GIALLO NAPOLI
VOTO DEGLI UTENTIMedia voti: 4
LO SPETTACOLO
Autore: Luciano Saltarelli Descrizione
La vita ordinaria e serena d’un uomo è sconvolta da un evento eccezionale che lo porterà all’omicidio. L’interrogatorio dell’assassino, da parte del commissario Cancelletti, rivelerà inaspettati risvolti drammatici e altrettanti inattesi retroscena che spingono e sospendono l’intera vicenda tra il realismo e l’astrazione.
Scheda spettacolo a cura di
Gianmarco Cesario LE RECENSIONILa recensione di Edgardo Bellini
Un commissario con la fondina sotto l’ascella, un indagato astuto e impertinente, una moglie precisa come una clessidra; ecco i protagonisti di questa godibile commedia di Luciano Saltarelli, messa in scena con la nuova regia di Francesco Saponaro. Che si tratti di «tipi» presi in prestito dalla commedia italiana del dopoguerra è subito evidente, anzi, dichiarato; la scrittura brillante punta quindi alla rivisitazione teatrale di personaggi della cinematografia nostrana anni ’50 e ‘60, una sorta di operazione da commedia dell’arte in chiave moderna. Il progetto decolla bene per la sostanziosa bravura degli interpreti: Giampiero Schiano, strafottente e furbo alla maniera di Totò, lo stesso Saltarelli che si presta a fargli ottimamente da “spalla”, ora ricordando Aldo Fabrizi, ora Peppino; ma soprattutto la formidabile Giovanna Giuliani, detestabilmente perfettina, appena sopra le righe, un riuscitissimo incrocio di evocazioni di personaggi femminili da Franca Valeri a Tina Pica.
Si ride. La regia di Saponaro esalta con scelta felice la coloritura "pop" dei personaggi e delle situazioni, anche grazie a una scenografia "povera" ma efficace; l’interrogatorio, ad esempio – quadro principale del canovaccio narrativo – si svolge intorno a una scrivania giallo-canarino, a ricordare ironicamente che "giallo" è soltanto per accidente, e solo per noi italiani, il colore del poliziesco. Il gioco lieve del "pastiche" restituisce alla memoria perfino il commissario gaddiano Ingravallo, evocato per assonanza dal nome del sospettato.
Ad arricchire la narrazione si aggiungono ulteriori personaggi minori, fugaci digressioni eseguite «en travesti» dall’eclettica Giuliani, come brevi assoli d’interpretazione. Uno spettacolo che merita d'esser visto se non altro per il modo lieve e divertito con cui è stato allestito.
Napoli, Teatro Nuovo - 25 ottobre 2006
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