchi del teatro; tutti, in rispettoso silenzio, sono stati travolti dalle parole dei due grandi attori ed hanno ascoltato affascinati, come mai prima d’ora, la lezione. I due interpreti erano emozionati forse quanto i giovani spettatori e non hanno avuto timore di mostrare questa loro emozione.
L’improvvisazione l’ha fatta da protagonista. Fo e Albertazzi non hanno seguito un vero e proprio copione di scena, ma si sono fatti trascinare dai ricordi e dagli insegnamenti della loro esperienza. Chi meglio di loro era in grado di illustrare i mille modi in cui si presenta la commedia dell’arte? Loro che hanno contribuito a fare la storia del teatro; loro che ancora oggi, dopo anni e anni di carriera, riescono a conquistare lo spettatore e a trasmettergli tutta la loro passione per il teatro.
La singolare lezione è stata introdotta dal premio Nobel Dario Fo, che ha disquisito, inizialmente, sulle origini della commedia dell’arte a Napoli e nel resto d’Italia. Ha raccontato quale fosse il ruolo dei giullari, quali Pulcinella e Arlecchino, all’interno della commedia dell’arte e di come, grazie a loro, sia nata la commedia comica.
Fo ha continuato la sua lezione descrivendo la “Cantata dei Pastori” e i personaggi principali, Razzullo e Sarchiapone. Ha spiegato ai ragazzi presenti in sala che questa cantata era dedicata alla Madonna del Carmine, che in quell’occasione era ricoperta di collane ed ori offerti come doni dal popolo. L’eccezionale Maestro, infine, ha ricordato la “Festa della Cuccagna”, la più grande rappresentazione teatrale mai esistita i cui protagonisti erano i cittadini stessi. Fo ha spiegato come in tale festa era tradizione rubarsi l’un l’altro i frutti e strapparsi i vestiti.
La seconda parte dello spettacolo è iniziata con l’arte e la dialettica di Giorgio Albertazzi. Questi, dapprima, ha parlato di uno degli uomini più grandi della storia, ossia Giulio Cesare, recitando, in modo avvincente, l’omonima opera di W. Shakespeare. Ha ricordato, peraltro, in che modo quest’uomo abbia fatto la potenza di Roma. In seguito, ha raccontato la storia di Cleopatra e della sua brama di potere che l’ha condotta alla morte attraverso un brano della “Cleopatra” del poeta Alfieri.
La lezione-spettacolo si è conclusa con un fuori programma dei due artisti che, attraverso battute improvvisate e divertenti, hanno saputo sedurre ancora una volta il pubblico. Tutto è finito con un inchino e un caloroso “grazie”. Gli applausi e le ovazioni sono stati interminabili. Una grande emozione aveva invaso l’intero teatro.
Napoli, Teatro Mercadante, 21 novembre 2005
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