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IL GIORNO DELLA CIVETTA

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LO SPETTACOLO

Autore: Leonardo Sciascia
Regia: Fabrizio Catalano Sciascia
Genere: drammatico
Compagnia/Produzione: Francesco Bellomo
Cast: Giulio Base, Milena Miconi, Gaetano Aronica

Descrizione
"Il più grande peccato della Sicilia è stato ed è sempre quello di non credere nelle idee. Ora, siccome questa sfiducia nelle idee, anzi, questa mancanza di idee, si proietta su tutto il mondo… la Sicilia ne è diventata la metafora". La Sicilia di questo spettacolo è un luogo dell’anima prima ancora che un elemento geografico, nebbioso avamposto in cui l’Europa, l’Africa e l’Oriente si incontrano e si confrontano. Il capitano Bellodi cerca di scoprire che fine ha fatto il marito di Rosa Nicolosi, scomparso dopo aver assistito ad un omicidio mafioso. Bellodi osa mettere in manette il notabile Don Marino ma verrà trasferito. Dall’omonimo romanzo di Sciascia può essere considerato un capostipite dei lavori di denuncia sulla mafia con personaggi e ambienti ben tratteggiati e punte polemiche che ancor oggi colpiscono a fondo.
Date repliche a cura di
La Redazione
Scheda spettacolo a cura di
La Redazione

LA LOCATION

PIRANDELLO COMUNALE
p.zza L. Pirandello 1 - Agrigento (AG)
Tel: 0922 23199


LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo max

Repliche passate (dal 23/01/2007 al: 28/01/2007)

LE RECENSIONI


La recensione di Francesca Bastoni

Le parole sono pietre. Antica massima ebraica che ben si adatta allo stile letterario di Leonardo Sciascia; dono di asciutta compiutezza, rivelatasi sin dal primo romanzo, per l’appunto il “il giorno della civetta”. Nell’opera di adattamento e allestimento, Fabrizio Catalano deve aver tenuto ben presente una simile lezione. Le parole e le frasi sono tutte puntualmente rispettate, l’intreccio,la scelta indirizzata ad una determinata partitura registica, tendente ad esasperare i moti improvvisi, quanto la calma glaciale dei personaggi.Una non originale, seppur funzionale scelta scenografica,sviluppa sul piano materiale ed cognitivo , la percezione di stratificazione di potere che regola la vita della Sicilia e domina le menti degli abitanti. Un valido lavoro d’illuminotecnica rende attuabili e plausibili i repentini cambi di scena; infine distaccando e dividendo efficacemente i brevi tableau vivants che scandiscono il secondo atto intensificandosi nelle fasi conclusive dell’indagine. Tutto testimonia la buona volontà di dare vita ad uno dei gialli più colti e filosofici della letteratura italiana. Note stonate Tali attenzioni e sottigliezze, rendono le stecche e le sviste ancora più inaccettabili; da un’attenta analisi s’individuano i seguenti elementi: a partire da una costumistica approssimativa (ad opera di Fabiana di Marco) per quanto riguarda alcuni dei personaggi in scena, in particolare il protagonista il capitanto Bellodi;(interpretato da un Giulio Base statico dalla mimica monocorde, a tratti caricata molla,il quale trasforma la figura di un eroe condannato all’impotenza nell’involontaria macchietta di Ciccio Formaggio). Inoltre la pessima scelta di una Alessia Cardella, inesistente quanto inconsistente, nella sua tragi-comica versione di una vedova siciliana, oltraggiata dalla morte del marito e dall’infamia di tradimento; quale ulteriore conferma si segnalano fisico e aspetto del tutto inadatti al ruolo, a rendere la sua presenza sul palco ancor più casuale.Il tutto in aperto contrasto con l’interpretazione degli ottimi caratteristi: a partire da Gaetano Aronica (appuntato Di natale), dallo stile misurato quanto ricco di sfumature; lo stesso dicasi per la rimanente schiera di comprimari: Roberto Iannone,ambiguo e viscido “onorevole”, tende a tratti,alla gigioneria, ma non è un danno vistoso; infine si segnala il talento e la bravura di Vanni Materassi, nel ruolo di Don Mariano, prepotente per eccellenza, che costruisce con voce e gesti misurati un’aura di nobiltà attorno ad un personaggio odiato e temuto - classico da applauso a scena aperta, è il suo discorso sull’umanità. Aria di cambiamenti… si spera in meglio. Si segnala che dal 21 dicembre le repliche dello spettacolo, subiranno un cambiamento per quanto attiene i ruoli principali: Gaetano Aronica – se Dio vuole–sostituirà Giulio Base,nella interpretazione del capitano Bellodi; mentre l’appuntato Di Natale, verrà interpretato da Roberto Negri.Speranzosi che le repliche a seguire il 20, beneficeranno di tale scelta, teniamo in sospeso un giudizio di merito, attribuendo una valutazione nel complesso positiva, sulla base della buona volontà dimostrata nel rendere, nella forma più sobria, un testo di non facile realizzazione. Recensione raccolta giovedì 15/02/07 Teatro Carcano di Milano.
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Voto: Voto del Redattore: Francesca Bastoni

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