ALICE, UNA MERAVIGLIA DI PAESE
VOTO DEGLI UTENTIMedia voti: 5
LO SPETTACOLO
Autore: da Lewis Carroll Descrizione
Fantasia sfrenata e totale libertà d'invenzione linguistica, lezioni di oblio e mondi alla rovescia, alla ricerca di una Alice nata da Lewis Carroll, ma che somiglia anche a una radio di Bologna anni '70, che non abita più qui, che guarda i gatti, che si fa il whisky distillando fiori...Alice in palcoscenico significa coltivare programmaticamente il nonsenso, andando a "lezione di oblio" o frequentando la scuola della Finta Tartaruga che insegna a scrivere con "pinna e calamaro" e dà ripetizioni. Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diLa Redazione La Redazione LA LOCATION
MASINI COMUNALE Repliche passate (dal 06/12/2006 al: 06/12/2006) LE RECENSIONILa recensione di Wanda Castelnuovo
Una Lella Costa (Milano 1952) sempre pimpante e smagliante nell’arduo e faticoso compito di interpretare una Alice particolare, più matura, più moderna che non è solamente la spensierata e un po’ svagata bambina uscita dalla penna del geniale anche se controverso e ambiguo Lewis Carroll (Daresbury 1832 - Guilford 1898), brillante scrittore nonché eclettico intellettuale, ma un donna contemporanea che con fine ironia e ‘humour’ racconta le contraddizioni e i mali della nostra società.
Con lo stupore dell’infanzia guarda, osserva, si meraviglia e sogna, con il rigore dell’adulta vede, considera, esamina, scruta, analizza e spera amore, giustizi e pace.
In una grande scatola di teli bianchi, vestita di un abito decorato di foto, Lella/Alice, fresca negli entusiasmi e con uno slancio sempre vivo, ci porta dentro un mondo rovesciato dove la parola si srotola a fiume diventando protagonista principale di un mondo surreale in cui il nonsenso diviene amaro senso della realtà odierna vista allo specchio e al di là dello specchio.
Certo uno spettacolo che induce alla riflessione, che non fa riposare scoprendo altarini e ponendo in luce problemi, ingiustizie piccole e grandi, sgarberie e malvagità e allo stesso tempo riportando nel mondo fantastico dell’Alice di Carroll, senza lasciare tregua in un gioco serrato di fantasia e realtà.
Un monologo che tiene dall’inizio alla fine come ci ha abituati da sempre Lella con la sua grande capacità di affabulare, un viaggio che vale la pena di vivere per non dimenticare di pensare.
Milano, Teatro Carcano, 9 dicembre 2008
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