ANTIGONE CIRCUS
LO SPETTACOLO
Autore: tratto da una pièce di Flavia Chiarolanza
Scheda spettacolo a cura di
Claudio Finelli LE RECENSIONILa recensione di Claudio Finelli
L'Archetipo in prigione Un'arena/prigione, un circo dismesso, lo spazio circoscritto della sofferenza declinata al femminile: ecco come si presenta la messinscena di "Antigone Circus", lavoro diretto da Maria Angela Robustelli a partire da "Antigone Hotel", un testo molto colto e ricco di interessanti intuizioni, pubblicato alcuni anni or sono, dalla giovane autrice napoletana Flavia Chiarolanza, un testo ed una messinscena che, sebbene dichiaratamente non speculari, intendono focalizzare l'attenzione del lettore/spettatore sulla dimensione archetipica della femminilità, una femminilità che si rivela luogo di testimonianza del sempiterno scacco di genere proprio nella rivitalizzazione del mito e nella reinterpretazione di dinamiche sedimentate per secoli all'interno del nostro mediterraneo immaginario collettivo. Le attrici, tutte davvero brave ed affiatatissime, in grado di rendere ancora più significativa la loro presenza in scena in virtù di un'energia e di un entusiasmo difficilmente equiparabili, si confrontano con eroine indimenticabili dell'universo tragico euripideo, riconsegnando alla contemporaneità l'antica universalità dei sentimenti, riassorbendo opportunamente l'eccesso patetico della tradizione mercè un'interpretazione asciutta ed immediata, in grado di eludere, con intelligente senso della misura e condivisibile impostazione registica, il pericolo, pur inevitabilmente intrinseco alla scelta, di una recitazione stentorea, eccessiva, enfatica, in una parola, vecchia. Unico limite della messinscena, che si può comunque definire come esperimento brillantemente riuscito, soprattutto se consideriamo la giovane età della regista e delle attrici coinvolte, sta nella forma forse eccessivamente laboratoriale che la pièce offre al pubblico, imbrigliando così l'originalità e la profondità della drammaturgia di partenza in una serie di soluzioni performative che, sebbene ben costruite ed organizzate nel quadro complessivo dello spettacolo, rischiano di ridurre la potenzialità dell'impatto della rappresentazione, restituendoci, seppur a tratti, una dimensione ingiustamente scolastica dell'emozionante esperienza poetica, estetica e drammaturgica.Visto il 01/03/2010 a Napoli (Na) Teatro: La Giostra SOCIAL & C.SEGNALIAMO
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