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LO SPETTACOLO

Autore: Serena Sinigaglia, Paola Ponti
Regia: Serena Sinigaglia
Genere: drammatico
Compagnia/Produzione: ATIR
Cast: Beatrice Schiros, Irene Serini

Descrizione
x
Scheda spettacolo a cura di
La Redazione

LE RECENSIONI


La recensione di Claudio Finelli

Anche tu sognavi un mondo migliore?

Mai così vivo, mai così urgente: il progetto drammaturgico sul ’68, realizzato da Serena Sinigaglia, autrice, regista e narratrice brillante ed impegnata, è raro esempio, al tempo stesso fulgido ed encomiabile, di un teatro che, pur restando fedele all’idea di dare vita ad un’operazione artisticamente e scenicamente valida,  si propone quale territorio funzionale, prima, ad amplificare istanze civili e politiche, poi, a recuperare passioni direttamente legate alla necessità, nostra di uomini del XXI sec, di riappropriarci in maniera emotiva, logica e viscerale di un passato assai meno remoto di quanto la sistematica omologazione di Regime vorrebbe farci pensare.

E così, proprio in quanto l’emozione non è opposta al senso logico, il teatro di Serena Sinigaglia si trasforma, anche in virtù di un formidabile gruppo di attrici e musicisti, in un’intelligente sequenza di circostanze, suoni, idee ed energie che catapulta lo spettatore, con delicatezza ed entusiasmo, in un’atmosfera fervida di sogni e promesse, in una dimensione storica in cui la dialettica tra realtà ed utopia era l’equilibrio virtuoso su cui danzava la coscienza dell’operaio e la fantasia dello studente, il pragmatico rivoluzionarismo di Don Milani e la lungimirante lucidità di Franco Basaglia, in un accordo armonico di universi diversi e tensioni di rinnovamento oggi, ohimé, impensabile, un accordo che, a prescindere dal nostro giudizio a posteriori sul ’68, ci restituisce l’immagine suggestiva ed indelebile di un mondo in cui accadeva qualcosa, un mondo in cui era ancora possibile parlare di libertà, giustizia, poesia e cultura senza sentirsi inevitabilmente degli alieni, atterrati nel tempo sbagliato e sul pianeta sbagliato.

Alcuni momenti dello spettacolo meritano, senza dubbio, un’attenzione particolare, ad esempio quello in cui, trascinati dalle indimenticabili note di Contessa ci sentiamo ancora oggi solidali con tutti i cittadini lavoratori i cui diritti democratici vengono vergognosamente lesi dai ricatti inauditi del capitalismo industriale e della Fiat, oppure allorché una magistrale Marcela Serli diventa protagonista di una commovente ed intensa rievocazione della figura di Franco Basaglia, psicopatologo illuminato che, proprio negli anni sessanta, operò una riforma radicale della psichiatria moderna col risultato di ridare al malato quella dignità di persona che spesso la malattia, in virtù di un malinteso senso del disagio mentale, gli  aveva cancellato con un'arroganza ed una violenza intollerabile.

Infine, a riprova della grande attualità dell’operazione di Serena Sinigaglia, ci piace registrare il momento in cui le attrici ricordano al pubblico tutte le grandi conquiste di libertà e democrazia che sono state frutto delle lotte del ’68, momento in cui si alza un cartello con scritto “1970 – Legge Fortuna - Baslini sul Divorzio”, ovviamente si allude alla legge sul divorzio che portava la firma di un socialista, Loris Fortuna, e di un liberale, Antonio Baslini ed è questo il segno dei tempi: quaranta anni fa, nonostante tutto, era possibile che un socialista ed un liberale, certo non due estremisti rivoluzionari, si impegnassero in una riforma che non soggiacesse all’egida etica ed ecumenica del Vaticano e guardassero al Paese in maniera realistica e laica, oggi, nonostante i nostri apparenti progressi, viviamo un periodo di inarrestabile desertificazione ideologica e culturale, perciò, senza alcun dubbio, i nostri nipoti potranno dire di noi quello che Calgaco disse dei Romani e che, nel 68, i Movimenti Studenteschi dissero dei militari in Vietnam: solitudinem faciunt, pacem appellant.

Visto il 06/01/2011 a Napoli (NA) Teatro: Nuovo Teatro Nuovo

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Voto: Voto del Redattore: Claudio Finelli

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