INFINITA
LO SPETTACOLO
Autore: Familie Floz Descrizione
Infinita è uno spettacolo sui primi ed ultimi istanti di vita - nascita e morte, un ciclo senza fine. Questo è il nostro tempo, quando avvengono i grandi miracoli - il timido ingresso sul mondo, i coraggiosi passi e l'inevitabile caduta Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diRoberto Mazzone Roberto Mazzone LA LOCATION
PETRUZZELLI Repliche passate (dal 07/12/2012 al: 09/12/2012) LE RECENSIONILa recensione di Mariarosaria Mazzone
La maggior presenza è l'assenza...
Novanta minuti senza interruzione, musiche coinvolgenti, video narranti, scene grandi e mutevoli e mai mai una parola. Questo è anfinita, ottavo spettacolo della compagnia Familie Flöz – insieme da diciassette anni - ottava produzione “muta”. Non vi è la sola assenza della parola ma anche quella dell’espressività del volto. La Familie Flöz recita infatti indossando grandi maschere. Si potrebbe pensare che queste due gravi assenze pesino nella comprensione dello spettacolo, e invece Infinita è immediato, diretto, e ti entra nel cuore. Il corpo con i suoi gesti, i suoi movimenti dice tutto, comunica umori, stati d’animo, voglie, negligenze, intenzioni. La gestualità è codificata e rituale, scorgere il suo significato è semplice e divertente. Attraverso i loro corpi gli attori della Familie Flöz – Björn Leese, Benjamin Reber, Hajo Schüler, Michael Vogel – raccontano in Infinita i primi anni di vita, l’età della scoperta del mondo, degli oggetti, dell’altro, di sé stessi. Ma non si sottraggono nel mostrarci anche gli anni della vecchiaia, del decadimento, di una vita vissuta ormai andata, di una morte impellente. I racconti alternati possono essere visti come mini-gag staccate e indipendenti le une dalle altre. Ma i video dai tratti vagamente fumettistici e una musica magica e poetica fanno da fil rouge nel delicato e divertente resoconto della vita. Ma il tratto distintivo e componente imprescindibile della Familie Flöz è la maschera. La maschera si distingue generalmente per la sua fissità, la Familie Flöz riesce a eludere questa immobilità nella creazione di maschere-volto che riproducono umori, caratteristiche tipiche di un personaggio. L’uomo riservato ha un volto incupito e schivo, l’uomo stanco di vivere ha un volto arrabbiato, l’uomo ancora voglioso di vivere ha un volto ammiccante. La gestualità sostiene la maschera-tipo e il volto diviene cangiante nonostante la fissità. Visto il 13/02/2013 a Napoli (NA) Teatro: Bellini SOCIAL & C.SEGNALIAMOGLI ANNUNCISPECIALE TURISMOLA NEWSLETTERIL CARTELLONEIN SCENA |