PRENDITI CURA DI ME
LO SPETTACOLO
Autore: Giampiero Rappa Descrizione
Lo spettacolo è la storia di Franco, un giovane e famoso cardiochirurgo che all'apice del successo scoprirà la propria fragilità, scontrandosi con i tradimenti, la falsità e la corruzione. Ma l'incontro con una giovane giornalista e una paziente minorenne, permetteranno a Franco di recuperare la dignità perduta e di ritrovare sé stesso. Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diAlessandro Pezza Alessandro Pezza LA LOCATION
PICCOLO ELISEO PATRONI GRIFFI LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Alessandro Grieco
Povera Patria
Vincitrice del premio “Enrico Maria Salerno 2007” per la drammaturgia europea, “Prenditi cura di me” di Giampiero Rappa è una pièce intensa e suggestiva, una vicenda assolutamente realistica e ricca di colpi di scena, ambientata nel contesto ambiguo e spregiudicato della sanità nazionale. Visto il 16/11/2010 a Roma (RM) Teatro: Piccolo Eliseo La recensione di Alessandro Pezza
Franco Maggi è un uomo ambizioso, onesto, perfezionista, con un carattere formato in nome dei sani principi e della dedizione al prossimo. Chirurgo giovane ma già affermato, stimato da pazienti e colleghi, raggiunge il prestigioso traguardo di diventare assessore alla salute. E accetta l’incarico con l’entusiasmo di chi vive la professione come vocazione, con l’intento di ripulire il settore sanitario dalla corruzione politica.
Un uomo apparentemente forte e sicuro al quale il destino sta mostrando un sorriso. Ma la realtà dei fatti, da quel momento in poi, è ben diversa. Il ruolo di potere ricoperto da Franco lo mette nella condizione di scontrarsi con una quotidianità che non immaginava, nella quale compromesso e sottefugio sono all’ordine del giorno. La vita privata presto precipita: i colleghi gli voltano le spalle, il padre è ricoverato in gravi condizioni, la moglie sembra volerlo abbandonare. Un intervento riuscito male sembra pregiudicare anche il futuro professionale del chirurgo che, messo alle strette, cade per la prima volta in errore. E inizia a percorrere il cammino ingannevole dei suoi predecessori: chiede protezione al partito per poter continuare a conservare il proprio potere.
All’apice del successo i dubbi che Franco porta in fondo al cuore scuotono ogni convinzione. E tutto diventa indefinito, inutile, inesatto.
Forse la vocazione per la medicina non è poi così forte, almeno non tanto quanto il desiderio di emulare il padre, celebre chirurgo. Forse la professione non è solo atto incondizionato d’amore verso il prossimo, ma piuttostosto cinica predisposizione nello trattare chiunque come una macchina alla quale vanno aggiustati i pezzi.
Ripetitività, mancanza di coinvolgimento, assoluto distacco nel parlare di vita e di morte, di nascita, di malattia, di dolore. Troppo da sopportare.
Il dottore rimpiange la semplice umanità, nella quale sentimenti ed emozioni hanno un peso e un valore. E’ lui il paziente in cura, e sente di non poter contare su altri al di fuori di se stesso.
Giampiero Rappa confeziona un dramma malinconico e realista, che indugia tra le pieghe di una società malata senza alcuna voglia di essere guarita. La compagnia tocca con leggerezza la gravità delle cose, creando ritratti pacati ed emozionanti. Filippo Dini, nel ruolo di Franco, ricrea la complessità di sentimenti contrastanti con movimenti semplici, in una continua e disperata ricerca di una soluzione. Che forse è proprio in quel flebile grido d’aiuto, in quella ricerca di un conforto, in quelle parole sussurrate. Prenditi cura di me.
Roma, Teatro India, 30 novembre 2008
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