RUSTEGHI - I NEMICI DELLA CIVILTÀ
LO SPETTACOLO
Autore: Carlo Goldoni Descrizione
"I Rusteghi" appartiene alla maturità compositiva di Carlo Goldoni, che coincide anche con gli ultimi malinconici anni della permanenza a Venezia, la quale ha perso il ruolo di potenza dell'Adriatico. Queata commedia parla ancora al nostro tempo, all'intolleranza travestita da moralismo, alla difficoltà di mettersi in relazione, alla mancanza di comunicazione di un'epoca, Il disinganno di Goldoni è ancora vivo nelle parole dei protagonisti e descrive una società buia e alla deriva, ma ancora presente nella nostra pratica quotidiana. Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diCompagnia del Fil de Fer Compagnia del Fil de Fer LA LOCATION
PICCOLO TEATRO TEATRO GRASSI Repliche passate (dal 24/04/2012 al: 06/05/2012) LE RECENSIONILa recensione di Maria Renda
Vecchi, maschi e maleducati "I rusteghi" di Vacis
Vecchi e maleducati, o meglio ancora bisbetici: questi i Rusteghi di Goldoni, nella evoluzione famosa dalle maschere ai tipi ai caratteri, per la versione di Gabriele Vacis.
Metà Settecento: ultimi anni che Goldoni passa a Venezia, repubblica ormai in decadenza. Lunardo, padre avaro sposato in seconde nozze e con una figlia da marito, promette in sposa la ragazza a Filippetto, rampollo dell’amico Maurizio, senza che i due giovani si siano mai visti. I due padri concordano nel vietare anche un solo incontro fra i due prima del matrimonio. L’emancipata signora Felice decide far conoscere i due fidanzati, coinvolgendo nell’imbroglio la matrigna di Lucietta e la zia di Filippetto. I due si piacciono ma l’inganno viene scoperto e il matrimonio rischia di saltare, finché la parlantina della signora Felice non appiana tutto.
“Mia, mia: la colpa è mia - dice Felice: e intanto disvela ipocrisie e grettezze che lasciano prevalere le ragioni della roba su quelle dell’amore.
Il confine labile fra scena e fuori scena, tratto tipico di Vacis, è reso attraverso i cambi di costume a pubblico. Gli otto attori in scena gestiscono infatti tutte le parti, e questo gioco divertito non scade mai nel vezzo meteteatrale ma rimane attività concreta, non pretestuosa, senza retorica e senza cerimonie.
L’uso di attori uomini in scena è leggibile anche come riferimento alla commedia dell’arte: ma è solo uno degli indizi della raffinata cura e conoscenza del testo che sottende il lavoro della regia. Non è da meno la cura - luci e costumi - di Roberto Tarasco. Visto il 20/03/2011 a Casalecchio Di Reno (BO) Teatro: Comunale La recensione di Wanda Castelnuovo
Rusteghi I nemici della civiltà
Entrare in teatro con gli attori già in scena è piuttosto singolare per una commedia di Goldoni come i Rusteghi, ma lo è ancora di più il fatto che gli stessi siano vestiti con tute e abiti moderni; suona poi assolutamente insolita la scena con oggetti incellofanati tra i quali si muovono gli interpreti, maschili anche per le parti femminili: gli abiti indossati e mutati sul palco differenziano i sessi e trasformano i singoli attori che impersonano più parti. Visto il 24/04/2012 a Milano (MI) Teatro: Piccolo Teatro - Teatro Grassi La recensione di Maria Giulia Grondona
Standing Ovation per i Rusteghi e le loro "donne" Standing Ovation. Così il pubblico del Teatro della Corte di Genova ha accolto la prima di “Rusteghi” per la regia di Gabriele Vacis. Tutti infinitamente bravi infatti i protagonisti. Soprattutto nell’interpretare con maestria i ruoli femminili senza mai decadere nella caricatura. E quanto bravi sono i più giovani. Il richiamo della commedia è alla figura del padre-padrone di una civiltà che oggi appare così lontana e ad una figura femminile assai mortificata all’epoca. Accade così che due promessi non solo non scelgono liberamente il proprio matrimonio ma non possono nemmeno vedersi prima delle nozze. Richiami ad una condizione antica ma anche tanta ironia in questo allestimento. Coinvolgimento del pubblico con attimi di scuse da parte degli attori verso il comportamento di alcuni colleghi, richieste di eventuali medici o spettatori disposti a salire sul palco. Il tutto con maestria. E il pubblico risponde. Non si può non menzionare la straordinarietà di Jurij Ferrini e soprattutto il suo divertimento nell’interpretare la signora Felicia e il signor Maurizio. Grande anche Eugenio Allegri ma, ripetiamo, da sottolineare la bravura recitativa dei quattro giovani: Nicola Bremer, Christian Burruano, Alessandro Marini, Daniele Marmi. Visto il 26/04/2011 a Genova (GE) Teatro: Della Corte SOCIAL & C.SEGNALIAMOGLI ANNUNCISPECIALE TURISMOLA NEWSLETTERIL CARTELLONEIN SCENA |