ALTRI AMORI • DALLA LETTERATURA CORTI TEATRALI GAY
LO SPETTACOLO
Autore: aa. vv.
Scheda spettacolo a cura di
Alessandro Paesano LE RECENSIONILa recensione di Alessandro Grieco
Imperfetti mosaici d'autore Nato, probabilmente, dall'intento di costruire una sorta di decollage drammaturgico che si definisce a partire dalla perlustrazione attenta di un immaginario d'appartenenza, cioé l'immaginario proprio della comunità LGBT, "Altri Amori", pièce di raccordo tra letteratura e teatro, sembra fare un rapidissimo punto della situazione circa il repertorio di umori, atmosfere, urgenze e timori della dimensione formativa ed emotiva dell'universo etico ed estetico omosessuale, proponendosi, in tale prospettiva, come spettacolo fortemente connotante della rassegna "Il garofano verde", scenari di teatro omosessuale, curata dal bravo Rodolfo di Giammarco. Sui legni del palco del Teatro Belli si susseguono, allora, quindici corti teatrali che sono il risultato di altrettante operazioni di riscrittura portate a termine da giovani autori italiani che, ispiratisi a testi paradigmatici della letteratura omosessuale, hanno offerto un contributo personale e prezioso all'architettura complessiva di questo accattivante mosaico scenico, un mosaico in cui il corto teatrale, proprio come la tesserina policroma di un capolavoro bizantino, dovrebbe diventare momento di condensazione e rifrazione di un'armonia superiore ed universale, specchio infinitesimo eppure indispensabile nell'auspicabile e complementare accordarsi di gesti, voci ed esperienze. Ecco perché, pur essendo la messinscena ricca di suggestioni ed immagini seducenti, una certa disomogeneità delle drammaturgie ha certamente depotenziato il risultato finale, offrendo, in alcuni casi, inutili e discutibilissime riduzioni epigrammatiche di capolavori della letteratura e della cinematografia mondiale – due esempi evidenti: "Posto Ristoro" ispirato a "Altri libertini" di P.V.Tondelli e "Solo il cielo sa" ispirato a "Le ore" di M.Cunningham - senza considerare, poi, una sconfortante piattezza registica che ingabbia interpreti molto bravi, come Alessandro Epifani, Antonio Gargiulo, Annalisa Cardone , Dario Aita e Claudia Crisafio, in una direzione scolastica e gravemente inconsapevole delle incredibili potenzialità sceniche presenti all'interno dell'apprezzabilissimo progetto. Infine, bisogna onestamente rilevare l'ottima realizzazione drammaturgica - non scenica - di almeno due corti teatrali, quello di Samuele Boncompagni, liberamente ispirato a "Il Dio metà donna" di Salman Rushdie e quello di Angela di Maso, ispirato, invece, al romanzo "Zamel" di Franco Buffoni. Visto il 11/06/2011 a Roma (Rm) Teatro: Teatro Belli SOCIAL & C.SEGNALIAMO
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