ITALIANI, ITALIENI, ITALIOTI
LO SPETTACOLO
Autore: Michele Serra Descrizione
Monologhi, canzoni, rime, ballate che raccontano, irridono, svelano, sottolineano la faccia ipocrita e arrogante dell’Italia. Un’esilarante e corrosiva radiografia del nostro paese, costruita sugli scritti, le poesie, le “satire” e i breviari comici di Michele Serra. Un esorcismo per musica e parole per cantare le assurdità, i paradossi, le vanità rovinose di noi “italiani, italieni, italioti”. Affidandosi al loro proverbiale e stralunato humour, alla forza della fantasia e a un indomabile spirito beffardo e iconoclasta, i quattro professori della Banda Osiris, affiancati in questa avventura dal talento bizzarro e virtuosistico di Ugo Dighero, costruiscono una partitura eccentrica dove le invenzioni musicali e quelle linguistiche si intrecciano, canzonatorie, per costruire un varietà contemporaneo dove il comico cerca di essere ancora eversivo e il grottesco cerca di svelare l’inessenziale, il contraffatto e il superfluo. Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diRoberto Mazzone Roberto Mazzone LA LOCATION
PACINI LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Roberto Rinaldi
Siamo italiani o italioti? Ridiamoci su. Italiani siamo noi popolo italiano, italieni sta forse per un incrocio tra italiani e alieni? Italioti fa venire in mente un termine dispregiativo in uso per attribuire a qualcuno la sua stoltezza. Le tre accezioni compongono il titolo dello spettacolo che la Banda Osiris e il comico Ugo Dighero portano sulle scene italiane Uno spettacolo che riprende il titolo di una canzone di Dario Fo. Un collage satirico basato sui testi del corrosivo Michele Serra, le canzoni di Giorgio Gaber e Dario Fo, dove il ritratto italico della nostra patria ne esce alquanto malconcio. La narrazione si basa su spunti della cronaca quotidiana e politica dove Berlusconi è onnipresente e francamente questa saturazione di citazioni sul presidente del consiglio è eccessiva a scapito della vena surreale e comica dello spettacolo in sé. In scena una catasta di televisori malandati dal cui schermo esce solo l'immagine grigia statica e un cumulo di giornali ridotti a carta straccia. Sul fondale un sipario fatto di magliette bianche, rossi e verdi a rappresentare la bandiera nazionale. Il vessillo a difesa dell'amor patrio. La Banda Osiris ha scelto di cambiare registro e si è affidata alla regia di Giorgio Gallione che è anche l'autore del testo drammaturgico. Non più quindi solo lo stranulato modo di suonare e cantare che caratterizza da sempre la band; ora c'è spazio anche per la satira e la presa di coscienza dei tanti guasti prodotti dalla politica in generale. Gallione si rifà alle rubriche di Michele Serra e sviscera un'Italia poco rappresentativa, di cui non possiamo vantarci, alternando momenti di musica e canto. Piacevole a tratti, si ride per alcune battute molto felici, lo spettacolo ha la classica impronta di un modo di fare comicità dove si mescola il grottesco al reale. La parte più piacevole risulta quella dove il comico ben supportato dagli altri, da vita ad una serie di stereotipi sulle caratteristiche delle varie nazionalità. Il cinese, il tedesco, l'arabo, e via dicendo, dove tutti concorrono a “portarci via le nostre donne”. Il risultato è sicuramente gradevole con alcuni momenti efficaci di “denuncia civile”, dove però l'operazione di sintetizzare scritti giornalistici e letterari risulta un'operazione non del tutto riuscita. Un testo teatrale scorrevole necessita di una maggiore scrittura lineare. Il finale è suggestivo e alquanto poetico, Una dedica alle lucciole che si vedevano di notte e che forse ci sono ancora. Un auspicio per un mondo migliore.Visto il 23/01/2010 a Bolzano (BZ) Teatro: Cristallo SOCIAL & C.SEGNALIAMO
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