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ASPETTANDO GODOT

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LO SPETTACOLO

Autore: Samuel Beckett
Regia: Giorgio Donati, Jacob Olesen
Genere: teatro dell'assurdo
Compagnia/Produzione: COMPAGNIA DONATI – OLESEN
Cast: traduzione di Carlo Fruttero, con Giorgio Donati, Jacob Olesen, Ted Keijser, Jaon Gunn, Giovanni Olesen , adattamento e regia di Giorgio Donati, Jacob Olesen e Ted Keijser.

Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone

LE RECENSIONI


La recensione di Alessandra Borini

Scritta originariamente nel 1952 in francese e successivamente tradotta in inglese dallo stesso Samuel Beckett, questa tragi-commedia ruota attorno al senso di attesa per qualcosa che in realtà non arriverà mai, che è lo stato in cui verte la vita di ogni uomo. “ Andiamocene” “Non si può” “Perché?” “Aspettiamo Godot!”, queste sono le battute che ricorrono più volte e che ci danno il senso dell’attesa, un’attesa che è però vana, inutile tanto che Estragone finisce per volersene andare in quanto dimentica il perché si trovino in quel luogo. Non sappiamo chi sia Godot, non appare mai in scena, può essere interpretato come l’aspirazione o Dio o la felicità. Quest’ opera si inserisce nel contesto del teatro dell’assurdo che presenta la paradossale condizione dell’umanità in cui certezze, credenze e valori delle epoche precedenti, sono ormai venute meno anche per via dei due conflitti mondiali. Ci viene proposta una situazione statica, una scenografia spoglia composta solo da un albero e una pietra, sullo sfondo di un cielo cosparso di nuvole. Estragone (Gogo) e Vladimiro ( Didi) attendono l’arrivo di Godot; in realtà non sanno nemmeno se questo arriverà, il posto e l’ora dove poterlo incontrare, chi sia veramente e che aspetto abbia. Cercano di ingannare l’attesa raccontando storielle e prendendo più volte in considerazione la possibilità di impiccarsi, idea che finiranno per abbandonare. C’è anche un'altra coppia di personaggi, quella formata da Pozzo e Lucky, che irrompono sulla scena due volte, facendo credere erroneamente ai due personaggi principali che Godot stia finalmente arrivando. Pozzo è il padrone e tiene al guinzaglio il suo particolare facchino-schiavo dall’aria stranita, Lucky, che trasporta una valigia, un paniere e un seggiolino. Alla fine di entrambi gli atti interviene un ragazzo a dire che Godot quel giorno non verrà, ma sarà lì, di sicuro, l’indomani. Nel centenario della nascita di Samuel Beckett, un grandissimo Giorgio Donati nei panni di Estragone, con un altrettanto geniale Jacob Olesen nei panni di Vladimiro, ci regalano due ore di comicità intrisa di riflessione, accompagnati dalla bizzarra coppia Pozzo- Lucky interpretata abilmente da Ted Keijser e Jaonn Gunn. Una performance magistrale del non-senso, dell’insensatezza dell’esistenza, dell’attesa, che ci lascia con un sorriso sulle labbra velato da una certa amarezza data dalla considerazione sull’irrazionalità dell’esistenza. Una rappresentazione basata sul linguaggio ma anche sulla gestualità, esattamente come la si vorrebbe vedere. Moltissimi gli applausi al Duse, gremito di gente tra cui numerosi giovani.
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Voto: Voto del Redattore: Alessandra Borini

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