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DRACULA -ESERCIZIO SUL TERRORE-

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Uno spettacolo teatrale accattivante e ricco di spunti per riflessioni sempre attuali per una società poliedrica e contradditoria. La regia ...

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LO SPETTACOLO

Autore: Mario Moretti
Regia: Ilaria Testoni e aiuto regia Ilaria Iovine
Genere: giallo/thriller
Compagnia/Produzione: Compagnia teatro IT
Cast: Luciano Roffi, Alessandra Ingami, Claudia Pastorelli, Luigi Pisani, Marco Paparella, Sara Platania

Descrizione
Presentato dalla Compagnia teatro IT, lo spettacolo debutterà il 1 marzo fino al 26 del mese alla Sala Grande del Teatro Orologio di Roma. Con la regia di Ilaria Testoni, la co-regia di Ilaria Iovine, le musiche di Antonio Di Pofi e le scene e i costumi di Bruno Vitale, il testo di Mario Moretti vedrà impegnati diversi attori in questo che, come il sottotitolo suggerisce, si presenta essere un esercizio sul terrore, finalizzato ad indagarne a fondo tutte le sue sfaccettature. Pertanto, Luciano Roffi, Alessandra Ingami, Claudia Pastorelli, Luigi Pisani, Marco Paparella e Sara Platania saranno i protagonisti di quest'esame analitico del terrore.
“E’ un Dracula formato famiglia che sembra attratto soprattutto da quel fenomeno di osmosi, di travaso, di plagio d’incesto che è la vita familiare.
Un Dracula rassicurante che provoca tuttavia un brivido d’orrore.
Dracula nel girone domestico, odoroso di naftalina.” (Mario Moretti)

Dracula come emozione primordiale, come terrore affascinante, il simbolo di tutto ciò che vorremmo respingere ma che inevitabilmente ci attrae. E’ la liberazione dell’istinto, è il desiderio di legami antichi, è il bisogno di “possedere”.
Dracula diventa il pretesto per raccontare una società comune, una borghesia inglese sovraccarica di pregiudizi e maschere della formalità, una società malata (come la nostra?), ma sempre bisognosa d’amore e di rassicurazioni.
Un Dracula blasè, che tenta un’ identificazione nella società e ricerca le radici del suo vampirismo, radici che sono in ognuno di noi: la necessità di legarsi gli uni agli altri stretti nella morsa inquietante delle relazioni.
Un Dracula domestico che è pur sempre contrasto, conflitto fra bene e male.
L’affascinante Dracula che ha fermato il tempo, sfuggendo alla morte.
Un Dracula umano, tanto più spaventoso perché vicino a noi, tra di noi. Il male non è forse sempre presente nella nostra quotidianità? Ma spesso ha risvolti sorprendenti che, paradossalmente, prendono aspetti grotteschi se non addirittura comici.
Per riflettere su quanto vampirismo ci sia in ogni uomo, seppur sano di mente, con un sorriso ironico per le nostre comuni debolezze.

Lo spettacolo andrà in scena dal martedi al sabato alle ore 21 e la domenica alle ore 17.30

Costo Biglietti: Ingresso € 12,00 – Ridotto € 10,00 – tessera associativa € 2,00

Per ulteriori informazioni:
Ilaria Testoni: 338/2651629
oppure 320/9547724
Scheda spettacolo a cura di
Cristina Loizzo

LE RECENSIONI


La recensione di Cristina Loizzo

Una tavola apparecchiata con quattro commensali; una cameriera che serve le pietanze e raccoglie i piatti. Poco più in là, davanti a una toeletta, c’è una ragazza in camicia da notte. Scene di vita quotidiana all’interno di una casa borghese qualunque, in un posto qualunque, in un’ora qualunque di pranzo o cena. Eppure il qualunquismo non appartiene a questa famiglia: seduti intorno al tavolo della loro casa borghese di Londra ci sono Jonathan, Guglielmina, Arthur e Patrick, intenti a consumare il pasto e a discutere sul pallore e la malattia di Lucy, che si spazzola i capelli nella sua stanza. È sin da subito uno scontro di epoche, di idee e di posizioni; siamo, del resto, nel 1901, primo anno del nuovo secolo, a metà ideologicamente e culturalmente tra il passato e il futuro. Il patriarca Jonathan minimizza sulle condizioni di salute della figlia, mentre la moglie Guglielmina è estremamente allarmata da questo improvviso pallore e dall’inappetenza della sua Lucy; ai due capotavola, i figli Patrick ed Arthur discutono sullo stato di salute della sorella, nei termini propri di questo momento cruciale della loro epoca. Essi, infatti, simbolizzano lo scontro tra la fede e la ragione, essendo l’uno fervente cattolico -timorato di Dio fin quasi all’eccesso- e l’altro studente in medicina, affascinato dalle ultime teorie in campo medico e specialmente in quello psicoanalitico, promulgate dal giovane Sigmund Freud (del 1900 è, del resto, «L’interpretazione dei sogni», mentre del 1901 è «Psicopatologia della vita quotidiana»). Terminata la cena, una sconvolta Lucy si sfoga con la famiglia, confessando loro i suoi sogni tormentati, infestati di mostri. Ogni membro della famiglia reagisce alla notizia nella maniera che gli è più consona: chi si dispera, chi propone di farla parlare con il prete, chi di farne analizzare i sogni da Freud e chi, nonostante gli allarmanti discorsi, minimizza il tutto in virtù dell’equivalenza borghesia/tranquillità. Tuttavia, i timori sulla salute di Lucy trovano compimento quella notte stessa, durante la quale la poverina muore, presentando, inoltre, due strani buchini sul collo; non contenta di aver scioccato la madre con la sua morte improvvisa, Lucy le fa anche visita nel sonno, terrorizzandola con la visione di un suo lascivo cedimento nelle mani di un vampiro, appagata solo dalla carnalità di questo “non morto” e dal sangue. Come lo ha sapientemente definito Mario Moretti, questo è un Dracula «nel girone domestico», nel quale ogni membro della famiglia viene irretito od affascinato da questo terrore attraente, che scuote come in un processo osmotico l’intera famiglia. Dopo aver conquistato, quindi Arthur -iniziato al vampirismo proprio dalla sorella-, il terrore primordiale si diffonde anche agli altri membri della famiglia -cameriera compresa-, in un crescendo del coinvolgimento dei singoli nell’emozione primordiale della conoscenza dell’ignoto. Tuttavia, Dracula in questa famiglia assume un carattere umano, essendosi in realtà momentaneamente incarnato in uno dei suoi membri; è un Dracula che ha, quindi, un proprio ruolo sociale, a voler simboleggiare l’umanità del male, la pericolosa ed allarmante constatazione che esso si può manifestare in qualsiasi uomo. Del resto, il male non è sempre presente nella nostra quotidianità? E in questo caso più che mai, sebbene si «giustifichi» con la necessità di legarsi gli uni agli altri stretti nella morsa inquietante delle relazioni, specie in quelle familiari. Questo Dracula blasè viene raccontato dai sei protagonisti dello spettacolo di Moretti in scena al Teatro Orologio di Roma: Luciano Roffi, Alessandra Ingami, Claudia Pastorelli, Luigi Pisani, Marco Paparella e Sara Platania. Tutti veramente bravi, specie nell’estremizzare l’elemento grottesco proprio dell’opera. Che, tuttavia, è deficitaria, nella parte finale, di un crescendo, lasciando, così, quasi aperto lo spettacolo, specie considerato il ritmo sottilmente ironico e simpatico di tutta la piéce. Grazie alla regia di Ilaria Testoni e la co-regia di Ilaria Iovine, le musiche di Antonio Di Pofi -abilmente studiate ed inserite nel recitato- e i costumi e le scene di Bruno Vitale, tuttavia, la Compagnia Teatro IT è riuscita a realizzare uno spettacolo piacevole ed ironico, ben evidenziando proprio quel «plagio d’incesto» che per Moretti è la vita familiare. Teatro dell'Orologio Via dei Filippini, 17/A 21.03.2006
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