ASPETTANDO GODOT
LO SPETTACOLO
Autore: Samuel Beckett
Scheda spettacolo a cura di
IQUATTROQUARTI LE RECENSIONILa recensione di Federica Riano
Aspettando Godot Aspettando Godot, l'opera in due atti più famosa di Samuel Bekett, interpretata infinite volte e sulla quale tanto è stato scritto, costituisce una delle pietre miliari per la cultura del Novecento. Per questo motivo, parlare di quest'opera, è sempre molto difficile così come è complesso e coraggioso metterla in scena. Nella versione curata dal regista Francesco Saponaro lo sfondo della messinscena è un teatro che, spoglio delle quinte, sembra in ristrutturazione. Sparsi in terra sacchi di cemento, mattoni e lunghi assi di legno per superare il salto di quota tra il palco e la platea. Una scenografia, ideata da Lucio Fiorito, che rende espliciti quegli aspetti metateatrali e di teatro dell'assurdo che rivelano la natura fictional della finzione narrativa dove una scala d'alluminio diventa l'albero sotto cui Vladimiro ed Estragone aspettano l'arrivo di Godot. Passare il tempo, “superarlo”, ingannando l'attesa, è l'essenza della pièce; una pièce fatta di gag, che ricordano in qualche modo (così come i costumi dei protagonisti) il teatro di varietà, e di dialoghi ripetitivi, spesso senza significato, che non rimandano mai all'azione ma che hanno il solo scopo di colmare il vuoto dell'attesa, confermare ai personaggi la loro stessa esistenza e allo stesso tempo giustificare la propria e altrui presenza. Pozzo e Lucky entrano sempre da uno “spazio bianco” sullo sfondo del palcoscenico quasi come se Saponaro avesse pensato a quello spazio come una porta dei sogni. Vladimiro non fa uscire nessuno da quella “porta” a parte il Ragazzo che non riesce mai a trattenere. Didi sostiene, infatti, che da quel lato non ci sia via d'uscita come a voler trattenere tutti, anche gli spettatori in platea, nel suo sogno,infondo egli è l'unico a ricordarsi di Pozzo e Lucky e di ciò che accade. Complimenti al regista Francesco Saponaro e a tutti gli attori: Giovanni Ludeno (Estragone), Peppino Mazzotta (Vladimiro), Elia Schilton (Pozzo) e Fabio Bussotti (Lucky) che riescono a trasformare ogni ripetizione di gesti e parole sempre in qualcosa di diverso catturando la concentrazione del pubblico e amplificando in chi ascolta quel senso di straniamento che pervade l'opera producendo umorismo.
Quanto a Godot che dire...ognuno, in fondo, aspetta il suo Godot quindi chi o cosa esso sia non è dato sapere lo stesso Beckett, quando gli fu chiesto chi o cosa rappresentasse Godot, rispose: "Se lo sapessi, l'avrei detto nel dramma".
Visto il 16/04/2010 a Napoli (NA) Teatro: Mercadante SOCIAL & C.SEGNALIAMOGLI ANNUNCI: NEWSLETTERIL CARTELLONEIN SCENA |