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QUARANTA, MA NON LI DIMOSTRA
Quaranta, ma non li dimostra

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LO SPETTACOLO

Autore: Peppino e Titina De Filippo
Regia: Luigi De Filippo
Genere: commedia
Compagnia/Produzione: Compagnia di teatro Luigi De Filippo
Cast: Luigi De Filippo, Scene Salvatore Michelino Costumi Maria Laura Monterosi

Descrizione
(Storia di una donna importante)

Dopo quasi un anno dal suo debutto Luigi De Filippo torna a Roma con la nuova edizione della commedia “Quaranta, ma non li dimostra - storia di una donna importante”, testo di Peppino e Titina De Filippo, riportato in scena a partire dall’inverno scorso con una tourneè che ha visto date in tutta Italia.

La compagnia di teatro Luigi de Filippo sarà infatti al “Teatro della cometa” di Roma dal 2 dicembre al 4 gennaio per poi spostarsi a Genova, Monza, Napoli e Reggio Calabria.

Più volte premiato col “Biglietto d’oro”, campione d’incassi. Insignito dal Presidente della Repubblica Ciampi della onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica per particolari meriti artistici. Luigi De Filippo, figlio di Peppino, è il più autorevole rappresentante del teatro napoletano di grande tradizione, che continua a far conoscere in Italia e nel mon
Date repliche a cura di
Roberto Mazzone
Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone

LA LOCATION

PAISIELLO
v. G. Palmieri - Lecce (LE)
Tel: 0832 245499


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LE RECENSIONI


La recensione di Laura Mancini

La compagnia di Luigi De Filippo ripropone in una nuova edizione questa commedia di Peppino e Titina per omaggiare “zia” Titina in occasione della celebrazione dei 110 anni dalla sua nascita. Protagonista Don Pasquale vedovo e padre di quattro figlie di cui tre spensierate, un po’ viziate, non troppo brillanti, si atteggiano a ragazze “moderne” e non trovano difficoltà a fidanzarsi, mentre Sesella, la maggiore, ormai quarantenne, si è talmente identificata col suo ruolo di donna di casa, abituata a riversare tutte le sue attenzioni e il suo affetto incondizionato su padre e sorelle, al punto di rinunciare con rassegnazione al suo segreto desiderio di innamorasi e vivere le emozioni di una ragazza comune. Ad aprire gli occhi di Don Pasquale è la figlia Carmela, che gli svela di essersi accorta che Sesella si è infatuata segretamente del giornalista Luciano, ventisettenne, caro amico del promesso sposo di Carmela e a sua volta segretamente innamorato della stessa Carmela. Sentendosi improvvisamente colpevole della condizione di “zitella” della figlia, Don Pasquale pensa di dover porre rimedio, arriva a rimproverare Sesella di avergli obbedito sempre troppo e la sprona a farsi avanti col giovane giornalista, creando una serie di equivoci divertentissimi... Un dieci e lode all’attore protagonista ed al suo umorismo trascinante. Divertente ed originale l’interpretazione di Giorgio Pinto del personaggio Bebè, giovane buono a nulla e promesso sposo di Giulia. Carinissima la scenografia. Roma, Teatro Sala Umberto, 6 novembre 2007
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Voto: Voto del Redattore: Laura Mancini


La recensione di Tania Croce

Luigi De Filippo, figlio di Peppino, il più autorevole rappresentante del teatro napoletano di grande tradizione, che continua a far conoscere in Italia e nel mondo le proprie commedie, quelle di suo padre e di suo zio Eduardo, porta a teatro non una commedia ma una delle gemme più preziose dei fratelli De Filippo: ''Quaranta, ma non li dimostra...''(Storia di una donna importante), scritta da Peppino e Titina e che andò in scena la prima volta al teatro Sannazaro di Napoli nel 1933. La divertente pièce teatrale, ha come protagonista Sesella (Ivana D’Alisa), la maggiore della quattro figlie di Don Pasquale (Luigi De Filippo), un severo ed evoluto ‘mammo’ degli anni ’50, che dopo la perdita dell’amata moglie, si adopera per educare le proprie figlie, ormai giunte in età da marito. Mentre le sorelle si dedicano alle civetterie femminili ed alla ricerca di un futuro marito, Sesella resta a casa per badare alla faccende domestiche e per colmare il vuoto lasciato dalla madre. Ma il suo abbigliamento casalingo e ‘antico’, viene criticato persino dal padre, che trova i vestiti della figlia inguardabili, fatti con stoffe pesanti e poco femminili, calze logore e scarpe consumate e senza tacco… inopportuni per trovare marito. Sesella col suo volto acqua e sapone e i capelli lunghi raccolti in una crocchia da signora anziana, è nell’animo innamorata dell’amore e come tutte le donne d’altri tempi, crede ancora che esista il principe azzurro. Don Pasquale apprende dell’esistenza di un giornalista innamorato di Sesella. Ma si tratta di un equivoco, in realtà Luciano (Luca Negroni) ama senza speranza Carmela (Simona Di Nardo), la sorella minore di Sesella, che presto si sposerà. Don Pasquale è esaltato per l’imminente matrimonio di Sesella, per la quale spende parole di grande ammirazione, anzi… parla per lei al cospetto del futuro fidanzato giornalista e squattrinato, per convincerlo a sposarla. Ma i soldi non fanno la felicità e l’amore viene prima di tutto, il lavoro è una cosa superflua anche per Bebè (Giorgio Pinto), il fidanzato di Giulia (Francesca Borrelli), una delle figlie di Don Pasquale, altolocato e sprezzante verso ogni forma di lavoro fisico e mentale. Ma la pigrizia e la pacchia per Bebè è finita, infatti l’appariscente fidanzato di Giugiù come la chiama lui, viene ‘assunto’ a tempo pieno da Don Pasquale per svolgere i servizi domestici… una volta come elettricista, un’altra per comprare i ‘melloni’ al mercatino, o per portare in casa le valigie degli ospiti come fosse un facchino. Insomma Bebè è costretto a rimboccarsi le maniche e a svolgere i lavori più umilianti e faticosi, per compiacere la fidanzata ed ubbidire a Don Pasquale. E’ tutto pronto per la festa e Sesella si convince che è giunto il momento di mostrare la propria femminilità. Lascia nel cassetto gli abiti della madre indossati fino a quel momento, taglia i capelli, si trucca, inizia a fumare per diventare aggiornata ed al passo coi tempi, insomma appare piacevole ed attraente. Ma il futuro marito non conoscerà mai la Sesella moderna, perché entra di nascosto nella casa dove è tutto apparecchiato per la cena di fidanzamento e consegna un foglio a Bebè, il quale ha l’arduo compito di farlo leggere a Don Pasquale. Dopo la lettura del foglio, si spengono le speranze del povero Don Pasquale afflitto per la mancata sistemazione della figlia che torna ad essere la Sesella di sempre e forse un giorno, troverà l’uomo che la amerà così com’è! Roma, Teatro della Cometa, 3 dicembre 2008
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Voto: Voto del Redattore: Tania Croce


La recensione di Anita Curci

Una passione mai sfiorita quella di Luigi De Filippo per il grande teatro, eredità comprensibilmente traslata di gene in gene nell’ambito di una famiglia di artisti che legano il loro nome ad opere divenute ormai storiche. Dal 1980 Luigi De Filippo con la sua Compagnia di Teatro con successo ha riproposto commedie di suo padre Peppino ma anche dello zio Eduardo, oltre alle tradizionali rivisitazioni teatrali che da Molière a Pirandello continuano a riesumare soggetti intramontabili. E’ dal 1999 in poi che, con la costituzione di una società “I Due della Città del Sole” della quale Luigi è direttore artistico in sintonia con la moglie Laura Tibaldi, De Filippo ha dato più forza alle sue rappresentazioni coadiuvato dalla costanza, l’impegno, la vivacità di giovani e talentuosi attori napoletani. Non a caso gli spettacoli portati in scena sono stati premiati in diverse occasioni col “Biglietto d’Oro” grazie agli straordinari incassi raggiunti. Qualche anno fa, tra gli altri riconoscimenti, Luigi De Filippo ha ricevuto dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il titolo di Grande Ufficiale della Repubblica “per particolari meriti artistici”. Oggi lo ritroviamo sul palco del Bellini di Napoli ad interpretare il vedovo don Pasquale, padre di quattro figliole da dover gestire e maritare. Per le ultime tre non ci sarebbero difficoltà, ma per la prima, Sesella, carica di tutte le responsabilità della casa ed ormai quarantenne, la vita non si rivela semplice. Una trama fluida, dai contenuti degni dell’epoca che riflette. E se è indiscutibile che il teatro dei nostri tempi soffre per le troppe rimembranze di produttori e registi indolenti, ed avverte l’assoluta necessità di rinnovarsi, è pure vero che “Quaranta, ma non li dimostra” (Storia di una donna importante) resta un classico da non perdere, foss’anche soltanto per quella comicità pulita e schietta cui i nostri attuali umoristi non sono in grado di proporre. Non sanno provocare ilarità, infatti, se non ricorrendo ad espressioni scurrili, ad oscenità o a volgari travestimenti, attentati all’intelligenza e alla dignità umana, che di comico nulla rasentano. “Quaranta, ma non li dimostra” andò in scena per la prima volta nel 1933 al Teatro Sannazzaro di Napoli, con l’interpretazione di Eduardo, Peppino e Titina De Filippo. L’esito favorevole dello spettacolo fu decisivo per i tre artisti che così s’imposero a livello nazionale, prima di raggiungere quella graduale e meritata notorietà che ancora li onora. E così, dopo una tournèe tutta italiana, la commedia approda e ferma nella città d’origine la sua corsa. Un traguardo di grande soddisfazione per la Compagnia di Luigi De Filippo che vede, attraverso gli incantevoli e misteriosi meccanismi del teatro, proiettare nel pubblico odierno sentimenti e valori di una tradizione immortale. Napoli, Teatro Bellini, 25 marzo 2008
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Voto: Voto del Redattore: Anita Curci

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