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L'ANATRA ALL'ARANCIA
L anatra all arancia

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LO SPETTACOLO

Autore: W.D. Home e M.G. Sauvajon
Regia: Ennio Coltorti
Genere: commedia
Compagnia/Produzione: Molise Spettacoli
Cast: Corrado Tedeschi, Debora Caprioglio, Samantha Fantauzzi

Descrizione
Lui: quarantacinquenne sceneggiatore di successo, autore di sitcom e pubblicità
Lei: dèdita alla casa e alla cura dei bambini, annoiata... anzi… arrabbiata!
Lui dice di sé: sono divertente simpatico spiritoso...
Lei dice di lui: bugiardo, egoista... infedele...
Lui chiede a lei: sei mai stata felice con me in tutti questi anni?
Lei: sì… come un broccolo...
Inevitabilmente salta fuori L'Altro, segni particolari: serio, distinto e per giunta nobile! L'esatto opposto del Lui, Gilberto! E a Lei, Lisa, quest'uomo nuovo più giovane e più bello non dispiace affatto. Anzi è talmente lontano dal dispiacerle che decide -nientemeno- di abbandonare Gilberto e di partire con L'Altro per… la città dell'Amore, Parigi!
Riuscirà Gilberto a dissuadere la moglie dai propositi di fuga? E Lisa, potrà mai perdonare il marito farfallone? Cosa potrebbe accadere se Lui, Lei, L'Altro, la segretaria (sexy!) di Lui e una colf impicciona si trovassero a dover passare un weekend tutti assieme "appassionatame
Date repliche a cura di
Valentina Mucci
Scheda spettacolo a cura di
Valentina Mucci

LA LOCATION

MAUGERI
piazza Garibaldi - Acireale (CT)
Tel: 095 604177
Email: info@teatrostabileacireale.it Sito Web: www.teatrostabileacireale.it


LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo max

Repliche passate (dal 27/02/2010 al: 27/02/2010)

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LE RECENSIONI


La recensione di Nicola Meneghini

Un'anatra divertente ma non solo...

L’ANATRA ALL’ARANCIA è un capolavoro del teatro brillante anglosassone, scritto dall'inglese William Home nel 1967 e innestato dal commediografo francese Marc Gilbert Sauvajon un paio di anni dopo all'interno della commedia vaudeville. Le tematiche affrontate sono le tipiche di questo genere: una coppia con figli quasi scoppiata, un novello principe azzurro in procinto di scalzare il marito per prenderne il posto, una avvenente segretaria, presunta amante e attrice per una notte ed una colf piena di verve e di curiosità impicciona. In casa Ferrari bastano alcune battute e un drink di troppo per svelare un tradimento da parte della moglie Lisa al marito Gilberto. Ma lui, anziché reagire con sdegno e rabbia, ostenta self-control, quasi apparente rassegnazione, miscelati con un caustico umorismo. Invece di litigare e drammatizzare Gilberto e Lisa propendono per l’incontro, per lo scambio di invettive più o meno mordaci, a metà strada fra la recriminazione, il rimpianto e la nostalgia; addirittura egli propone alla consorte di invitare a casa l’amante Leopoldo Augusto, tanto per conoscersi meglio ma soprattutto per “mettere in scena” una messinscena. Con un escamotage egli dovrà essere colto in flagrante nella camera da letto della segretaria Patty Pat ( a sua volta invitata in casa con il pretesto di sbrigare un lavoro ) dalla vispa cameriera Teresa e quindi potrà addossarsi cavallerescamente la colpa dell'inevitabile divorzio. Lisa, profondamente offesa nei suoi sentimenti, avrà tutte le giustificazioni per scappare via con Leopoldo alla volta di Parigi. Il piano non farebbe una grinza. Lisa sembra d’accordo, ma… In realtà lo scopo di Gilberto è quello di stuzzicare la gelosia della moglie, più decisa a parole che nei fatti ad abbandonare il tetto coniugale.

La commedia è sulla scena italiana ed internazionale da tantissimi anni. Nel corso dei decenni si sono succedute varie versioni. La più importante forse è quella che ha visto Alberto Lionello e Valeria Valeri come interpreti principali. Nel cinema ricordiamo il film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi e Barbara Bouchet. La novità più significativa di questa edizione sta nell’attenta, calibrata direzione registica di Ennio Coltorti, che conferisce ai due protagonisti ironia e leggerezza e al contempo umanità. Alla raffica di battute,calembours,giochi di parole si intersecano brevi ma intensi momenti di verità psicologica. In questo senso è bravissimo Corrado Tedeschi a rispettare i tempi scenici, a inanellare battute con un ritmo serrato, senza incespicare, ma subito dopo, a creare attimi di sospensione in cui il pubblico riconosce il cambio di registro, coglie la serietà dell’affermazione, interrompe la risata, fa silenzio. Molto in parte anche Deborah Caprioglio, abile nel rendere la sottile svagatezza unita ad una certa insicurezza e romanticheria di Lisa. Frizzante ed esilarante Gioietta Gentile nella parte della cameriera Teresa, adeguati Mino Manni e Gloria Bellicchi nelle vesti del conte amante e della sexy segretaria. L’adattamento del testo, operato dallo stesso Coltorti coadiuvato da Nino Marino e da Antonia Piccolo, ha dato note di maggior contemporaneità e attualità al testo ( la vicenda si svolge nel varesotto, la domestica parla in dialetto milanese, Gilberto è un brillante sceneggiatore e uomo di spettacolo, appare il computer, si parla della crisi economica…). Anche l’allestimento scenico ( opera di Andrea Bianchi/Forlani ) e la scelta dei costumi (opera di Rita Forzano) si sposano con questa linea tanto da rendere l’intero spettacolo molto piacevole e divertente a vedersi, in cui lo spettatore riesce un po’ ad immedesimarsi… D’altra parte, cosa c’è di meglio di una sana risata che induca anche a una piccola riflessione ?

Visto il 16/12/2009 a Thiene (VI) Teatro: Comunale

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Voto: Voto del Redattore: Nicola Meneghini


La recensione di Maria Giulia Grondona

L'inesauribile seduzione degli equivoci di coppia

La noiosa routine della vita di coppia e l’eterno sospetto del tradimento coniugale sono i contenuti de “L’anatra all’arancia”, commedia di Douglas Home e Marc Gilbert Sauvajon portata in scena al Politeama Genovese da Corrado Tedeschi (nei panni di Gilberto Ferrari) e Debora Caprioglio (la moglie Lisa) per la regia di Ennio Coltorti. Temi non certo nuovi che, sorprendentemente, attirano ed entusiasmano ancora, forse per la semplicità con cui le trame nascoste si intrecciano e dipanano al tempo stesso. E’ la sagace abilità di Gilberto, anchorman televisivo dall’umorismo tagliente, a svelare a sé stesso e, insieme, risolvere a proprio favore quanto il suo felice matrimonio con Lisa che va avanti da quindici anni, abbia bisogno di scosse e novità. E’ sufficiente un primo tranello perché lei riveli di frequentare da qualche tempo l’affascinante Leopoldo Augusto Serravalle Scrivia (Mino Manni), e di essere pronta a partire con il suo Adone di sangue blu. Non per denaro, certo, ma perché lui è veramente innamorato, fedele e sa come riempirla di attenzioni; tutto il contrario, a suo dire, del marito, che nulla ha fatto per impedirle di cedere dopo tre settimane di tentennamenti. Gilberto non si scompone. Se le cose stanno così, inutile abbassarsi a scenate di gelosia. Siamo in una società civile, dopotutto. Molto meglio chiarirsi tra gentiluomini con l’aiuto di una partita a tennis e una sfida a scacchi. Ed ecco l’originale proposta che Lisa accetta, seppur dapprima titubante. Invitare il conte Leopoldo a casa Ferrari per trascorrere tutti insieme un sereno weekend ed unirvi la presenza di Patrizia (Gloria Bellicchi, Miss Italia 1998), la bellissima segretaria di Gilberto. Un intreccio molto sottile. Tra momenti di passione e ilarità ed altrettanti ingenui litigi si sveleranno le delicate dinamiche del rapporto di coppia scompigliate ancor più dall’impicciona Teresa, l’affezionata governante alle prese con la cottura a puntino dell’anatra all’arancia. Gioietta Gentile dà vita a un personaggio saggio e spumeggiante ma forse esagera, a tratti, nella sua caricatura “meneghina”. Corrado Tedeschi è commosso dal “tutto esaurito” per la prima nella sua Genova e per il grande affetto espresso dai lunghi applausi indirizzati in particolare proprio a lui, l’attore “di casa”. Il ringraziamento al pubblico è d’obbligo ma il messaggio, cui si associano immediatamente Debora Caprioglio e tutto il cast, non può che correre, in realtà, alle attuali difficoltà del teatro italiano. Platee ensustiaste ed entusiasmanti sono più che mai necessarie per andare avanti in questo momento di oscurità che vive la cultura nel nostro Paese.

Visto il 11/12/2009 a Genova (GE) Teatro: Politeama Genovese

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Voto: Voto del Redattore: Maria Giulia Grondona


La recensione di Donato Panìco

All’apertura del sipario rosso del palco del Teatro Manzoni, di fronte ad una platea colma e fremente per l’occasione, una coppia di coniugi gioca a scacchi sorseggiando whisky nello sfondo di una splendida casa arredata minuziosamente. Va in scena “L’anatra all’arancia” e sono sufficienti solo alcuni istanti per strappare al pubblico i primi applausi. Una commedia capolavoro del teatro leggero in grado di raccogliere indiscutibili successi nei maggiori teatri europei in quasi quarant’anni di rappresentazioni. Tratta dal romanzo “The secretary bird” del 1965 dello scozzese William Douglas-Home, fu poi rivista in chiave comica dal drammaturgo francese Marc-Gilbert Sauvajon con il titolo di “Le canard à l’orange”. "L'anatra all'arancia", ripresa da Luciano Salce nell’omonimo film del 1975 con Ugo Tognazzi, Monica Vitti e Barbara Bouchet, fu inoltre trasmessa dalla televisione francese nel 1979 in una versione realizzata da André Flédérick. Una coppia quasi scoppiata, un novello principe azzurro, un’intrigante segretaria ed una colf, intrecceranno sentimenti e comicità in uno dei temi più tradizionali di sempre. In casa Ferrari, nel più classico nucleo familiare, sono sufficienti una vittoria a scacchi, qualche drink e alcune battute per svelare in realtà un tradimento. E se anziché reagire con rabbia all’adulterina Lisa suo marito Gilberto ostentasse invece un self-control ironico ed in apparenza rassegnato? Un’insolita crisi coniugale in cui le liti e i drammi lasciano invece spazio all’incontro ed alla conoscenza più conviviale. Infine un surreale passaggio di consegne organizzato da Gilberto che riunisce sotto il proprio tetto Leopoldo Augusto Serravalle-Scrivia, l’amante di Lisa, e Patty Pat, avvenente e disponibile segretaria di Gilberto, oltre alla sempre presente Teresa, domestica di casa Ferrari. E se tutto fosse un subdolo ed intelligente piano per riconquistare la propria moglie? Quello che segue è un convinto e praticamente ininterrotto applauso di un pubblico divertito dalla commedia più leggera e ironica di sempre riproposta nella versione diretta da Ennio Coltorti. Trentasei anni dopo la versione con Alberto Lionello e Valeria Valeri, dieci anni dopo lo spettacolo con Marco Columbro e Barbara De Rossi, tocca ad un cast eccezionale sfidare il successo dei predecessori. Corrado Tedeschi (Gilberto Ferrari) è irresistibile: ironico e tagliente al punto giusto, a tratti perfino sarcastico, in una parte cucitagli addosso perfettamente. La splendida Debora Caprioglio (Lisa Ferrari), sublime ammaliatrice, è una grintosa e seducente donna insoddisfatta pronta alla fuga amorosa. Gioietta Gentile (Teresa la cameriera) riesce ad esser comica in ogni uscita. Alla bellissima Gloria Bellicchi la parte più difficile: per interpretare la svampita Patty Pat non bastano un paio di belle gambe. L’ex Miss Italia ’98, invece, riesce benissimo nella sua parte, risultando credibile persino nei più piccoli dettagli. Infine, a lei la parte risolutiva, una specie di morale, in cui riesce a mettere in luce l’intelligenza del suo personaggio. Positiva anche l’interpretazione di Mino Manni (il nobile Serravalle-Scrivia) che riesce ad essere detestabile nel suo personaggio di conquistatore. Perfetto, poi, l’adattamento curato da Ennio Coltorti con la collaborazione di Nino Marino e Atonia Piccolo che riesce ad essere fresco e moderno. Il commento migliore non può che essere il lungo applauso finale di un pubblico contento e soddisfatto. Milano, Teatro Manzoni, 09.05.2009
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Voto: Voto del Redattore: Donato Panìco

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