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LO SPETTACOLO

Autore: Flavia Mastrella e Antonio Rezza
Genere: teatro sperimentale
Compagnia/Produzione: Fondazione TPE/Cooperativa Teatro91/RezzaMastrella
Cast: con Antonio Rezza e Ivan Bellavista

Date repliche a cura di
Fulvio Spagnoli
Scheda spettacolo a cura di
Fulvio Spagnoli

LA LOCATION

COMUNA BAIRES
via Parenzo,7 - Milano (MI)
Tel: 02 89121317


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LE RECENSIONI


La recensione di Alice Berzi

7 14 21 28

Tornano sul fedele palcoscenico del Teatro Out Off la coppia artistica Antonio Rezza e Flavia Mastrella con il nuovo esilarante “7 14 21 28” in scena fino al 21 Febbraio;sul palco insieme a Rezza questa volta troviamo Ivan Bellavista. La loro esperienza artistica si è sviluppata ed è cresciuta nel teatro (Io,Pitecus,Fotofinish,Bahamut),nel cinema (Escoriandoli,Delitto sul Po) fino a creare questa che secondo Flavia Mastrella è la loro opera più matura,”una scossa fortissima di energia” che ti sorprende,non ti lascia il tempo di pensare o comprendere a ciò a cui si sta assistendo. Sul palco si trovano gli “strumenti del mestiere”,vere e proprie opere artistiche che Flavia Mastrella costruisce ispirandosi a Rezza, che diventano così per lui stimolo per le sue narrazioni, per la sua intelligente follia, per la sua capacità di toccare temi importanti quali la religione,la politica,la sessualità in situazioni a dir poco surreali. Il corpo e la mente di Rezza si trasformano in un elemento plasmabile,modellabile,cangiante,ipercinetico che si modifica con una semplicità e naturalezza disarmanti; è in grado di giocare con gli oggetti e la scenografia tanto da far credere che nessuno tranne lui sarebbe riuscito a utilizzare la materia in modo così immediato,intelligente,sottile e divertente,creativo,stravagante. Altalene che diventano scene di un delitto,pedane oscillanti che con il loro suono riproducono i rumori di una fabbrica,veli,stracci,reti da pesca,stoffe,suoni,registrazioni in un susseguirsi senza tregua e respiro;in tutto questo c'è Rezza,colui che definisce il teatro come un luogo bellissimo,magico,il luogo dell’azione che però muore quando ci entrano i registi e gli attori. E lui il copione che segue sembra proprio che lo improvvisi al momento,che non sia imparato e riprodotto a memoria come fanno gli attori ma che nasca lì, impigliato tra le opere sulle quali si struscia,si avvolge,entra ed esce. Il titolo dello spettacolo si spiega in un momento di intelligente follia matematica in cui i numeri diventano le basi dalle quali raccontare una storia e dei personaggi che ne fanno parte;di questi numeri Rezza dice che “Siamo tutti numeri e 7 14 21 28 è la sconfitta definitiva del significato,della narrazione e del figurativo”. Di significati però durante lo spettacolo se ne trovano parecchi e molte volte lasciano interdetti perché arrivano senza preavviso e si rivelano incisivi e mirati. Uno spettacolo senza tregua alcuna,dove il corpo e la mente sono messi a dura prova,da cui se ne esce con la mente che fa fatica a fermarsi a riflettere,tutto scorre senza barriere o limiti arrivando così all’essenza di ciò che lo spettacolo voleva mostrare. Un treno da prendere al volo,un’esperienza artistica da non lasciarsi scappare ma da vivere e nelle quale buttarsi e lasciarsi trasportare fino a percepire la sana follia che si rasenta durante tutto lo spettacolo.

Visto il 09/02/2010 a Milano (MI) Teatro: Out Off

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Voto: Voto del Redattore: Alice Berzi

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