BALDUS
LO SPETTACOLO
Autore: di Teofilo Folengo, riduzione e interpretazione Paolo Panaro
Scheda spettacolo a cura di
Eva Loperfido LE RECENSIONILa recensione di Eva Loperfido
L’arte di affabulare, di ricostruire parola dopo parola un mondo forse mai esistito, di inchiodare i propri uditori nello spazio della più fervida immaginazione, è un privilegio di ben pochi. Privilegio di cui gode l’attore Paolo Panaro, da molti anni appassionato studioso e protagonista dell’arte del racconto a cui il Centro Diaghilev, dopo la chiusura della Casa dei Doganieri, ha affidato l’intera rassegna Racconti, sette differenti spettacoli di teatro di narrazione dal 20 aprile al 13 maggio, prima tappa di un progetto finalizzato alla creazione di un “Centro del Teatro di Narrazione”.
Nella insolita e intima cornice delle “stanze segrete” del Palazzo Roberti di Mola di Bari, che non esigono di alcuna scenografia, un pubblico incantato ha potuto assistere al racconto delle vicende del Baldus di Teolfilo Folengo, poema in esametri del 1517.
Panaro, nelle vesti di un monaco narratore, ripercorre le vicende più divertenti del poema, non esitando a calarsi in ogni suo singolo personaggio, a partire da Guidone di Montalbano e Baldovina, genitori di Baldo, sino a due monaci truffaldini Rocco e Baldracco. L’universo villanesco è abilmente e comicamente dipinto attraverso la sudiceria, la malcreanza, la grossolanità fisica e intellettuale e la volgarità più grottesca, il tutto condito da una esplicita parodia del mondo cavalleresco. E così gli uomini, le donne e gli animali sono dipinti attraverso i loro tratti anatomici più intimi, gran spazio è dedicato alle risse, alle liti tra donne e alle beffe di più infima specie. Non mancano strepitosi e coloriti inventari di ogni genere, dalle infinite leccornie presenti alla tavola del re di Francia ai frutti della terra della “ridente” cittadina di Cipada, dagli ordini di suore e frati esistenti ai luoghi comuni sulle città più disparate, e poi ancora invettive contro gli avvocati, gli impiegati, i magistrati, i medici. In circa un’ora di narrazione allo spettatore non sono proposte solo delle vicende e dei personaggi, ma un intero mondo, con i suoi colori, odori, sapori, suoni.
Il ritmo nella narrazione è serrato e travolgente sin dal primo minuto grazie ad un interprete che domina, macina e consuma i pochi metri di spazio del palco a sua disposizione con una mimica incontenibile. Lo spettatore è investito dal piacere raro e sopraffino dell’ascolto di una storia splendidamente raccontata senza alcun fine né morale. Solo una semplice storia.
Imperdibile.
Mola di Bari, (BA), Palazzo Roberti, 29/04/07
SOCIAL & C.SEGNALIAMOGLI ANNUNCI: NEWSLETTERIL CARTELLONEIN SCENA |