IL RACCONTO D'INVERNO
LO SPETTACOLO
Autore: William Shakespeare Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diRoberto Mazzone Roberto Mazzone LA LOCATION
NUOVO GIOVANNI DA UDINE Repliche passate (dal 14/03/2012 al: 17/03/2012) LE RECENSIONILa recensione di Simone Manfredini
UN RACCONTO D'INVERNO TRA TRAGEDIA E COMMEDIA
La struttura stessa che Shakespeare ha voluto dare al suo Racconto d'inverno mette in luce, già di primo acchito, come la pièce veda coesistere in sé tutti gli elementi della tragedia e della commedia, quest'ultimi evidenziati non solo dalla presenza del lieto fine. La bipartizione dell'opera è chiara: i primi tre atti hanno le caratteristiche di un vero e proprio dramma a tinte fosche, gli ultimi due mostrano invece un cambio di registro, sottolineato dall'intervento del Tempo, e si orientano verso tratti decisamente più leggeri. L'allestimento di Ferdinando Bruni e Elio de Capitani ha il grosso limite di enfatizzare enormemente gli elementi comico-grotteschi della vicenda, finendo così per banalizzare un testo che contiene in sé rimandi colti alla commedia antica, qui completamente scomparsi a vantaggio dello sketch da cabaret o della battuta nello stile della commedia dell'arte. Poco felici ci sono parsi anche l'espediente di far parlare i vari personaggi con gli accenti regionali italiani più disparati, l'idea di identificare la figura di Cleomene con quella di un cardinale che in modo totalmente incongruo finisce poi per essere depositario del responso dell'oracolo di Apollo, la decontestualizzazione totale del personaggio di Autolico che qui veste i panni di una figura da avanspettacolo del Novecento e l'introduzione di una caricatissima trattora facente le veci del pastore shakespeariano. Bianca ed essenziale la scena: i momenti topici vengono sottolineati dalla comparsa di immagini, tratte da dipinti cinque o seicenteschi, calate sulla parete di fondo. Buone le capacità attoriali di gran parte del cast: pregevoli il Leonte di Ferdinando Bruni e il Polissene di Cristian Gianmarini, per certi versi magistrale l'Ermione di Elena Russo Arman, ferma, commovente, mai patetica; coinvolgente l'energica Paolina di Sara Borsanelli, convincente il Camillo di Nicola Stravalaci. Visto il 10/02/2012 a Cremona (CR) Teatro: A. Ponchielli La recensione di Francesca Bastoni
Fiaba in una notte d'inverno
Gelosia mostro dagli occhi verdi! Visto il 23/10/2011 a Milano (MI) Teatro: Elfo Puccini - sala Shakespeare La recensione di Donato Panìco
Uomini contro donne nel "Racconto d'inverno"
“Affection, thy intention stabs the centre. Thou dost mafe possible things not so held.” È la citazione shakespeariana, riportata su un elemento della scenografia. Inglese antico, come uno schiaffo alla platea: “Oh, desiderio! La tua mira fa centro: tu rendi possibili cose non credute”! La citazione ripresa da “Il racconto d’inverno” di Shakespeare, anche tradotta, continua a stordire per la sua crudezza veritiera.
Nel nuovissimo Teatro Elfo Puccini, creato dal trasferimento del Teatro dell’Elfo (fondato nel 1973 da Gabriele Salvadores e Ferdinando Bruni), nello stabilimento appena ristrutturato del Teatro Puccini (uno dei luoghi più importanti dagli Anni Trenta), va in scena “Il racconto d’inverno”, tragicommedia shakespeariana a lieto fine diretta da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani.
Tra la bianca scenografia, ambientata in Sicilia, prende vita l’opera. Il re di Boemia, Polissene, è ospite ormai da lungo tempo alla corte del re Leonte, di sua moglie Ermione e di alcuni baroni siciliani. Prossimo al rientro in patria, è soggetto alle lusinghe dell’amico d’infanzia Leonte, determinato ad ospitarlo ancora. Su preghiera dello stesso sarà proprio Ermione, prossima al parto del secondo figlio, a convincere Polissene ad approfittare dell’ospitalità. Proprio questa decisione trasformerà la storia in tragedia: Leonte, assediato da folle gelosia, cercherà di uccidere Polissene, imprigionerà Ermione ed infine disporrà l’abbandono ai confini del regno della neonata Perdita, scatenando l’ira dell’Oracolo di Delfi.
Dopo la prima parte in cui la tragedia affiora e si manifesta in tutta la sua crudezza, in coerenza con l’opera shakespeariana, vi è una seconda parte in cui i due registi lasciano affiorare una maggior leggerezza, mantenendo la connessione con l’originale. Proprio in questa parte però, riscrivono una figura novecentesca di Autolico, che a tratti lascia alcuni dubbi se analizzata nel più ampio contesto, pur non mettendo in discussione gli alti livelli sia per regia che interpretazione del resto della rappresentazione.
Magistrale l’interpretazione sia di Bruni (Leonte) che di De Capitani (Polissene). I due, che collaborano stabilmente dal 1984, hanno raccolto innumerevoli successi personali: elogiato per le grandi interpretazioni il primo (perfino dal Financial Times per il suo ruolo di Amleto), ed insignito di numerosi premi e seguito dalla stampa per i ruoli cinematografici (“Sogno di una notte d’estate” di Salvadores, “Il caimano” di Moretti, “Uccidete la democrazia” di Oliva) il secondo. Pregevole anche il lavoro di Gabriele Calindri (noto doppiatore) sul personaggio di Camillo. Fondamentale anche la determinazione di due donne Cristina Crippa (Paolina) ed Elena Russo Arman (Ermione) che emerge perfettamente nel carattere dei loro personaggi e che è determinante nelle scontro uomo-donna presente nell’opera. Ottima prova anche per la giovane Camilla Semino Favro, vincitrice del premio alla Vocazione per giovani attori nel 2009. Visto il 30/10/2010 a Milano (MI) Teatro: Elfo Puccini - sala Shakespeare SOCIAL & C.SEGNALIAMOGLI ANNUNCISPECIALE TURISMOLA NEWSLETTERIL CARTELLONEIN SCENA |