A MORTE DINT' ' O LIETTO 'E DON FELICE
LO SPETTACOLO
Autore: Antonio Petito (adatt. Michele Danubio) Descrizione
L'adattamento della nota commedia di Petito si articola sull'impalcatura originaria nutrendosi delle perfette intuizioni comiche dell'autore ma contaminandosi di suggestioni drammaturgiche più vicine alle necessità di risposta dei nostri tempi. "In un castello di un tempo non lontano, lasciato all'incuria, alla stanca generosità di un vecchio romantico, tre avventori si spartiscono i disagi di una notte di tempesta: Felice e Cardillo, due militi in congedo con due destini distinti, dove l'intraprendenza, la determinazione, la scaltrezza del primo determina il dolore, lo smarrimento, la remissione nell'altro, e Pulcinella, un casuale inatteso compagno di viaggio. In una dimora presa d'assedio da una natura sinistra si danno appuntamento ombre del passato e del presente, ricordi, ipotesi, in un confronto annunciato, nella confusione grottesca della riscossione di una eredità. Il passato e il presente si impattano l'uno sull'altro in una impossibile soluzione di continuità e gli eredi, per le fortunate risorse magiche o per la determinazione di cui sopra hanno ragione su ogni obiezione, su ogni monito, dimentichi di una stagione madre di cui preferiscono sentirsi orfani."
Scheda spettacolo a cura di
Mario Panelli LE RECENSIONILa recensione di Gianmarco Cesario
Un Pulcinella lunare e grottescamente tragico, quello in scena per il primo appuntamento dell’ultimo ciclo di rappresentazione del “Progetto Pulcinella” ideato da Renato Carpentieri per il Teatro Stabile Mercadante di Napoli. Un progetto che si conclude, appunto, con uno sguardo verso il futuro, poichè Carpentieri ha affidato, dopo un biennio di regie condivise con i veterani Lucio Allocca e Lello Serao, a due giovani talentuosi registi.
“’A morte dinto ‘o lietto e Don Felice”, tratta dall’omonima farsa di Antonio Petito, massimo cantore della maschera napoletana, è qui adattata da Miche Danubio, che gli scorsi anni ne ha vestito con meritatissimo successo la casacca bianca e la maschera col naso adunco. Questa volta Danubio passa il testimone ad un attore di tradizione popolare quale Francantonio, che interpreta un Pulcinella di maniera, di buona fisicità ma senza particolare genialità, concentrando l’interesse del pubblico sul personaggio di Felice, irridente e cinico, interpretato dal coinvolgente, anche se un po’ troppo sopra le righe, Ivano Schiavi. Ottima la prova di Roberta Serrano, che ancora una volta si conferma attrice dal grande temperamento e delle forti duttilità, e più che riuscite le interpretazioni di Ciro D’Errico e della brava Maria Chiaravalle. Quel che, sinceramente, non convince, è l’operazione drammaturgica operata da Danubio, che appiattisce il linguaggio “petitiano” in un napoletano borghese e contemporaneo, infarcito da retoriche “pirandelliane” che appesantiscono lo spettacolo con sterile intellettualismo. La regia, di contro, non ricercando originalità ad ogni costo, risulta lineare e tradizionalmente misurata, con un bell’uso delle musiche, eseguite dal vivo dal flautista Lorenzo Pullo, e sfrutta al meglio la geniale scenografia di Tonino Di Ronza.
Napoli, TEATRO MERCADANTE (sala Ridotto) - 23 Aprile 2007
SOCIAL & C.SEGNALIAMOGLI ANNUNCI: NEWSLETTERIL CARTELLONEIN SCENA |