COSE CHE MI SONO CAPITATE
LO SPETTACOLO
Autore: Francesco Freyrie-Eugenio Ghiozzi con la collaborazione di Ugo Cornia Descrizione
Ironico e istrionico: Gene Gnocchi, al secolo Eugenio Ghiozzi, è uno dei comici più surreali del panorama italiano tra non sense e graffianti osservazioni della società. Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diRoberto Mazzone Roberto Mazzone LA LOCATION
PAISIELLO LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Cristiana Cittadini
Cose che mi sono capitate a mia insaputa Dopo una lunga serie di offerte e controfferte Gene Gnocchi decide, seppure a malincuore, e compra la tessera della loggia P3. Solo così potrà realizzare il suo sogno di esibirsi sul palco di qualche teatro prestigioso, come il Parioli, dove è in scena dal 18 al 20 marzo. Purtroppo si accorge troppo tardi che non ne valeva la pena e si trova a dover raccontare la sua misera esistenza. Partendo dall'inizio, attraverso tutti i momenti belli e brutti della sua vita e della sua carriera, tra amari ricordi, legati anche alla politica, ripercorre tutti i fatti che sono accaduti spesso a sua insaputa, nonostante ne fosse il protagonista. La satira politica la fa da padrona, si ride molto e scopriamo anche un Gene Gnocchi ballerino, impegnato in una simpatica danza dal ventre, costretto a ballare per gli sponsor! La storia è questa: dopo un consulto medico e il susseguente esame diagnostico eseguito da lui medesimo, un anziano individuo della middle-up-class riceve un responso inquietante: lui sta benissimo ma nella sua vita si è sempre tenuto tutto dentro e non ha esternato nessuna emozione, alcun sentimento. Rileggendo col pubblico quella lastra grigia si accorge che la sua vita è caratterizzata da piccole cose, come il rumore del vento che si incanala tra i dirupi, quella volta che entrando in un autolavaggio fu rapito dalla mafia, quell'altra volta che Sarkozy al telefono gli affidò una missione impossibile, quando fu chiamato da Gheddafi nella sua tenda. Una girandola di emozioni hanno sfiorato la sua vita, ma non se n'è accorto, come se tutto gli scivolasse addosso, a sua insaputa appunto, ma ripercorrendo a ritroso quegli eventi e analizzando i fatti, solo così si rende conto di quello che gli è capitato e solo adesso comincia a provare una qualche parvenza di emozione, a distanza di tempo. Il risultato è un meraviglioso spettacolo, dove Gene Gnocchi è l'assoluto protagonista presente sul palcoscenico per quasi due ore, senza intervallo. Esibizione esilarante e sempre sorprendente la bravura di questo eclettico attore, che passa da un argomento all'altro, da un personaggio all'altro, senza interruzione alcuna e senza errori. Dalla televisione al teatro il passo è lungo e se in televisione è riuscito a stupirci con i suoi innumerevoli programmi, a teatro non è da meno e la sua performance è impeccabile.Visto il 18/03/2011 a Roma (Rm) Teatro: Parioli La recensione di Antonio Lepre
Mentre il mondo della televisione “magnifico et eccellente” in prima serata trasmetteva imperdibili ed istruttivi programmi al Teatro Bellini di Napoli ha debuttato ieri sera con lo spettacolo-monologo dal titolo Cose che mi sono capitate il comico “apertamente di sinistra” − come si è dichiarato durante la pièce − Gene Gnocchi, che nei riguardi della tv ha per così dire il dente avvelenato. Gli strali dell’attore fidentino nei confronti del mondo televisivo sono puntati non soltanto verso ex compagni di lavoro (come Simona Ventura e Gerry Scotti), ma soprattutto verso tutti coloro che, gozzovigliando all'interno di un mondo virtuale dove abbonda il pattume, non accettano la comicità intelligente ed irriverente.
Tuttavia la satira di Gene Gnocchi non addita soltanto la televisione, anzi si concede ben altro: il mondo dei neomelodici, ad esempio, e quello, naturalmente, della politica. Sul “serio problema” dei cantanti napoletani, Gnocchi vagheggia uno splendido concerto ad Hiroshima con tutti i neomelodici che si conclude con uno straordinario coup de théatre: lo scoppio di una bomba.
La politica ha un posto di rilievo, come nelle aspettative; la figura di Berlusconi viene solamente sfiorata, mentre il soggetto prediletto è il ministro Brunetta e le sue “invenzioni” per rendere la pubblica amministrazione più efficiente. Raffinata la capacità di Gnocchi di passare le battute più velenose quasi sottovoce − anche se questo comporta a volte la mancata cattura da parte del pubblico meno attento − come quella sull’attuale governo che esercita il potere legislativo (sic!) attraverso i decreti-legge.
Tuttavia lo spettacolo Cose che mi sono capitate, scritto da Francesco Freyer e dallo stesso Gnocchi e diretto da Massimo Navone, non è soltanto un campionario di buona satira; per soddisfare anche il pubblico meno smaliziato e dalle aspettative talora un po’ più “televisive” il testo è corredato di quell’umorismo più “facile” di cui onestamente non si sente l’esigenza − almeno a teatro. Le scene di Fabrizio Palla sono semplici e funzionali − una pila di raccoglitori al centro del palco che sembra la torre di un castello − e l’intero spettacolo funziona abbastanza come lavoro a cavallo tra l’intrattenimento e una buona satira, sempre più esclusa dal mondo della televisione.
Teatro Bellini - Napoli, 24 marzo 2009
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