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1943
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LO SPETTACOLO

Autore: Andrea Ricciardi e Raffaello Fusaro
Regia: Maria Antioca Gungui
Genere: drammatico
Compagnia/Produzione: The Company e Giungnozerocinque
Cast: Interpreti: Andrea Ricciardi Raffaello Fusaro Costumi: Marco Nori Disegno luci: Marco Catalucci Tecnico luci:Raffaella Vitiello Foto:Francesco Ciccone Suono: Davide Fiorentini, Sergio Picciaredda

Scheda spettacolo a cura di
Claudia Bertozzi

LE RECENSIONI


La recensione di Claudia Bertozzi

Si apre sull'annuncio dell'armistizio - e sulle irridenti strofe della Badoglieide - la scena di "1943", dal 12 al 23 Dicembre 2006 sul palcoscenico del Cometa Off di Roma. Due uomini, entrambi combattenti al fronte, si trovano prigionieri dei Tedeschi in uno stesso, imprecisato luogo del Mediterraneo. Il tenente Saverio Sperandio viene da Roma, il soldato Nicola Sognidoro da Bitonto. Il primo è un impiegato comunale di buona cultura e di buona famiglia; il secondo è figlio di padre ignoto e garzone nella bottega del barbiere del paese. Saverio, a suo tempo, ha sposato e appoggiato le ragioni del conflitto, e forse in parte ancora le condivide. Nicola, al contrario, continua a domandarsi a chi sia venuto in mente di fare la guerra, che massacra solo il popolo e la povera gente. Ma quando "ormai le stellette sono spente" e ogni certezza dissolta, tutte le differenze si annullano e nella stessa prigione non restano altro che due esseri umani uniti in una comune speranza di libertà e di sopravvivenza. La scelta da affrontare è la stessa per entrambi: riacquistare la libertà, accettando di continuare a combattere nelle file dell'esercito tedesco, oppure rifiutare ed essere trasferiti in un campo di concentramento in Germania? Una radio improvvisata con mezzi di fortuna, da far funzionare a tutti i costi per riuscire a cogliere almeno qualche fugace notizia, diventa il pretesto per rimandare la decisione e ripercorrerne le motivazioni e le conseguenze. "Mi ricordo che accadrà..." E' su questo apparente sfasamento del piano temporale del racconto che il futuro si ricongiunge al passato e la Storia si sposa all'esperienza umana. Ed è proprio quando tutto sembra fermarsi, e ogni dettaglio circostante sfuma sullo sfondo, che una storia di prigionia e di speranza diventa documento storico e testimonianza preziosa. Basato su tracce e riferimenti autentici, lo spettacolo mantiene un ritmo serrato e incalzante e un perfetto equilibrio fra toni drammatici e momenti più brillanti, grazie all'ottima qualità dei dialoghi e soprattutto all'espressività, spontanea e priva di ogni retorica, dei due interpreti sul palco. Una regia calda e sofisticata accompagna e sottolinea, con discrezione e sentimento, le diverse pieghe della narrazione, passando con mano leggera sui momenti più intimi ed introspettivi e gettando luce ed emozione sui confronti più lievi. Un lavoro che riscrive, con intensità e passione, le pagine di una vicenda umana perennemente in bilico fra la grande Storia e le sue piccole, incancellabili storie. Roma, Cometa Off, dal 12 al 23 Dicembre 2006.
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Voto: Voto del Redattore: Claudia Bertozzi

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