AMORE E PSICHE
VOTO DEGLI UTENTIMedia voti: 5
LO SPETTACOLO
Autore: Apuleio Descrizione
Una visione onirica, dal deciso lirismo evocativo, per la melodiosa e coinvolgente interpretazione di Terry Paternoster, voce recitante-cantante e volto del racconto. Attraverso l’ausilio di effetti e mutamenti vocali l’attrice recita accordandosi ad una precisa partitura musicale, facendo rivivere il mito e i personaggi della favola. La musica, attiva assieme alla voce recitante si evolve, si trasforma sconfinando qualsiasi limite di genere: arrangiamenti Jazz alla Keith Jarret, ritmiche Hip-Hop, archi classicheggianti e rumorismi noise.
Scheda spettacolo a cura di
Terry Paternoster LE RECENSIONILa recensione di Claudio Finelli
Un piccolo congegno di ordinato sincronismo estetico, aereo e godibile come il volo di Psiche tra le braccia di Cupido, un’operazione che, nonostante l’ingombrante modello classico, si rivela capace di un’inattesa ma coerente leggerezza strutturale, leggerezza che conferisce una più evidente specificità espressiva alla fiaba di magia, al semenzaio simbolico e misterico che, come rivelano gli arcinoti studi di Propp, ridefiniscono il senso storico e morfologico di alcune fiabe e di alcune narrazioni.
Terry Paternoster, voce intensa e delicata al tempo stesso, ci accompagna in questa lieve ed agile rilettura del mito, una rilettura che, ideata e diretta intelligentemente da Silvio Peroni, ci sembra intenda dare materica e plastica rilevanza scenica all’indecifrabile corporeità dell’anima e alla sua relativa evanescenza motoria, ricorrendo alla grazia leggiadra dei ballerini, Chiara Garrasi e Luca Tomaio, che, flessuosi e disinvolti, compongono figure verificabilmente suggestive in grado di transcodificare il senso simbolico-letterario dell’archetipo in un codice sostanzialmente visivo ed altamente evocativo,un codice poeticamente fisico e muscolare che si esalta nei traslati della comunicazione funzionali a trasformare in immagini gli emblematici travagli di Psiche, sofferti segni delle tormentate prove che l’anima deve superare sulla terra prima di poter fare ritorno al cielo.
Le belle musiche originali di Zizzed, affascinanti ed accattivanti sonorità di sintesi, conferiscono, infine, all’intera messinscena un’atmosfera di incanto e sospensione, calando lo spettatore in un ambiente di ricercata fusione armonica che, favorendo l’incontro tra intuizioni e creazioni artistiche di diversa natura, si propone come una sorta di crogiolo estetico della piéce, luogo in cui si genera, si tempra e prende forma l’amalgama di idee, sentimenti e percezioni che, attraverso il filtro di Apuleio, arriva fino a noi.
Napoli, Teatro Sancarluccio, 21/03/09
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