CANTATA PER LA FESTA DEI BAMBINI MORTI DI MAFIA
LO SPETTACOLO
Autore: Luciano Violante Descrizione
Nella cantata l'aspetto politico e l'indignazione civile ritrovano le loro radici profonde nei sentimenti più elementari: l'amore e la sofferenza, la rabbia, la solidarietà e il bisogno di giustizia. La piaga che prende il nome di mafia si rivela qui nella sua essenza di offesa all'umanità.
Scheda spettacolo a cura di
Anita Curci LE RECENSIONILa recensione di Anita Curci
Nell’ambito della rassegna “I teatri della legalità” coordinata dalla Regione Campania, la Cantata per la festa dei bambini morti mafia di Luciano Violante all’Auditorium del teatro Bellini.
Una performance scenicamente funzionale, concepita come proveniente da un virtuale aldilà, con gli occhi dei bambini uccisi dall’ingranaggio mafioso che osservano ciò che ancora si consuma in una terra definitivamente e malamente compromessa, contaminata, calpestata nei diritti umani e civili dalla corruzione e dall’omertà. Uno spettacolo a tratti drammatico e efficace, a volte retorico e banale, comunque ben allestito e incisivo in alcune immagini. Indovinata la scelta delle maschere bianche, come i costumi dalle apparenze eteree nel voler appunto esprimere l’innocenza di quelle vittime, la loro neutralità.
Sul palco melodie, balli e canzoni per una protesta a volte sottile, altre urlata e prepotente. Tanti i simbolismi, moltissimi i messaggi e ancora le esortazioni ad un risveglio collettivo.
Le musiche quelle dei Fratelli Mancuso, il cast composto da Arduino Speranza, Marco Matarazzo, Mariangela D’Amora, Gaia Bassi, Maria Chiaravalle, Milena Di Iorio, Jenny Marano, Raffaella Pontarelli e Diego Sommaripa. Collaborazioni: Armando Alovisi nelle scene, Alessandra Gaudioso nei costumi, Angela Maria Panico nell’assistenza alla regia, Erminia Sticchi, Pino Nasti, Alessandro Frulio, Pino Miraglia nelle dinamiche sceniche.
Napoli, 15 marzo 2009, Auditorium teatro Bellini
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