DALL'INFERNO ALL'INFINITO
LO SPETTACOLO
Genere: poesie e versi
Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone LE RECENSIONILa recensione di Simone Manfredini
Il racconto di una vertigine
Quello che è successo a San Severino Marche è un piccolo miracolo. Si può definire solo così l'intrigante stagione in corso nei tre teatri della città: ben 44 appuntamenti in 6 mesi di prosa, musica, balletto, cinema, incontri con l'autore (giornalisti e scrittori tra i più rilevanti del contemporaneo), cui va ad aggiunta la rassegna dal titolo “Altre culture” che ha suscitato la curiosità di tutti. La vera magia però è stata quella dell'atmosfera che si è respirata il giorno dell'inaugurazione della stagione, sia prima sia durante sia dopo lo spettacolo, in quella piazza che è uno dei luoghi irripetibili d'Italia e in quel teatro Feronia dichiarato monumento nazionale. E' stata una vera festa del teatro e per il teatro, al punto che Monica Guerritore, durante gli applausi, ha detto commossa abbracciando il direttore artistico Francesco Rapaccioni: “questa è l'Unità d'Italia, oggi a San Severino l'avete celebrata”.
Nello spettacolo la Guerritore è protagonista assoluta della scena; il suo lavoro è un vero viaggio, un percorso dall'Inferno all'Infinito, in cui ella accompagna gli spettatori come una novella Beatrice dantesca. Una discesa negli abissi insondabili dell'animo umano per poi salire, grazie alla cultura e all'immaginazione, alla vetta e da lì guardare lontano, al passato e al futuro, un po' come i nani sulle spalle dei giganti secondo una celebre citazione. Al termine qualche bis affidato a versi celeberrimi. Famosi sono però tutti i brani che la Guerritore presenta, raccordati tra loro con chiose, glosse e intermezzi in modo da acquistare un senso nuovo, così da costituire un vero e proprio viaggio salvifico ed emozionante come pochi altri. Un momento di alto teatro, che coinvolge la platea ammutolita, percorsa da una energia vibrante e palpabile. La magia che solo il teatro, certo Teatro, può creare.
In sala, come già detto, c'era il tutto esaurito; il pubblico ha tributato una vera e propria ovazione alla Guerritore e ha mostrato di apprezzare molto anche il discorso di ringraziamento tenuto da un commosso sindaco di San Severino, cittadina che il direttore artistico seguita orgogliosamente a chiamare “paese” magnificandone così le caratteristiche della vivibilità e dei rapporti umani stretti e familiari.
La stagione prosegue in modo articolato. Per la prosa in abbonamento sabato 12 ottobre Gennaro Cannavacciuolo e il trio Bugatti in “Volare. Concerto a Domenico Modugno”, domenica 8 gennaio Saverio La Ruina nel premiatissimo “Dissonorata. Un delitto d'onore in Calabria” introdotto da Antonio Audino (giornalista di RadioRAI e Il Sole 24 Ore), martedì 17 gennaio Carlo Giuffré in “Questi fantasmi” di Eduardo De Filippo, sabato 18 febbraio Vetrano e Randisi in “L'uomo, la bestia e la virtù” di Luigi Pirandello, sabato 3 marzo Lunetta Savino ed Emilio Solfrizzi in “Due di noi” di Michael Frayn. Fuori abbonamento concerti per Santa Cecilia, Natale ed Epifania affidati a formazioni locali, in modo che sentano il Feronia come una “casa comune”; ad anno nuovo un balletto e due commedie dialettali raccordate dall'incontro “Il dialetto, lingua madre”. Davvero originale il manifesto della stagione, visibile anche sui depliant, sul totem posto davanti al Feronia, sulle confezioni degli abbonamenti riservate ai giovanissimi oppure in quelle speciali eseguite per chi ha inteso regalare un abbonamento: si tratta de “I musici” di Vera Santarelli che, con la loro aria sognante e ingenua, sono davvero l'immagine ideale della stagione e di una nuova Italia che a San Severino pare davvero possibile. Visto il 02.10.11 a san severino marche (mc) Teatro: feronia SOCIAL & C.SEGNALIAMO
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