SABATO, DOMENICA E LUNEDI
LO SPETTACOLO
Autore: Eduardo De Filippo Descrizione
Tre giorni a casa Priore, ovvero accese discussioni, incomprensioni e litigi che danno vita ad un quadretto familiare piccolo borghese in cui si confrontano almeno tre generazioni. Le tre giornate del ragù napoletano. Sabato, per sfumare la cipolla a fuoco lento e formare una crosta dura intorno al cuore; domenica per assaporare il veleno preparato con tanta cura; lunedì, dove la carne è un piatto freddo e si leccano le ferite postume della sacra festività. Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diGianmarco Cesario Gianmarco Cesario LA LOCATION
PARADISO LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Monica Fabaro
O’ raù e la famiglia. Due pietre miliari imprescindibili per Eduardo. Sabato, domenica e lunedì ne è l’emblema. Il primo è l’elemento aggregante, che funge da cartina tornasole; perché nel momento in cui ci si riunisce a tavola nel giorno di festa tanto agognato, tutti i dissapori vengono a galla. La seconda invece è la certezza che a volte crolla sotto i colpi dei sospetti e della gelosia. La versione proposta, presso la Sala Paradiso dalla Compagnia Le Maschere, formata da Sara Carannante, Teresa Di Perna, Franco Vaccaro, Marco Valerio Lainati, Vittorio Mennillo, Pino Ruggiero, Viviana De Francesco, Grazia Marenghi, Andrea Vaccaro, Lucio Giordano, Giuseppe Mennillo, Rosaria Del Vecchio, Antonio Serpi, Marco Nocerino, Francesca Mennillo, Roberto Vaccaro, Enzo Frattini, risulta distante dall’originale. Alcuni passaggi risentono della mancanza di spontaneità, vengono avvertiti dal pubblico come forzature. Se da un lato la scelta di autonomia conferisce un certo stile e un carattere originale a tale lavoro, a tratti rischia di rendere carente l’interpretazione di quel pathos e quell’anima che gli appartengono. A contrassegnare questa commedia firmata De Filippo è il linguaggio. Un napoletano “italianizzato” infatti accompagna la performance; anzi il dialetto a tratti è assente del tutto. Va sottolineato d’altro canto l’impegno e il rispetto della tradizione che trapela dal piglio degli attori, pronti a calcare la scena con determinazione. I tempi recitativi sono abbastanza buoni, merito della regia di Franco Vaccaro e Sara Carannante. C’è una gestione consapevole dei silenzi e del contraddittorio. Questo consente agli spettatori di perdonare qualche defaillance. Anche la scenografia è gradevole. Una casa borghese nella quale a dominare è la cucina, regno di Donna Rosa Priore.
La recensione di Monica Fabaro
O’ raù e la famiglia. Due pietre miliari imprescindibili per Eduardo. Sabato, domenica e lunedì ne è l’emblema. Il primo è l’elemento aggregante, che funge da cartina tornasole; perché nel momento in cui ci si riunisce a tavola nel giorno di festa tanto agognato, tutti i dissapori vengono a galla. La seconda invece è la certezza che a volte crolla sotto i colpi dei sospetti e della gelosia. La versione proposta, presso la Sala Paradiso dalla Compagnia Le Maschere, formata da Sara Carannante, Teresa Di Perna, Franco Vaccaro, Marco Valerio Lainati, Vittorio Mennillo, Pino Ruggiero, Viviana De Francesco, Grazia Marenghi, Andrea Vaccaro, Lucio Giordano, Giuseppe Mennillo, Rosaria Del Vecchio, Antonio Serpi, Marco Nocerino, Francesca Mennillo, Roberto Vaccaro, Enzo Frattini, risulta distante dall’originale. Alcuni passaggi risentono della mancanza di spontaneità, vengono avvertiti dal pubblico come forzature. Se da un lato la scelta di autonomia conferisce un certo stile e un carattere originale a tale lavoro, a tratti rischia di rendere carente l’interpretazione di quel pathos e quell’anima che gli appartengono. A contrassegnare questa commedia firmata De Filippo è il linguaggio. Un napoletano “italianizzato” infatti accompagna la performance; anzi il dialetto a tratti è assente del tutto. Va sottolineato d’altro canto l’impegno e il rispetto della tradizione che trapela dal piglio degli attori, pronti a calcare la scena con determinazione. I tempi recitativi sono abbastanza buoni, merito della regia di Franco Vaccaro e Sara Carannante. C’è una gestione consapevole dei silenzi e del contraddittorio. Questo consente agli spettatori di perdonare qualche defaillance. Anche la scenografia è gradevole. Una casa borghese nella quale a dominare è la cucina, regno di Donna Rosa Priore.
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