WE WILL ROCK YOU
VOTO DEGLI UTENTIMedia voti: 1
LO SPETTACOLO
Autore: The Queen & Ben Elton Descrizione
Scenografie ed effetti speciali spettacolari per il musical con le canzoni pi�ebri dei Queen, successi strepitoso in 14 paesi del mondo. Versione italiana, con dialoghi tradotti e le immortali canzoni in lingua originale suonate da una band dal vivo. Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diRoberto Mazzone Roberto Mazzone LA LOCATION
MANDELA FORUM LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di manuela rippa
The show must go on... Immaginiamo un futuro dove gli strumenti musicali non esistano, dove la libertà d’espressione sia solo apparente. Un mondo “Orwelliano”, se così possiamo definirlo, in cui si è imposta una realtà musicale digitalizzata (la computer music), e la vera musica è abolita dalla Global Soft Corporation in quanto considerata forma di comunicazione troppo liberale. Un ragazzo, un sognatore che sente strane parole nella testa (che si rivelerà essere la reincarnazione di Freddie Mercury), assieme ad un gruppo di ribelli (i bohémiens), potrà rivelare di nuovo al mondo la libertà regalataci da una delle forme d’arte più diffusa nella vita di tutti gli esseri umani: LA MUSICA DAL VIVO. Raccontare una trama del genere attraverso l’unione delle più belle canzoni dei Queen è stato geniale, e finalmente approda in Italia, dopo 7 anni dal debutto a Londra, “We will rock you”, il musical prodotto da Ben Elton in collaborazione con due componenti dei Queen stessi: il batterista Roger Taylor ed il chitarrista Brian May. Per l’edizione italiana Maurizio Colombi ne cura la regia in maniera impeccabile. Uno spettacolo senza sbavature e imperfezioni, grazie anche ad un cast di veri professionisti, i quali hanno potuto dimostrare la loro competenza nell’interpretazione delle canzoni di un gruppo rock che ha cambiato la storia della musica nel panorama mondiale, il cui eco si propaga ancora nei prodotti discografici di oggi. Grinta, grinta, grinta! È questa la parola d’ordine di questo musical, assieme ad una moltitudine di sensazioni che si sono accavallate durante tutto il recital il quale ha tenuto i corpi degli spettatori vibranti attaccati alle poltrone del teatro. Percezioni scaturite non solo dalle voci dei cantanti, le quali hanno avuto il potere di penetrare le più recondite emozioni dei presenti, ma anche dai danzatori, dai costumi, dalle scene, dalle luci, dalle videoproiezioni e dall’esecuzione orchestrale dal vivo. Tutti elementi fondamentali che hanno contribuito alla riuscita di questo spettacolo soprattutto per l’armonia con i quali sono stati messi in scena, esaltandosi e completandosi a vicenda per plasmarsi e fondersi insieme, dando cosi vita al mirabile show di cui siamo stati spettatori. Un musical in cui sono incarnati tutti i valori del vero rock, il rock che decanta l’ “amore”, per dirla con le parole di Oz (abbreviazione di Ozzy Osbourne, è la più importante donna dei Bohemians); un musical che lancia un messaggio di denuncia nei confronti della globalizzazione che attanaglia i nuovi anni ’10, i nostri; un musical nel quale gli interpreti hanno creduto fino in fondo,lanciando in pieno un messaggio che ha scaturito una reazione di ammirazione, tradottasi in una standing ovation di circa 10 minuti. Un’edizione italiana con dialoghi e adattamenti musicali degni di nota, senza tempi morti e dai ritmi incalzanti, ilari e sarcastici allo stesso tempo provocando umorismo, a tratti pirandelliano, tra il pubblico. Un copione che funge da sottile metafora e che perciò lascia nella gente che esce da teatro la strana sensazione di conoscere da quel momento i Queen, la loro lotta e il loro viaggio, ma non solo … anche la lotta e il viaggio che oggi intraprendono tutti gli artisti per guadagnare i loro diritti, e la forza tangibile di una passione che vive in ognuno di loro e che viene portata avanti con sacrificio, pazienza e sofferenza. Questo sottolinea ancora di più lo scrupolo nel voler creare un buon prodotto non dando per scontato che, utilizzando le musiche dei Queen, la strada verso il successo sarebbe stata agevolata. E tale messaggio è giunto grazie ad una produzione che ha ricreato, non ho timore a dirlo, uno dei più bei We will rock you visti in Europa, che vede grandi protagonisti quali Gianluca Merolli (Galileo) e Martina Ciabatti (Scaramouche), in un’esibizione “very very Rock”!!!Visto il 05/02/2010 a Bologna (BO) Teatro: Europauditorium PalaCongressi La recensione di Valentina Vitale
We will rock you: il musical Travolgente, impetuoso, trascinante, rock’n’roll. Uno trionfo rock’n’roll. Radio Gaga, Somebody To Love, Play The Game, Another One Bites The Dust, Who Wants To Live Forever, We Will Rock You, I Want It All, No One But You: “We will rock you”, il musical con i maggiori successi dei Queen che esalta il talento piuttosto che, come fa la televisione servirsi del talento per fare spettacolo, si conclude con una standing ovation. Coordinati dalla regia di Maurizio Colombi: 30 cantanti, attori e ballerini di altissimo livello, e una band di 8 elementi che all’improvviso, durante il secondo atto, rivela magicamente che anche la musica è dal vivo. Un musical dove la perfezione del suono e l’alta definizione dei video sugli schermi, magnificano il lavoro del cast. La storia, scritta e diretta da Ben Elton con Brian May e Roger Taylor come supervisori, è semplice: siamo nel futuro, sul Pianeta la musica è stata abolita della multinazionale Globalsoft, a capo la perfida KillerQueen con il suo collaboratore Khashoggi, ma l’uomo dei sogni, Galileo (interpretato con grande professionalità da Gianluca Merolli) riporterà in vita il rock’n’roll, con l’aiuto e l’ispirazione della sua amata Scaramouche (Martina Ciabatti) e un gruppo di giovani ribelli Bohemian. Dietro la storia, una vigorosa critica all’attuale sistema musicale e alla globalizzazione delle mode e dei gusti, quindi oltre ad essere affascinati dall’atmosfera si è portati a riflettere. Un musical da non perdere assolutamente.Visto il 11/02/2010 a Roma (RM) Teatro: Brancaccio La recensione di Roberto Mazzone
Il rock bohemian invade Milano! Ha finalmente debuttato all’Allianz Teatro di Assago (Milano), la versione italiana di “We will rock you”, il musical scritto da Ben Elton & The Queen, che da anni è sold out al Dominion Theatre di Londra. La versione italiana, curata da Maurizio Colombi, e prodotta da Barley Arts, è stata allestita sotto la diretta supervisione degli stessi Brian May e Roger Taylor, presenti alla “prima” dello spettacolo. Il cast prevede due performer per alcuni dei ruoli protagonisti. La replica che recensiamo è una pomeridiana e ha visto sul palco, come protagonisti, Gianluca Merolli e Martha Rossi, rispettivamente nei ruoli di Galileo e Scaramouche. Martha Rossi conferma la sua preparazione vocale, dopo l’esperienza con “Peter Pan – Il musical”. Perfettamente a suo agio in scena, dimostra una grinta fuori dal comune, e questo al di là del fatto che sia il tipo di ruolo a richiederla. Per Gianluca Merolli, il discorso è più articolato e solo parzialmente positivo. Una buona presenza scenica lo rende coinvolto e coinvolgente sul palco, ma sia a livello vocale che attoriale, risulta, a tratti, incerto, al punto da non conferire al personaggio lo spessore che ci si aspetterebbe. Molto apprezzata anche l’interpretazione di Carlo Spanò nel ruolo del comandante Khashoggi, apparso molto sicuro nell’interpretazione e nella tecnica vocale, nonché rispettoso dei tempi comici. La maggior parte degli applausi – corre l’obbligo di segnalarlo – è stata tributata alla Killer Queen, interpretata da Valentina Ferrari. Oltre a essere una ragazza splendida, che pur nella cattiveria del personaggio, indossa con molta eleganza fascinosi costumi, non ha ceduto un momento durante lo spettacolo, nemmeno quando si è vista costretta a cantare una delle sue canzoni con un “gelato”, per un banale inconveniente tecnico. Uno spettacolo di grande impatto visivo (l’impianto luci è qualcosa di straordinario); un’orchestra elettrizzante che ha fatto impazzire il pubblico sulle note dei più conosciuti successi dei Quuen. Da notare la resa “corale” sul palcoscenico di canzoni come “Killer Queen”, (accompagnata da una bella coreografia) o, all’inverso, “Play the game”, nella grintosa interpretazione solista di Valentina Ferrari. Non è rilevante quanto lo show si basi sulle musiche dei Queen, senza avere una storia vera e propria a sostenerlo, certo la traduzione italiana di “Radio Ga-Ga”, risulta un “orpello” che si poteva evitare, come alcuni altri, per arricchire uno spettacolo che, comunque, vale la pena di vedere. In scena fino al 6 gennaio 2010 all’Allianz Teatro e poi in tour a Trieste, Bologna e al Politeama Brancaccio di Roma dall’11 febbraio.Visto il 05/12/2009 a Assago (MI) Teatro: Allianz Teatro SOCIAL & C.SEGNALIAMOGLI ANNUNCI: NEWSLETTERIL CARTELLONEIN SCENA |