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BALLO AL SAVOY
Ballo al Savoy

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LO SPETTACOLO

Autore: Paul Abraham
Regia: Corrado Abbati
Genere: recital
Compagnia/Produzione: Compagnia Corrado Abbati In scena s.r.l.
Cast: Corrado Abbati

Descrizione
Nizza, 1932. Nel salone di casa Faublas si festeggia il ritorno dal lungo viaggio di nozze del marchese Aristide e di Maddalena. Ma Aristide riceve un telegramma dalla Tangolita, sua vecchia fiamma, alla quale aveva promesso di trascorrere una serata con lei, che vuole che Aristide assolva il suo obbligo proprio quella sera, durante l’annuale ballo al Savoy. Con l’aiuto dell’amico Mustafà Bey, Aristide trova una scusa: deve recarsi al Savoy per incontrare José Pasodoble, compositore jazz in gran voga.
Ma José Pasodoble è lo pseudonimo di Daisy Parker, amica di Maddalena. Al Savoy giunge anche Maddalena, decisa a vendicarsi. Mentre la direzione del Savoy premia José Pasodoble, rivelandone la vera identità, Maddalena annuncia pubblicamente di avere tradito il marito con Celestino, incontrato quella sera, e Aristide si arrovella nel dubbio: l’ha fatto veramente o no?
Sarà la furba Daisy a strappare a Maddalena la verità.
Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone
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LE RECENSIONI


La recensione di Petra Motta

Terzo e ultimo appuntamento per l’operetta al Donizetti di Bergamo, con il graditissimo ritorno della Compagnia Corrado Abbati. “Ballo al Savoy”, di Alfredo Grunwald e Fritz Lohner-Beda con le musiche di Paul Abraham, ha una partitura frizzante e movimentata, una trama lineare e ben strutturata, una sceneggiatura leggera, ma dalla comicità diretta, che offre molti spunti sia per gli attori-cantanti, sia per il corpo di ballo. In una villa affacciata sul lungomare di Nizza negli anni Trenta, ritornano, dopo un viaggio di nozze durato dodici mesi, il marchese Aristide e la moglie Maddalena, innamorati e spensierati, attesi dagli amici del bel mondo e dall’affezionato maggiordomo Arcibaldo (Corrado Abbati). Presto Aristide riceve un telegramma da parte della sua precedente fidanzata, Tangolita, soubrette di fama internazionale e di sangue caliente, che lo invita a saldare, la sera stessa durante un ballo all’hotel Savoy, il debito contratto con lei. Dapprima titubante, Aristide, aiutato da Arcibaldo e dall’amico, il principe turco Mustafà Bey, escogita un espediente per recarsi al Savoy all’insaputa della moglie: incontrare il noto compositore Josè Pasodoble. Maddalena scopre l’inganno dal momento che Pasodoble altri non è se non la cugina Daisy Parker appena tornata dall’America. Le due donne si recano al Savoy, l’una per partecipare al ballo come ospite d’onore, l’altra travestita per controllare le mosse del marito. Durante la serata Aristide incontra Tangolita, Maddalena cerca di tradirlo con un impacciato avvocato, Celestino, e tutti scoprono che Pasodoble è Daisy e che il tranello è naufragato. Maddalena, offesa e ingannata, cerca di indispettire il marito fingendo di averlo tradito con Celestino, che sembra confermare, ma l’astuzia di Daisy la farà confessare e aprirà lo spettacolo al lieto fine. L’allestimento di Corrado Abbati è all’insegna dell’eleganza, del brio, della simmetria. Su una scenografia in bianco e nero, che suggerisce il fascino di pellicole d’altri tempi, si muovono aggraziati ballerini, prestanti cantanti, attori dalla vivace comicità, tutti vestiti in tinta con lo sfondo. Abiti e cappelli sui toni del bianco, del nero e del grigio, poltroncine argentate, candidi Pierrot, nulla sembra stonare nei costumi e nelle scene. Unico momento di colore è l’entrata in scena di Tangolita, nei suoi abiti spagnoleggianti prima rosso, poi candido, che accendono il ballo al Savoy sottolineandone la natura peccaminosa e trasgressiva, che contrasta con la sobrietà della villa di Aristide e Maddalena. Assolutamente perfette le entrate comiche dell’Arcibaldo di Corrado Abbati e degli altri attori, con particolare menzione per gli interpreti di Mustafà e Daisy; notevoli le voci delle tre donne della compagnia, le interpreti di Maddalena, Daisy e Tangolita; meno potente, ma dotato di un timbro delicato, Aristide, forse penalizzato da un sistema di amplificazione a soffitto, invece dei pratici microfoni con auricolari che permettono di seguire il cantante in ogni momento della performance. Scatenato e dinamico il corpo di ballo, capace di coinvolgere tutta la compagnia in una ridda di danze che hanno spaziato dal charleston al tip tap, dal valzer allo swing, accompagnate da coreografie intense e divertenti, perfettamente fuse con la trama dell’opera. Con due fuori programma reclamati dal pubblico plaudente - un’interpretazione di “O Cin Ci La” dall’omonima operetta e un’anticipazione della prossima ‘fatica’ della compagnia, “My Fair Lady”, sempre accompagnate dall’impeccabile orchestra diretta da Marco Fiorini - Corrado Abbati e i suoi collaboratori hanno salutato Bergamo in attesa di un prossimo ritorno. Bergamo, Teatro Donizetti, 1 marzo 2009
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Voto: Voto del Redattore: Petra Motta

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