IL PIFFERAIO MAGICO
LO SPETTACOLO
Autore: Eugenio Monti Colla Descrizione
Nella citta di Hammelin, in Sassonia, gli abitanti sono sempre più ricchi e più avidi. Il giovane poeta Hans viene bandito per non distrarre i giovani dal lavoro e gli animali domestici vengono cacciati perchè inutili. Quando la città verrà invasa dai topi, uno straniero misterioso la libererà dal flagello ma farà capire ai cittadini di Hammelin l'importanza della poesia e dell'amore per la natura e la vita semplice, priva di avidità.
Scheda spettacolo a cura di
Mariella Moresco LE RECENSIONILa recensione di Loredana Borrelli
La famiglia Colla incontra i Fratelli Grimm, e lo fa attraverso la realizzazione della celebre e attuale fiaba de Il Pifferaio Magico. La sceneggiatura creata da Eugenio Monti Colla riprende la versione originale della fiaba, risultando nel contempo di grande attualità soprattutto per la definizione psicologica e caratteriale dei personaggi realizzati, per i sentimenti e le emozioni trasmesse al pubblico ma soprattutto per i messaggi che arrivano diretti ed efficaci a adulti e bambini presenti in platea.
Sulla scena 120 marionette, con abiti ispirati a Val d’Aosta e Sassonia, e 390 topolini che magicamente invadono la città di Hamelin lasciando gli spettatori senza fiato. Il palcoscenico ospita una città reale, un insieme di paesaggi, case, animali che sembrano materializzarsi dal nulla, tutti i personaggi si muovono con la fluidità e la naturalezza dei veri teatranti e per un istante quasi ci si dimentica dei sottili fili che dall’alto li muovono.
Si potrebbe definire quest’opera una magica poesia che coinvolge e unisce persone di ogni età, che rievoca ricordi lontani e aiuta a riscoprire con semplicità i veri valori.
Ogni singolo quadro rappresentato è un piccolo miracolo di bravura e arte, che raggiunge il suo picco quando, alla parola “fine” segue l’apertura del sipario e la scoperta che tutti quei personaggi che fino a poco prima sembravano così simili a noi nella sembianza e nell’essenza sono in realtà “semplici marionette”…eppure tutti pensavamo che avrebbero fatto loro l’inchino finale!!!
A mio parere questa disillusione è la prova più grande della riuscita di quest’opera colossale e commuovente.
Bologna, Teatro Duse 18 aprile 2009
La recensione di Mariella Moresco
Gli spettacoli di marionette della Compagnia Colla hanno il magico potere di rappresentare sempre una gioia anche per lo spettatore più affezionato, e quindi più abituato alla loro poesia.
Non c’è spettacolo che deluda, ogni rappresentazione riserva graditissime sorprese e incanta per la bellezza, sempre nuova, di scene e costumi che trasportano in una dimensione da sogno, nella materializzazione delle fantasie fiabesche.
La bravura dei marionettisti è troppo nota perché occorra ricordarla, ma è giusto farlo per sottolineare l’eccezionalità di un gruppo di artisti (sì, di veri artisti e non tecnici) che animano le preziose marionette dando loro movimenti di inimmaginabile realismo.
Ne Il pifferaio magico, una rielaborazione a lieto fine della celebre favola dei Fratelli Grimm, basterebbe la scena dell’invasione di decine e decine di topi, tutti con i loro codini tremolanti, che si arrampicano per ogni dove e scorrazzano sul palcoscenico con un effetto di grande realismo per lasciare a bocca aperta anche lo spettatore meno incline allo stupore.
Costumi ispirati a quelli del medioevo nordico, scene che riportano ai villaggi ed alle foreste di una Sassonia da fiaba con cortei festanti per la vendemmia e birrai con boccali straripanti.
Per l’allestimento di quest’opera, di cui va doverosamente citato anche il ricco e suggestivo apparato scenografico, sono state create molte nuove marionette, tra le quale spiccano per originalità e divertito gusto caricaturale quelle del borgomastro e dei consiglieri cittadini, bellissime nella loro caratterizzazione (il banchiere, il notaio e il medico) dai tratti grotteschi.
Molto belle anche le marionette “animali”, con gatti e cani che scodinzolano e si accucciano.
Accompagnano ed arricchiscono la storia canti e danze di una colonna sonora all’altezza degli stupefacenti elementi di questa magnifica messa in scena.
La scena finale, con le marionette che appendono festoni illuminati per celebrare le nozze tra la figlia del capomastro e il giovane poeta, dapprima disprezzato e poi riconosciuto dallo stesso imperatore, si chiude con una pennellata di pura poesia: nel cielo che gradualmente si scurisce e nel quale si accendono le stelle, appare una argentea falce di luna sulla quale si appoggia, minuscola contro il cielo, la sagoma del misterioso straniero che ha fatto rinsavire gli avidi abitanti di Hammelin.
Milano, Atelier Carlo Colla & Figli, 8 marzo 2009
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