CAVOUR MON AMOUR
LO SPETTACOLO
Regia: Andrea Borini Descrizione
“Cavour mon amour”, un recital sulla storia del conte Cavour. Lo spettacolo non mette in scena solo un pezzo di storia nazionale, ma anche la storia privata e, per certi versi addirittura segreta, di un personaggio nella memoria di ognuno di noi. A David Riondino, artista che ama le provocazioni, gli interrogativi che suscitano dubbi e ripensamenti, è stato affidato questo talk-show con la storia per raccontare una delle intelligenze più lucide e analitiche dell’Europa ottocentesca. Un personaggio tanto integerrimo fuori quanto caotico nel proprio privato che conviveva con un cuore molto incline al disordine sentimentale. Lo spettacolo è un primo passo che la Fondazione Teatro Piemonte Europa, la Fondazione Camillo Cavour e l’Associazione Amici della Fondazione Cavour vogliono percorrere insieme verso le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Scheda spettacolo a cura di
Debora Pasero LE RECENSIONILa recensione di Debora Pasero
Si può ridere ascoltando la vita di Camillo Benso Conte di Cavour? Pare proprio di sì e, a saperlo prima, forse la storia sui banchi di scuola sarebbe stata più divertente.
Tutto inizia come un romanzo giallo: fulcro del racconto il possibile avvelenamento del Conte Cavour per mano di Napoleone III.
Un viaggio a ritroso attraverso le relazioni epistolari di uno dei padri della patria, ma soprattutto attraverso il suo diario.
Annotava tutto Camillo Benso, con precisione, riscrivendo lettere ricevute, conversazioni fatte e pensieri in atto.
In “Cavour mon amour” David Riondino, scena vuota e un pianista, con le sue provocazioni, dissacra, umanizza, mette in luce il lato seduttore e anche un pò goffo di quello che nei ricordi scolastici è rimasto il diplomatico integerrimo.
Un Cavour che diventa Camillo, un ventiquattrenne complessato dalla propria fisicità pacioccona, un ragazzo che va da Bra a Torino, in una sola notte per trascorrere un’ora con la propria amante; un ragazzo in crisi che talvolta pensa che la vita non abbia senso, insomma per dirla con le parola dello spettacolo “ uno che scappa da casa, si droga, diventa un punk a bestia”.
Nella confusione dei suoi amori (per diversi anni portò avanti più di una relazione contemporaneamente), nei commenti a volte superficiali verso le persone che capitavano nella sua vita e nelle riflessioni anche banali sulla quotidianità tipiche di un ventenne, scorgiamo un uomo brillante, privo di quello spirito burocrate da sempre attribuitogli.
In un talk show con la storia, con tanto di intermezzi musicali, dove il conte è addirittura definito un “banboccione ottocentesco”, scopriamo quanto una delle intelligenze più lucide e analitiche dell’Europa ottocentesca convivesse con un cuore molto incline al disordine dei sentimenti e ai tormenti interiori.
Ne nasce uno spettacolo divertente, ma nel contempo istruttivo, che rivela i lati nascosti di un uomo fuori schemi, rendendolo più vicino e per certi versi interessante.
Teatro a Corte 08 - Santena (TO), Parco del Castello Cavour, 8 luglio 2008
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