AL CAVALLINO BIANCO
LO SPETTACOLO
Autore: Ralph Benatzky
Scheda spettacolo a cura di
La Redazione LE RECENSIONILa recensione di Mariella Moresco
Tra le più famose operette, da ottant’anni sinonimo di gaiezza e leggerezza di vita e con una lunga serie di duraturi successi in tutto il mondo, Al Cavallino Bianco è considerata un’opera di passaggio dalle più classiche opere comiche ottocentesche alla rivista ed al musical moderni.
La trama è semplice e quasi scontata, secondo il canone del genere: una girandola di amori tra partner apparentemente inopportuni, che scompigliano previsioni e desideri iniziali, ma che finirà per concludersi nel più prevedibile dei lieto fine. Il tutto dovrebbe essere interpretato con leggerezza da personaggi buffi (il ricco industriale e lo squattrinato professore con l’ingenua figlia) o teneramente sentimentali (il cameriere innamorato della locandiera). La piacevolezza dell’opera risiede nelle belle musiche, i suoi famosi valzer ed i duetti romantici, nell’ambientazione un po’ favolistica ma che in realtà riprende quella dei luoghi di villeggiatura montana frequentati dalla buona società tedesca ed austriaca dell’epoca, e dall’insieme dei caratteri dei personaggi.
Caratteri sicuramente comici o che contribuiscono all’effetto finale di comicità ed allegria, ma che nella rappresentazione della compagnia di Corrado Abbati sono stati banalmente enfatizzati, prendendo il sopravvento sulle altre caratteristiche dell’operetta e rendendola più simile all’avanspettacolo buffonesco, con battute e gesti fin troppo prevedibili e di facile ilarità, mortificandone gli aspetti di brillante ed elegante leggerezza.
Milano, 3 gennaio 2009
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