HELLO KITTY THE SHOW
LO SPETTACOLO
Regia: Salvatore Vivinetto Descrizione
Nel caos quotidiano di una metropoli, tra frenesia, luci e traffico può anche accadere che un sogno diventi realtà. Tre ragazze, tre desideri e una sola grande chance per realizzarli: l'impresa non sarà affatto semplice, il viaggio che dovranno intraprendere sarà disseminato di dubbi e disillusioni. Tra momenti magici e attimi di sconforto, scopriranno di non essere mai state sole... Protagonista di questo mondo è Hello Kitty che per la prima volta vive un’appassionante avventura interagendo con personaggi in carne ed ossa e interpretando, in uno spettacolo ricco di musica e movimento, il ruolo di sé stessa: la più amata eroina del pianeta.
Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone LE RECENSIONILa recensione di Wanda Castelnuovo
“HELLO KITTY THE SHOW, MUSICAL DI UNA FAVOLA MODER In una società in cui l’imprinting è dato spesso dalla televisione non c’è da meravigliarsi se un personaggio di ‘cartoon’ nato 35 anni fa a Londra come espressione emblematica della cultura e della società giapponese abbia avuto un successo strepitoso destinato a percorrere il mondo intero. E ora intorno a questo personaggio - ‘trademark’ fortissimo che produce una fatturato stratosferico - è nato un ‘musical’ italiano con ballerini e cantanti e tre adolescenti che impersonano milioni di ‘teenager’ alla ricerca del successo nel proprio campo e anche simbolo di tutte le persone che hanno ‘un sogno nel cassetto’. E in questa ricerca tra sogno e realtà le tre fanciulle capitano nello strano mondo di Hello Kitty cui, simboleggiando per natura il bene, spetterebbe il compito di migliorare l’umanità. La tenera gattina (pare proprio nata per i più piccini) senza espressione, né bocca perché dovrebbe comunicare con il cuore e il sentimento risulta quindi adattabile a qualsiasi angolo del globo. Ma proprio nel suo mondo è presente il male impersonato da un magnate della moda, certo Sergej. Vero despota, impone gli abiti - e come potrebbe essere altrimenti in un mondo in cui si ha successo se si appare o si sa apparire e non se si è - ‘creati’ della propria industria con lugubri colori. Sicuro di avere agito e di agire per il bene e l’ordine del regno di ‘Minimaltropolis’ - una strana cittadina fredda e chiusa da un cancello quasi ghetto dell’ignoranza e della povertà spirituale che oggi serpeggiano assai di più di ieri - il tiranno sostiene di avere salvato i suoi ‘sudditi’. Vi è quindi un tentativo di trama, anche se si fa un po’ fatica a seguirla, così come il messaggio di non fermarsi e osare essendo sempre sé stessi, ma trionfa più l’individualismo tipico dei nostri giorni che non lo spirito di gruppo. Anche i balletti improntati a un dinamismo postmoderno risentono della carenza di un’educazione a lavorare insieme: ci sono ballerini e cantanti decisamente bravi, ma spesso si muovono per conto proprio come in una discoteca. Molto belli i costumi in cui si scorgono retaggi da fiaba, in particolare raffinatissimi quelli scuri e rosa del balletto in cui tutti hanno la testa da gattina. La musica mischia piacevolmente generi musicali diversi, purtroppo i toni da discoteca ‘schiacciano’ per i ‘non teenager’ la delicatezza di alcune scene: uno spettacolo non per piccoli o per adulti, ma per adolescenti intruppati e guidati da burattinai occulti. Avveniristiche le scenografie di una città futuribile che anche nel nome ricorda il celeberrimo film “Metropolis" di Lang. E come dare torto ai numerosi bambini, che gremivano la sala della prima assoluta a Milano, estasiati da colori, musica e movimento: uno spettacolo che interpreta lo spirito del tempo e come tale destinato a continuare i successi del personaggio e della prima milanese.Visto il 9/02/2010 a Milano (MI) Teatro: Nuovo SOCIAL & C.SEGNALIAMOGLI ANNUNCI: NEWSLETTERIL CARTELLONEIN SCENA |