LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI
LO SPETTACOLO
Autore: Bertolt Brecht Descrizione
Domenica 8 gennaio alle ore 21 al Teatro Era di Pontedera, si alza il sipario di una Stagione per la Toscana con La resistibile ascesa di Arturo Ui di Bertolt Brecht, con la regia di Claudio Longhi, prodotto da Emilia Romagna Teatro e dal Teatro di Roma, con Umberto Orsini, interprete e protagonista d’eccellenza, affiancato da un giovane e affiatato cast. Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diRoberto Mazzone Roberto Mazzone LA LOCATION
POLITEAMA ROSSETTI, SALA ASSICURAZIONI GENERALI LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Elena Dalmasso
Per un teatro fisico. E completo.
I personaggi più interessanti dei drammi hanno sempre una vena di ambiguità al loro interno. Anche se sono spietati gangster, o assassini, o violenti guerrieri non riescono mai a distaccarci completamente, resta in loro una potenza ermetica che attrae il pubblico dalla loro parte. Almeno un po’.
“La resistibile ascesa di Arturo Ui” è da vedere, perché non è comune, di questi tempi, vedere concentrata così tanta competenza e così tanta voglia e capacità di fare quel teatro, unico e irrinunciabile, che non si prende troppo sul serio. Visto il 07/03/2012 a Milano (MI) Teatro: Elfo Puccini - sala Shakespeare La recensione di Federica Riano
La resistibile ascesa di Arturo Ui “La resistibile ascesa di Arturo Ui”, scritto da Bertolt Brecht nel 1941 durante l’esilio in Finlandia, è la trasposizione satirica dell’ascesa di Hitler nel mondo dei gangester americani di Chicago. Questa è una delle opere in cui si evince con chiarezza la poetica di Brecht e di quello che egli defininiva lo straniamento, srumento attraverso il quale lo spettatore riesce a rimanere distaccato da ciò che sta guardando per essere in grado di sviluppare un pensiero critico. Brecht sosteneva, infatti, che se lo spetattore fosse stato troppo coinvolto, fino all’immedesimazione, poteva correre il rischio di confondere la realtà con la finzione.
Visto il 28/02/2012 a Napoli (NA) Teatro: Bellini La recensione di Danilo Spadoni
attento... e manda a mente Tempo di crisi, tempo di Kabarett (alla tedesca, da non confondere con il cabaret italiano). Quindi canzoni, satira, allegoria, ritmo e mascheramento: tutto quel che serve per dire la verità su quel che è stato, è e sarà (speriamo di no, anche se i prodromi ci son tutti) L'attualità del testo brechtiano è evidente, non solo per il facile parallelismo con la nostra recentissima vicenda politica ma per lo smascheramento dei figli più illustri del capitalismo - corruzione e mafia - nonché per la necessaria critica all'indifferenza e al conformismo dei molti, di noi tutti: perché in fondo siamo tutti coinvolti e responsabili. Un testo - politico e didattico: è Brecht - consigliato in questi tempi in cui impegno e critica sociale sono più che mai utili al teatro e alla cultura. Su queste basi forti si poggia l'allestimento di Claudio Longhi e di tutto il suo ensemble. Già, ensemble, è la prima cosa che salta agli occhi: un gruppo affiatato e ben assortito di attori e artisti che con energia e vitalità si divertono e divertono il pubblico. Tanti sono i caratteri della drammaturgia brechtiana che Longhi mette in risalto a partire dal pedale grottesco che accompagna ogni azione, il travestimento dichiarato degli attori, il continuo mettere a nudo della macchina teatrale, fino a finire al metateatro più evidente in cui l'attore fa l'attore che diviene personaggio in scena. Ogni elemento di questo Arturo UI è in armonia con il tutto e tutto concorre alla piena realizzazione di una « "rivista" briosa e nitida, caustica ed elegante sul tragico nonsenso del nostro passato». D'altra parte è lo stesso Brecht a sostenere che molto più spesso è la commedia, rispetto alla tragedia, a non prendere alla leggera le sofferenze dell'umanità. Gli attori, più visibili per ruolo, vanno tutti quanti nominati per bravura e precisione con particolare menzione alla plasticità fisica-vocale di Luca Micheletti - che è baritono - alla carica di Lino Guanciale, al trasformismo di Giorgio Sangati, alla forza interpretativa e all'ancora piacere di mettersi in gioco dell'Attore Umberto Orsini. Oltre agli attori è degna di nota l'invenzione scenica di Antal Csba che con un solo elemento ricorrente, una cassetta per il trasporto della verdura, e un cavolo, anzi molti, costruisce una scenografia evocativa e funzionale facilmente manovrabile in grado di essere ora skyline di una "metropolis", ora i muri di un magazzino o di una cimitero. Ma anche musiche e canzoni, luci e costumi concorrono alla piena realizzazione di uno spettacolo più che godibile: da vedere.
Visto il 14/02/2012 a Genova (GE) Teatro: Della Corte La recensione di Manuel Cazzoli
L'irresistibile ritorno dell'arte di brechtiana L’allegoria brechtiana tanto amata da Walter Benjamin risplende d’arte nella messa in scena de “La resistibile ascesa di Arturo Ui” di Claudio Longhi. Lo rivelano i premi (Ubu attribuito a Micheletti come miglior attore non protagonista del 2011 e il Premio della Critica vinto nel corso della medesima stagione); lo hanno confermano la ribalta e la platea del Verdi di Padova durante e alla fine dell’estasiante rappresentazione del 10 Gennaio. Poco da dire quindi in più rispetto a quanto sia già stato detto o dimostrato se non questo: “l’opera d’arte è tale se fa pensare molto, senza far pensare a nulla” e così l’arte di Brecht riproposta eccellentemente ai giorni nostri attiva connessioni allegoriche e inpensate tra un passato oramai mitico per noi, quello hitleriano (al tempo della composizione troppo presente) e un’attualità che puzza di pericolo sociale. L’arte di Brecht si ripropone come ancora vera, oggi, nella sua morta e disgregata, quindi eterna, rappresentazione allegorica del reale. La rappresentazione della vicenda statunitense fa da specchio alla realtà storica dell’ascesa hitleriana, è vero, ma risuona stranamente familiare all’orecchio contemporaneo. Tale familiarità non può essere tuttavia catturata dal concetto, tanto che cercare di “definire le comunanze” tra le due situazioni storiche non risulterebbe solo improprio ma analiticamente impossibile; essa può tuttavia essere magistralmente rappresentata come arte del frammento. Visto il 10/01/2012 a Padova (pd) Teatro: Verdi SOCIAL & C.SEGNALIAMO
• Spettacoli più votati
• Cerca per compagnie
• Cerca per teatro
• Lo Spot Radio!
• Diventa Redattore
• Scambio Banner
• Gli spettacoli della tua provincia via email
• Hai un sito sul Teatro?
• LA TUA PUBBLICITÀ SU TEATRO.ORG
• Offerte Hotel
GLI ANNUNCI:
NEWSLETTERIL CARTELLONEIN SCENA |