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MI SOLEDAD
Mi soledad

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LO SPETTACOLO

Autore: Joaquin Cortes
Genere: danza/balletto
Cast: Joaquin Cortes

Date repliche a cura di
Roberto Mazzone
Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone

LA LOCATION

MEDITERRANEO
VIale Fortone - Foggia (FG)
Tel: 0881.792500


LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo max

Repliche passate (dal 27/07/2007 al: 27/07/2007)

LE RECENSIONI


La recensione di Mariella Moresco

Pubblico straripante, entusiasta, quasi adorante: vendita a caro prezzo di foto del ballerino gitano, grida a scena aperta e non solo indirizzate alle sue capacità artistiche, moltitudine di braccia che si tendevano a toccarlo durante la passeggiata-spettacolo in platea. La prima di Joaquin Cortés, il famoso ballerino di flamenco, che ha portato a Milano lo spettacolo Mi Soledad, aprendo la tournée estiva in Italia (sarà a Roma dal 23 al 25 giugno al teatro Sistina), è stata un trionfo annunciato. La calca all’ingresso e nell’atrio del teatro era impressionante, il lungo ritardo all’inizio dello spettacolo ha fatto aumentare ad arte la suspense che si è sciolta in applausi scroscianti fin dal primo quadro. Meritatissimi in tutte le scene per la scenografia, superba per allestimenti (semplici, allusivi agli accampamenti gitani e carichi di suggestione) e per i bellissimi accostamenti di colori sia delle scene che dei costumi e dei giochi di luce. Altro grande punto di forza dello spettacolo è la musica, composta da Cortés insieme a José e Antonio Carbonell, che unisce al flamenco sonorità che vanno dal jazz alla musica classica. L’ha eseguita una strepitosa orchestra, innovativa nel portare in scena oltre alla imprescindibile chitarra, strumento solista nella tradizione del flamenco, archi e percussioni suonati con grande bravura e passione coinvolgente. Il canto, insieme alla musica linea guida dello spettacolo, si avvaleva delle bellissime voci maschili e di quelle di tre cantanti, anch’esse dalle voci potenti che si spiegavano nel cante jondo, ma poco convinte e convincenti nel ruolo di ballerine. E il grande bailaor? Nella prima parte dello spettacolo ha concesso pochi esempi della sua indiscutibile bravura, quasi risparmiandosi per la seconda parte, tutta incentrata sulla sua lunga esibizione da protagonista assoluto. Una esibizione che tra il bagno di folla in platea, le sue parole di ringraziamento alla mamma e di orgoglio per le origini gitane (strappando ovazioni continue) ha incantato il suo pubblico con dimostrazioni di grande effetto. Eccezionali i suoi famosi zapateados, (le percussioni ritmiche del pavimento), che ha eseguito con prolungate escobillas (lunghe vibrazione delle gambe e dei piedi) e potenti desplantes (i colpi di scarpa violenti). Pubblico in visibilio per le salidas, i crescendo finali caratterizzati dall’accelerazione del ritmo. Uno spettacolo da gustare anche per la indiscutibile bravura di Cortés, ma soprattutto per l’emozione data dalla bellezza delle scene e dalla passione vibrante della strepitosa orchestra. Milano, Teatro Smeraldo, 10-11-12 giugno 2008
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Voto: Voto del Redattore: Mariella Moresco


La recensione di Marianna Venturini

La solitudine gitana Un pubblico in netta maggioranza femminile accoglie il debutto italiano di Joaquin Cortes a Ravenna, nella prima tappa del tour che lo vedrà percorrere tutta la penisola durante l’estate. Lo spettacolo “Mi soledad”ha registrato il tutto esaurito da mesi e il Pala de Andrè accoglie le 3000 persone venute per ammirare il ballerino spagnolo. Joaquin si fa desiderare a lungo dalle sue fan e lo spettacolo inizia con più di mezz’ora di ritardo. Ma si sa, è una star ed è comprensibile che sia agitato, soprattutto dopo essere stato lontano dall’Italia per oltre due anni. Lo spettacolo si presenta come un mix di musiche basate prevalentemente sul repertorio tradizionale delle sonorità spagnole e al centro c’è il flamenco, che ha reso famoso il bailaor gitano in tutto il mondo. Le musiche originali di "Mi soledad" sono state composte dallo stesso Cortes insieme a Josè e Antonio Carbonell e sono tutte rigorosamente suonate e cantate dal vivo. Proprio il complesso di cantanti e suonatori, che accompagnano Cortes sul palco, riserva la sorpresa maggiore perchè lo spettacolo è guidato interamente dalla musica e dal canto flamenco. Intorno al ballerino sono disposti a emicilo 15 artisti, di cui 9 musicisti e 7 cantanti, una piccola orchestra intensa ed emozionante, dotata di ritmo e di una vocalità che conquista. Cortes, oltre alla fama che lo precede, non ha bisogno più di tanto di dimostrare le sue doti, basta anche solo guardarlo, e il pubblico mal sopporta i momenti della serata in cui non è sul palco. Le sue evoluzioni artistiche si riducono alla sola seconda parte della serata, quando diventando protagonista unico e indiscusso della serata. Il sentimento principale di questo spettacolo e' la solitudine, come viene esplicitato nel titolo, una solitudine conscia e piena di intimità e il sottotitolo "Solea" ribadisce questa direzione. Ci si chiede, però, se si possa essere soli quando si è al centro di un palco, soli quando si è circondati da centinaia di occhi, avvolti dalla musica gitana e dal canto. La risposta sembrerebbe essere no. I costumi, creati appositamente per lo spettacolo dallo stilista francese Jean Paul Gautier, sono sfarzosi e ricchi di colore. La scelta di scendere dal palco e fare un passaggio finale tra il pubblico adorante provoca una reazione esagitata che scatena le donne in sala. Il fascino che esercita, specie sul pubblico femminile, è fuori dubbio e lui ne è consapevole. Uno spettacolo da vedere per tutto quello che sembrerebbe essere secondario: le musiche, i costumi, il clima che trasmette. Anche, ma non solo, per Joaquin Cortes. Ravenna, Pala De Andrè 18 luglio 2007
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Voto: Voto del Redattore: Marianna Venturini

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